La rivoluzione dei parcheggi gradita per le soste liberalizzate e le navette, non per i prezzi delle macchinette

Parchimetri, tariffa stellare La critica: «Per 10 minuti si paga un eu

06/07/2003 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

La riv­o­luzione dei parcheg­gi con­tin­ua a far dis­cutere, nel bene e nel male. A mag­gio l’amministrazione civi­ca gui­da­ta da Davide Bendinel­li ha mes­so in atto un rad­i­cale cam­bi­a­men­to del­la pras­si via­bilis­ti­ca. Sul lun­go­la­go, lun­go la Garde­sana e all’interno sono com­parse le strisce blu con i parchimetri a get­tone: i garde­sani non c’erano abit­uati. A spin­gere ver­so il rias­set­to è sta­to il «flop» del­la ges­tione pri­va­ta del posteg­gio inter­ra­to di via Pre­ite, volu­to dal­la prece­dente ammin­is­trazione comu­nale: una «cat­te­drale nel deser­to», l’ha defini­to Bendinel­li. Il nuo­vo parcheg­gio, coi suoi 160 posti auto qua­si sem­pre vuoti, è sta­to asseg­na­to per la ges­tione a un’associazione di imp­rese tem­po­ra­nee, che opera anche sui posteg­gi a parchimetro fra largo Europa, piaz­za­le Caboto, via San Francesco, via San Car­lo e la Garde­sana. «Abbi­amo volu­to lib­er­al­iz­zare la sos­ta», ha spie­ga­to il sin­da­co Davide Bendinel­li, «e dare a tut­ti la pos­si­bil­ità di parcheg­gia­re, sep­pure a paga­men­to, imme­di­ata­mente a ridos­so del cen­tro». Fun­ziona? Sem­bra di sì: la sos­ta si è snel­li­ta. Pagan­do, trovare un pos­to per la macchi­na pri­ma di andare a fare la spe­sa non è un prob­le­ma. Sec­on­do aspet­to pos­i­ti­vo del nuo­vo stile volu­to dal­la Giun­ta Bendinel­li: il bus navet­ta. Il pullmi­no gra­tu­ito col­le­ga le zone per­iferiche al cen­tro. Ripe­tendo il per­cor­so ogni 20 minu­ti. «Già il pri­mo giorno di sper­i­men­tazione dei bus navet­ta abbi­amo avu­to 150 uten­ti, e poi è sta­to un con­tin­uo crescen­do. In poco più di un mese, la navet­ta è già entra­ta nelle abi­tu­di­ni dei garde­sani e dei tur­isti», sot­to­lin­ea sod­dis­fat­to il sin­da­co Davide Bendinel­li. Ma non c’è rosa sen­za spine, come recita il prover­bio. E questo vale anche per il piano parcheg­gi del Comune di Gar­da. Quel­lo che non piace sono le macchinette dei parchimetri. Un’ora di sos­ta cos­ta un euro. Ma la stes­sa cifra la devi pagare anche se ti fer­mi solo 10 minu­ti per andare dal macel­laio. Molti lo trovano assur­do. «Anche per­ché», ci fa notare un utente del parchimetro, «in ques­ta maniera il pos­to macchi­na può essere occu­pa­to più volte durante la stes­sa ora, incas­san­do però tre o quat­tro volte la tar­if­fa oraria». Nul­la di ille­git­ti­mo, per car­ità, ma la fac­cen­da è antipat­i­ca. Così la pen­sano le per­sone che uti­liz­zano questo sis­tema di parcheg­gio. Va meglio se ci si fer­ma più di un’ora: in questo caso il bus­solot­to dà lo scon­tri­no in base ai minu­ti pagati. «A me questo prob­le­ma non è sta­to seg­nala­to», dice il sin­da­co Bendinel­li, «e in ogni caso par­lerò con la dit­ta incar­i­ca­ta. Se esiste un’anomalia vedremo di sis­temar­la. Del resto, con la dit­ta che ha in appal­to i parcheg­gi c’è la mas­si­ma col­lab­o­razione». Sec­on­da ombra: il parcheg­gio di piaz­za­le Caboto, a ridos­so del cimitero. Fino all’anno scor­so era libero. Adesso è ris­er­va­to ai res­i­den­ti, che han­no rice­vu­to uno spe­ciale «pass» da met­tere sul crus­cot­to dell’automobile. Risul­ta­to? Il piaz­za­le è semi­vuo­to. Può dar­si che i garde­sani lo tro­vi­no sco­mo­do, può dar­si deb­bano solo abit­u­ar­si e che sia dunque solo ques­tione di tem­po. Intan­to, però, è venu­ta a man­care una preziosa area di sos­ta, appe­na un po’ defi­la­ta dal paese, per chi veni­va da fuori e ciò ha cre­ato dis­a­gi e perdite da tem­po per tut­ti col­oro che vogliono parcheggiare.

Parole chiave: