Assemblea agitata della società alla quale è affidata la struttura. Il panorama non è roseo per tutti. Alcuni albergatori pronti a vendere: «Gestione da rivedere»

Nubi sul Centro Congressi

24/07/2004 in Attualità
A Affi
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Dopo quat­tro anni di con­viven­za ser­e­na nel­la soci­età “Tur­is­mo e Con­gres­si”, la srl che gestisce il Palaz­zo dei Con­gres­si di Sirmione di pro­pri­età del­l’am­min­is­trazione comu­nale, si è adden­sa­ta da qualche giorno una nube. Anche se non sono pre­visti tem­po­rali. Si trat­ta del­la deci­sione che starebbe pren­den­do «una grossa fet­ta di alber­ga­tori — così sot­to­lin­ea uno dei pre­sen­ti alla riu­nione — per vendere le pro­prie quote e riti­rar­si quin­di dal­la soci­età». Un’ altra fet­ta di soci, tra cui le Terme ed alcu­ni alber­ga­tori, starebbe val­u­tan­do invece le con­dizioni per acquis­tar­le. A scatenare ques­ta fuga di impren­di­tori dal­la srl sarebbe “un risul­ta­to eco­nom­i­co neg­a­ti­vo”, defini­to «al di sot­to delle aspet­ta­tive per­ché ha deter­mi­na­to in alcune aziende ricettive situ­azioni di pas­si­vo». Per Dino Barel­li, che è anche pres­i­dente del­la locale Asso­ci­azione Alber­ga­tori, invece «l’assem­blea è sta­ta inter­es­sante, tan­to che vi ha parte­ci­pa­to il 74,6% dei soci pos­ses­sori di quote». «Inoltre, è sta­ta vota­to all’u­na­nim­ità l’or­dine del giorno e le sue dis­cus­sioni: la situ­azione — con­clude Barel­li — è quin­di tran­quil­la». Non la pen­sano così, però, alcu­ni alber­ga­tori-soci (in tut­to sono 35) che han­no ril­e­va­to come «il quadro eco­nom­i­co appare sbi­lan­ci­a­to, il pas­si­vo di ges­tione quin­di ricade sui pic­coli alberghi». Aggiunge uno dei pre­sen­ti all’assem­blea: «Occorre rivedere l’in­tera parte orga­niz­za­ti­va e ges­tionale, anche se va det­to che esiste un’­ef­fet­ti­va dif­fi­coltà per ospitare a Sirmione dei con­gres­si. Essi, tal­vol­ta, van­no a coz­zare con­tro la clien­tela tur­is­ti­ca che si fer­ma gen­eral­mente una set­ti­mana negli alberghi: allo­ra diven­ta dif­fi­cile con­cil­iare le esi­gen­ze dei con­gres­sisti con quelle dei cli­en­ti tur­is­ti­ci. Un altro aspet­to — pros­egue il nos­tro inter­locu­tore — è che una con­sis­tente fet­ta di soci vuole uscire dal­la soci­età, men­tre un’al­tra, tra cui le Terme, ritiene di con­tin­uare e vede, anzi, il quadro più roseo. E’ nec­es­sario quin­di — con­clude l’im­pren­di­tore — un cam­bi­a­men­to direzionale». La sto­ria del Palaz­zo dei Con­gres­si com­in­cia nel 1963, anno del­la sua inau­gu­razione, nel peri­o­do d’oro per Sirmione. Da allo­ra e fino al 1992 venne gesti­to dal­l’Azien­da di Pro­mozione Tur­is­ti­ca. Molti ricorder­an­no i tan­tis­si­mi con­veg­ni, tra cui spic­ca­vano le con­ven­tion del­la Dc o del Psi. Sot­to la gui­da di Ines Molteni la strut­tura con­gres­suale conobbe sicu­ra­mente il peri­o­do di mag­gior suc­ces­so. Poi, il palaz­zo dei con­gres­si venne dichiara­to inag­i­bile a causa del­l’assen­za di sis­te­mi di sicurez­za e di impianti a nor­ma. Dovet­tero trascor­rere ben 8 anni pri­ma di ved­er­lo ria­per­to il 30 set­tem­bre 2000. Il “bat­tes­i­mo” fu quel­lo del­la pri­ma edi­zione gior­nal­is­ti­ca del Pre­mio “Cat­ul­lo”. Pochi mesi dopo la strut­tura venne cedu­ta in ges­tione dal Comune ad una soci­età di cui fan­no parte 35 alberghi del­la cittadina.

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