Pubblica assemblea terminata con la raccolta di firme contro i programmi dell’amministrazione. La minaccia del Comitato contrario al progetto del parcheggio interrato

«Occuperemo piazza d’Armi»

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Sala piena, alla par­roc­chia del beato Andrea, per il pri­mo incon­tro pub­bli­co (il sec­on­do è fis­sato per il 9 mar­zo) orga­niz­za­to dal Comi­ta­to apartiti­co con­trario al prog­et­to del parcheg­gio sot­ter­ra­neo in piaz­za Fer­di­nan­do di Savoia, o piaz­za d’Armi. Con la ser­a­ta, lo stes­so Comi­ta­to ha dato il via ad una rac­col­ta firme per tentare di fer­mare i pro­gram­mi dell’amministrazione. All’incontro era pre­sente anche Wal­ter Mon­tre­sor vice sin­da­co e asses­sore all’urbanistica, insieme a Pao­lo Melot­ti asses­sore al com­mer­cio e alla .Il prog­et­to, allo sta­to pre­lim­inare, del parcheg­gio sot­ter­ra­neo in piaz­za d’Armi fa parte di un dis­eg­no più ampio di riqual­i­fi­cazione del­la piaz­za che preved­erebbe anche l’alienazione dell’edificio delle ex scuole ele­men­tari. La rel­a­ti­va delib­era di Giun­ta par­la di un cos­to pre­vis­to per l’autosilos di cinque mil­ioni e 400mila euro per 180 posti sti­mati (con­tro i 150 dell’attuale parcheg­gio in super­fi­cie) e 270 giorni di cantiere.È sta­to l’architetto Lino Vit­to­rio Bozzet­to ad aprire la ser­a­ta ricor­dan­do il vin­co­lo urban­is­ti­co e ambi­en­tale esistente sul­la piaz­za «così come su tut­ta la piaz­zaforte di Peschiera». «I recen­ti scavi effet­tuati dal­la Soprint­en­den­za», ha spie­ga­to, «pre­lim­i­nari al prog­et­to stes­so, han­no ripor­ta­to alla luce le trac­ce delle epoche romane e del­la darse­na scalig­era che divide­va la parte mil­itare del­la Roc­ca dall’abitato civile. Un pat­ri­mo­nio stori­co e architet­ton­i­co uni­co, cui si som­mano gli edi­fi­ci sor­ti con i veneziani e con gli aus­triaci e che han­no defin­i­ti­va­mente con­tor­na­to la piaz­za d’Armi e che oggi, a dis­pet­to del vin­co­lo che li tutela, sono sta­ti mes­si in ven­di­ta». «Piaz­za d’Armi è cro­ce­via di sec­oli di sto­ria, pen­sare di farvi un parcheg­gio sot­ter­ra­neo, richiesto da nes­suno, è sin­to­mo quan­to meno di strav­a­gan­za», ha aggiun­to Bozzet­to, «recu­per­are la piaz­za vuol dire pen­sare ad una nuo­va illu­mi­nazione e pavi­men­tazione, a ren­der­la pedonale stu­dian­do le lim­i­tazioni del traf­fi­co in modo da ridur­lo al min­i­mo necessario».Bozzetto ha par­la­to di «assur­dità del prog­et­to con­sideran­do che ci sono alter­na­tive più prat­i­ca­bili: si potrebbe scav­are sot­to il parcheg­gio di Por­ta Bres­cia, dove non ci sono vin­coli e si potreb­bero ricavare molti più posti auto». «I tur­isti non cer­cano traf­fi­co, smog, con­fu­sione», ha con­tin­u­a­to Francesco Gia­r­di­na, por­tav­oce del Comi­ta­to. «Lim­itare il traf­fi­co del cen­tro e las­cia­re spazio al passeg­gio e alla gente non può che far aumentare la voglia di vis­itare Peschiera che ha gran­di poten­zial­ità: ecco per­ché aus­pichi­amo un ripen­sa­men­to del progetto».Opinioni con­di­vise dal pub­bli­co. «Queste cose sono già vec­chie. Ci vuole un’altra idea: por­ti­amo la gente a vedere tut­to quel­lo che c’è a Peschiera. La piaz­za va recu­per­a­ta per i cit­ta­di­ni e non alle auto». Anco­ra: «In piaz­za si sten­ta a capire cosa è sta­to fat­to e per­ché; c’è un pic­co­lo cartel­lo che par­la di sca­vo arche­o­logi­co pre­ven­ti­vo. Pre­ven­ti­vo a cosa? I cit­ta­di­ni non sono sta­ti mes­si al cor­rente. Un lavoro fat­to alla chetichel­la. Se non baster­an­no le firme, prover­e­mo a fer­mare il parcheg­gio met­ten­do­ci tut­ti in piaz­za». A questo inter­ven­to ha rispos­to l’assessore Melot­ti, pre­cisan­do che il prog­et­to è sta­to dis­cus­so con i rap­p­re­sen­tan­ti di cat­e­go­ria del­la Com­mis­sione com­mer­cio. «Cosa fa la Soprint­en­den­za?», ha chiesto un altro cit­tadi­no. «Può autor­iz­zare sim­ili brut­ture? E come può, il Comune, oppor­si alla ven­di­ta degli immo­bili stori­ci?». «Facen­do valere il vin­co­lo che sus­siste», ha rispos­to Bozzet­to. «Tre anni fa il sen­a­tore fece un’operazione sim­i­le per sal­vare la Palazz­i­na stor­i­ca, già anda­ta all’asta. Spe­ri­amo che si fac­cia lo stes­so per le caserme La Roc­ca e XXX Mag­gio. E per piaz­za d’Armi», ha rib­a­di­to Gia­r­di­na, «vis­to che non è sta­to fat­to anco­ra nul­la e non si sono spe­si sol­di, rac­coglier­e­mo le firme per dare più forza alla richi­es­ta di rivedere il progetto».Rispondendo ad alcu­ni inter­ven­ti il vice sin­da­co Mon­tre­sor ha sot­to­lin­eato che «non è così sem­plice trovare altre des­ti­nazioni agli immo­bili stori­ci. Si é par­la­to, qui, dell’ alla caser­ma XXX Mag­gio; ma l’università non è inter­es­sa­ta a quell’edificio, sem­mai chiede la Cac­cia­tori, ovvero uno sta­bile già restau­ra­to, anche con i sol­di del Comune». «Lo stru­men­to che, come Comune, abbi­amo a dis­po­sizione per tute­lare i beni è la des­ti­nazione d’uso asseg­na­ta dal piano rego­la­tore: il Padiglione è in ven­di­ta, ma non ha des­ti­nazione pri­va­ta», ha rib­a­di­to Mon­tre­sor pre­cisan­do che «gli edi­fi­ci del­la Roc­ca e XXX Mag­gio sono del demanio mil­itare, non anco­ra trasfer­i­ti allo Sta­to. E per il recu­pero di questi immo­bili sono nec­es­sari inter­ven­ti che coin­vol­go­no insieme pub­bli­co e privato».