L'imminente stagione turistica riporterà sul lago milioni di turisti e, fra questi, quelli abituati a frequentare il Garda con l'imbarcazione da diporto.

Onore e gloria ai “vecchi” Riva

Di Luca Delpozzo

L’imminente stagione turistica riporterà sul lago milioni di turisti e, fra questi, quelli abituati a frequentare il Garda con l’imbarcazione da diporto; e anche in questo settore è arrivata la prima certificazione Iso 9002, quella che ha sancito la qualità del comparto “servizi” di un’azienda.Il primato, a livello nazionale, spetta alla Nautica Casarola che nel centro arilicense ha la propria sede amministrativa.”L’idea è nata dopo aver ricevuto più di una sollecitazione in questo senso da parte di diversi tecnici che, visitando il cantiere, quasi ci invitavano a tentare questa avventura” dice Casarola. “C’è voluto un anno di lavoro”, prosegue Cesare Casarola, “ma ne è valsa la pena; la certificazione rappresenta, ormai il passato che ti permette di qualificarti sul mercato internazionale e sono molto orgoglioso non solo di averla ottenuta per primo ma, soprattutto, perché l’attestato della qualità riguarda il nostro comparto servizi”. Franco Businero è uno dei tecnici che ha curato e seguito la complessa procedura.”La difficoltà”, spiega, “è stata riuscire a predisporre il fatidico manuale che spiega nel dettaglio cosa c’è dietro ogni servizio:riparazione, rimessaggio, vendita e posteggio oltre al settore che più ci sta a cuore, il restauro di scafi, come i vecchi Riva in legno, fuori produzione da almeno quindici anni e considerati, quindi, d’epoca”.Anche in questi giorni, infatti, negli spazi del cantiere vi sono alcuni esemplari di questi motoscafi. “E come la ciliegina sulla torta”, riprende Casarola, “nei confronti di queste splendide barche ho sempre nutrito una vera e propria passione, la stessa che ha supportato la mia attività; il lavoro per il recupero di questi motoscafi e estremamente delicato: materiali e tecnologia non sono più quelle di una volta e il difficile” conclude il titolare del cantiere “è proprio ottenere un risultato “d’epoca” con lavorazioni moderne”.

Giuditta Bolognesi

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