L’assessore regionale alla sanità Tosi conferma la chiusura dei reparti per acuti ma punta sui servizi per l’emergenza. Garantiti l’ambulanza, il medico 24 ore su 24, Rsa e chirurgia in ambulatorio

Ospedale addio, arriva l’elicottero

18/09/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Sono rimasti due ore a porte chiuse, poi han­no comu­ni­ca­to il verdet­to che tut­ti si aspet­ta­vano, cioè che l’ospedale di Capri­no entro nove mesi deve chi­ud­ere. L’Ulss garan­tisce servizi in più, ma gli ammin­is­tra­tori soll­e­vano anco­ra il prob­le­ma del­la grande incog­ni­ta lega­ta all’emergenza-urgenza, una spa­da di Damo­cle che incombe sul­la mon­tagna, un ter­ri­to­rio debole, scarsa­mente servi­to, dove rag­giun­gere il mala­to può trasfor­mar­si in un prob­le­ma grande, di vita o di morte. Di questo si sono fat­ti por­tav­oce i sin­daci del Bal­do Gar­da che ieri, nel­la sala riu­nioni dell’ospedale, han­no incon­tra­to l’assessore regionale alla San­ità e il diret­tore gen­erale dell’Ulss 22 Rena­to Pic­coli. Questi ha garan­ti­to: «La strut­tura darà molte più risposte da domani, rispet­to a quelle che offre oggi, essendo ormai ques­ta una strut­tura san­i­taria obso­le­ta». «La deci­sione di trasferire tut­ti i repar­ti per acu­ti è solo in parte con­seguen­za dell’ultima sen­ten­za del Tar Vene­to», esor­disce Pic­coli, «si dis­cute infat­ti del prob­le­ma Capri­no da tem­po». «Qui non rester­an­no repar­ti per acu­ti», rib­adisce Tosi, «ver­rà real­iz­za­to un Cen­tro san­i­tario polifun­zionale, saran­no aggiun­ti servizi, l’emergenza resterà garan­ti­ta dal­la pre­sen­za dell’ambulanza con un medico pre­sente 24 ore su 24, pron­to a inter­venire a sec­on­da del­la grav­ità del caso». E Pic­coli pre­cisa: «Come altre delle nos­tre ambu­lanze, anche quel­la di stan­za a Capri­no sarà dota­ta dell’apparecchiatura nec­es­saria ad effet­tuare l’elettrocardiogramma, da spedire per via telem­at­i­ca al car­di­ol­o­go dell’ospedale più vici­no». Di fat­to l’emergenza, in un ter­ri­to­rio mon­tano come quel­lo servi­to da Capri­no, è una ques­tione che scot­ta. Ed è pro­prio sul­la cop­er­tu­ra di tale emer­gen­za che i sin­daci han­no pun­ta­to, chieden­do a Tosi certezze. «Chi fa un ictus a Lumi­ni o in Pra­da deve avere le stesse garanzie di chi si tro­va a Verona in Val­done­ga», sot­to­lin­ea Car­la De Beni, sin­da­co di Affi, pres­i­dente del­la con­feren­za dei sin­daci del­la Ulss 22, «e rite­ni­amo anche impor­tante che a Capri­no resti la lun­gode­gen­za per gli anziani». «Rispet­to a quan­to prevede­va la delib­era di giun­ta, cioè che i repar­ti per acu­ti sparis­sero e restassero solo i poliambu­la­tori, mi farò per­sonal­mente cari­co di garan­tire che siano man­tenute la lun­go­den­gen­za, il pun­to di pri­mo inter­ven­to con due posti per la ter­apia sem­i­nten­si­va, che siano disponi­bili i defib­ril­la­tori auto­mati­ci, che sia real­iz­za­ta la piaz­zo­la per l’atterraggio degli eli­cot­teri», assi­cu­ra Tosi. E pros­egue: «La Regione ha quat­tro mezzi fis­si e uno sta­gionale. Numerose zone del Vene­to, tra cui Capri­no, sentono l’esigenza del volo not­turno e sti­amo cer­can­do di atti­var­lo. Come asses­sore alla San­ità riporterò in Regione le ragionevoli richi­este dei sin­daci, non cre­do ricev­erò