Il nodo della sanità. Rifondazione e i Verdi si schierano coi sindaci del Garda e Valsabbia. Critiche alle cliniche private. «Meglio ristrutturare Gavardo e non perdere i 29 milioni di euro stanziati»

Ospedali, la sinistra boccia Roè

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

«Se viene can­cel­la­to il finanzi­a­men­to di 29 mil­ioni è una truf­fa — dice Mirko Lom­bar­di, con­sigliere regionale di Rifon­dazione -. Per­ché quei sol­di sono des­ti­nati al ter­ri­to­rio. L’assessore Car­lo Bor­sani e il Pirellone ave­vano deciso tale stanzi­a­men­to per costru­ire il nuo­vo ospedale di Roè Vociano, ma qua­si tut­ti sin­daci del­la Valsab­bia e dell’Alto Gar­da han­no accetta­to la scelta del diret­tore Mau­ro Borel­li di spostare i quat­tri­ni sul­la ristrut­turazione di Gavar­do. E noi siamo d’accordo. Al pari dell’Ulivo. Ma la popo­lazione e gli enti locali devono stare atten­ti: sarebbe uno scip­po se i 29 mil­ioni sparis­sero». Il con­veg­no dell’altra sera, orga­niz­za­to dal­la sin­is­tra e svoltosi nel Cen­tro sociale «I pini» di Salò, è sta­to l’ennesimo ded­i­ca­to alla san­ità. Un argo­men­to cal­do. «La strut­tura di Gavar­do non è in gra­do di sop­perire le neces­sità e va mes­sa a nor­ma — ha spie­ga­to il con­sigliere comu­nale Alber­to Mari­no -. Man­ca, ad esem­pio, un vero repar­to di rian­i­mazione. E così non si pos­sono effet­tuare inter­ven­ti di liv­el­lo. Poiché i 29 mil­ioni non bas­tano per Roè, e inoltre ci vor­reb­bero molti anni, meglio ind­i­riz­zarli su Gavar­do». Numerose le critiche riv­olte alle cliniche pri­vate, accusate di eseguire spes­so inter­ven­ti non nec­es­sari. E nel pub­bli­co la situ­azione non è di cer­to migliore. «Per un’ecografia renale richi­es­ta in set­tem­bre — ha det­to Lom­bar­di -, mi han­no rispos­to che non accetta­vano più preno­tazioni. Se ne sarebbe ripar­la­to dal 1 gen­naio. C’era forse il tut­to esauri­to? Mac­chè. Ave­vano già imp­ie­ga­to l’intero bud­get pre­vis­to, e le attrez­za­ture non veni­vano uti­liz­zate, benché libere. Assur­do. Siamo di fronte a un dis­as­tro. «L’idea di una pri­va­tiz­zazione esasper­a­ta sta provo­can­do grossi prob­le­mi. E’ in atto un proces­so di amer­i­can­iz­zazione. In futuro bisogn­erà affi­dar­si alle com­pag­nie di assi­cu­razione, che di soli­to si pren­dono cura delle per­sone sane. Un dia­beti­co, ad esem­pio, deve pagare pre­mi enor­mi». Lom­bar­di ha aggiun­to che «sul Gar­da la battaglia è seria, poiché il pat­ri­mo­nio rap­p­re­sen­ta­to dagli edi­fi­ci di Salò e del S.Corona di Fasano fa gola a molte immo­bil­iari. La scelta di Roè Vol­ciano è cam­pa­ta in aria. Non esiste nem­meno la disponi­bil­ità dell’area. Molto meglio ristrut­turare Gavar­do. Poten­ziare Salò? E’ un pre­sidio con ele­vatis­si­mo degra­do. Assai dif­fi­cile riadeguar­lo agli stan­dard pre­scrit­ti». Nel cor­so del­la ser­a­ta si è par­la­to di vari argo­men­ti: del­la pro­pos­ta di legge dell’Ulivo sui tick­et, del­la chiusura di Psichi­a­tria (l’ultimo repar­to rimas­to a Salò, dato che Med­i­c­i­na, trasferi­ta provvi­so­ri­a­mente a Gavar­do fino al 30 set­tem­bre, non è più tor­na­ta alla base, e che dal 1 gen­naio Lun­gode­gen­za dovrebbe andare nel­la clin­i­ca di Bar­bara­no), dei servizi sul ter­ri­to­rio (la med­i­c­i­na sco­las­ti­ca non esiste più, l’inserimento dei dis­abili nel mon­do del lavoro van­i­fi­ca­to dal­la Finanziaria 2002, gli orari di aper­tu­ra degli uffi­ci dimez­za­ti), dei con­sul­tori rilan­ciati solo gra­zie alle extra­co­mu­ni­tarie, dei dipen­den­ti privi di garanzie. Tra i rela­tori, Ful­vio Auro­ra, respon­s­abile nazionale del­la san­ità di Rifon­dazione, Anto­nio Bon­tem­pi («l’ipotesi di Roè è una peri­colosa illu­sione, una pre­sa in giro pazzesca», ha affer­ma­to l’esponente dei Ver­di) e Mas­si­mo Fada.