Sopralluogo nello storico palazzo in corso di restauro: lavori rallentati dalla situazione precaria del tetto.
Il direttore lavori: «Mesi per sistemare la copertura e per restaurare la facciata»

Palazzo Guarienti, biblioteca ancora lontana

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Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

Anche una pianta di fico ave­va trova­to ter­reno fer­tile sul tet­to di Palaz­zo Guar­i­en­ti, uno dei più impor­tan­ti edi­fi­ci stori­ci di Valeg­gio, dove è in cor­so il pri­mo stral­cio dei lavori di restau­ro che riguardano pro­prio la cop­er­tu­ra e la fac­cia­ta, oltre alla sis­temazione del­l’ala sud.Palazzo Guar­i­en­ti, che al ter­mine del restau­ro tornerà ad essere sede per la , oltre che delle asso­ci­azioni e di altri servizi, è chiam­a­to dai valeg­giani anche “Palaz­zo del Patri­o­ta” e fu real­iz­za­to da un architet­to veronese del Set­te­cen­to, Piero Ceroni; è noto anche per aver ospi­ta­to Napoleone nel 1796.«Sul tet­to», ha affer­ma­to il condi­ret­tore lavori, Simone D’Au­miller, illus­tran­do quan­to si sta facen­do ai con­siglieri comu­nali pre­sen­ti durante il sopral­lu­o­go di qualche giorno fa nel­l’ala sud del palaz­zo, «abbi­amo trova­to una situ­azione vera­mente pre­caria, con un oblò semi­a­per­to da cui entra­va abbon­dan­te­mente acqua che ha fat­to crol­lare, per for­tu­na sen­za che nes­suno si facesse male, parte del sof­fit­to che sovras­ta la scali­na­ta, con le sue pit­ture. Entro pochi mesi con­ti­amo di risis­temare il tet­to, per poi restau­rare la fac­cia­ta e com­pletare l’in­ter­ven­to sul­l’ala sud». Poi, rispon­den­do al con­sigliere Alessan­dro Remel­li che si chiede­va come fos­se pos­si­bile che la strut­tura, restau­ra­ta nei pri­mi anni ottan­ta, richiedesse già un inter­ven­to così pesante (il cos­to com­p­lessi­vo del­la ristrut­turazione è sti­ma­to in un mil­ione e 963.700 euro), non ha volu­to com­mentare l’in­ter­ven­to prece­dente, ma ha aggiun­to: «Qual­si­asi inter­ven­to di restau­ro va poi accom­pa­g­na­to da un’adegua­ta manuten­zione negli anni, per non essere velo­ce­mente vanificato».Soddisfatto per l’a­van­za­men­to dei lavori anche Luca San­dri­ni, prog­et­tista suben­tra­to al fratel­lo Arturo (stori­co del­l’ar­chitet­tura e del­l’ur­ban­is­ti­ca) scom­par­so recen­te­mente. Molti i con­siglieri con il viso all’in­sù nel­lo spazio dove pri­ma c’era la sala civi­ca, com­ple­ta­mente demoli­ta assieme al suo sof­fit­to ad onde col­orate, che la carat­ter­iz­za­va e le don­a­va una buona acus­ti­ca, ma che ave­va fat­to imb­u­falire la Sovrintendenza.«La Sovrin­ten­den­za», con­fer­ma il sin­da­co, Albi­no Pezzi­ni, «vol­e­va un ripristi­no del­la situ­azione prece­dente. La pri­ma parte del­l’in­ter­ven­to è sta­ta resa pos­si­bile gra­zie agli sforzi con­giun­ti del Comune, del­la (250 mila euro) e del­la Fon­dazione Cas­sa di Risparmio di Verona, Vicen­za Bel­luno e Ancona (120 mila euro). Ora ci atten­dono gli altri stral­ci per i quali spe­ri­amo di avere altri con­tribu­ti».

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