obiezioni». Nes­suna definizione pre­cisa viene data sui tem­pi di mar­cia. Nonos­tante i verdet­ti e i tagli sicuri, nul­la trapela su even­tu­ali sposta­men­ti logis­ti­ci o del per­son­ale: «Ques­ta è una riu­nione inter­locu­to­ria», assi­cu­ra Tosi, «ne seguiran­no altre, tra ammin­is­tra­tori e respon­s­abili dell’Ulls, con i cit­ta­di­ni dei pae­si inter­es­sati e quin­di con il Grup­po dife­sa salute di Capri­no. Sen­tire­mo anche le loro pro­poste». Da parte sua Pic­coli snoc­ci­o­la il pro­gram­ma: «Abbi­amo delib­er­a­to un’idea che si è con­cretiz­za­ta in un doc­u­men­to espos­to ai sin­daci del com­pren­so­rio e a cui sti­amo anco­ra lavo­ran­do. Il nuo­vo quadro orga­niz­za­ti­vo prevede che resti­no il cen­tro dial­isi con otto posti let­to e due poltrone, il pun­to di pri­mo inter­ven­to che darà una rispos­ta assis­ten­ziale sulle 24 ore con quat­tro let­ti di astan­te­ria e mon­i­tor­ag­gio con para­me­trazione di ter­apia sem­i­nten­si­va e pre­sen­za dell’ambulanza. Aggiun­ger­e­mo un ambu­la­to­rio chirur­gi­co, cioè una strut­tura con sala oper­a­to­ria ambu­la­to­ri­ale per inter­ven­ti che non richiedono il ricovero. Si garan­tisce di con­seguen­za la reperi­bil­ità di un medico per la ges­tione delle com­pli­canze nelle 24 ore suc­ces­sive e l’appoggio di un ospedale qualo­ra diven­tasse nec­es­sario il ricovero». Sul­la guardia med­ica il diret­tore gen­erale pre­cisa: «L’attività con­tin­ua rin­forza­ta con il sup­por­to telem­ati­co per le urgen­ze car­di­o­logiche, e tut­ti i medici di base han­no già a dis­po­sizione un eco-car­dio­grafo per fare l’esame ed accer­tar­si con il car­di­ol­o­go che non ci siano infar­ti in cor­so». A Capri­no resterà anche l’Rsa di riabil­i­tazione a ind­i­riz­zo psi­co-neu­ro-geri­atri­co: «una strut­tura arriva­ta dopo il trasfer­i­men­to di alcu­ni sogget­ti dall’ospedale neu­ro-psichi­atri­co di Pon­ton. Con­fer­mi­amo anche l’ambulatorio polispe­cial­is­ti­co, con pun­to radi­o­logi­co, pun­to pre­lievi, e i servizi ambu­la­to­ri­ali esisten­ti; con­tin­uerà l’attività del cen­tro antidi­a­beti­co». Tra i nuovi servizi, è pre­vista una Res­i­den­za san­i­taria assis­ti­ta (Rsa) da ricon­ver­sione ospedaliera «con 17 posti let­to: 10 per la riabil­i­tazione e sta­bi­liz­zazione delle con­dizioni gen­er­ali, sette per la lun­gode­gen­za. È sta­ta fat­ta una con­ven­zione con case di riposo affinché met­tano a dis­po­sizione da 4 a 6 posti let­to per accogliere i malati con patolo­gie pesan­ti da gestire a domi­cilio», dice Pic­coli. E con­clude: «Come già si è accen­na­to è pos­si­bile che ven­ga avvi­a­ta la sper­i­men­tazione di quel tipo di assis­ten­za conosci­u­ta come ospedale di comu­nità, per pazi­en­ti dimes­si da repar­ti per acu­ti o con prob­le­mi non gestibili a domi­cilio. Sarebbe gesti­ta a liv­el­lo clin­i­co in col­lab­o­razione con i medici di base». E Tosi: «Ver­rà atti­va­ta solo in segui­to al trasfer­i­men­to dei restanti repar­ti di Capri­no». E la sede? «Si è fat­ta l’ipotesi di real­iz­zare una nuo­va strut­tura e di des­tinare la vec­chia in parte a edilizia popo­lare, in parte a servizi, in parte ad appar­ta­men­ti da vendere. Ma è solo un’ipotesi», dice il sin­da­co, Ste­fano Sandri.

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