Graziella Benini, presidente della Casa di soggiorno, ha sottoposto alla provincia una proposta globale di riutilizzo. Con gli ammalati di Alzheimer, centri diurni, sollievo e terminali

Per gli anziani tutto il vecchio ospedale

18/12/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Le proiezioni sta­tis­tiche dicono che nel C9 al 31 dicem­bre 2000 le per­sone con più di 75 anni era­no 3427: sali­ran­no a 4533 (più 32,27%) nel 2010, a 2190 (più 63,90%) nel 2020 e a 7149 (più 108,61%) nel 2030. Il dato serve solo per dire che il piane­ta anziani con­tin­uerà a creare prob­le­mi sem­pre più gravi, vis­to che allunga­men­to del­la vita sig­nifi­ca anche debil­i­tazione, malat­tie, hand­i­cap. Di fronte al calo del­la capac­ità assis­ten­ziale delle famiglie, cresce la pres­sione sul pub­bli­co: il liv­el­lo di civiltà d’u­na comu­nità si misura anche sul­la deci­sione di occu­par­si del­la porzione più frag­ile degli anziani.Graziella Beni­ni, pres­i­dente del­la Casa di sog­giorno per anziani, ha fir­ma­to già nel luglio scor­so una pro­pos­ta alla provin­cia di riu­ti­liz­zo del vec­chio ospedale di largo Invi­o­la­ta, una vol­ta che i repar­ti saran­no trasfer­i­ti nel monobloc­co arcense. La creazione d’un repar­to Alzheimer da affi­an­care alla casa di Riposo risale al ’95 ed è già sta­ta accol­ta e finanzi­a­ta dal­la provin­cia, anche se non è mai sta­ta real­iz­za­ta per i tem­pi eterni del­la costruzione del­l’ospedale nuo­vo. Ora, davan­ti alla pres­sione dei bisog­ni, il prog­et­to è cresci­u­to fino a prevedere un uti­liz­zo del­l’in­tero com­p­lesso. Il padiglione che attual­mente ospi­ta le degen­ze di chirur­gia, in posizione decen­tra­ta rispet­to all’ospedale ma cen­trale rispet­to a casa di riposo e dis­tret­to san­i­tario, ver­rebbe des­ti­na­to a strut­tura logis­ti­ca e di sup­por­to: nuo­va portin­era, uffi­ci ammin­is­tra­tivi, direzion­ali ed econo­m­ali che scop­pi­ano nel­l’ed­i­fi­cio di via Ardaro, non pos­sono essere ampliati, e, spo­sta­ti, con­sen­tireb­bero di lib­er­are spazi vitali per il servizio ani­mazione ed il cen­tro diurno (in attiv­ità dal 1995, accoglie dalle 8 alle 19, in con­ven­zione col C9, anche nelle gior­nate fes­tive, anziani non auto­suf­fi­ci­en­ti, assi­cu­ran­do anche pasti e trasporti). Nel­la chirur­gia dovreb­bero trovar pos­to 20 let­ti per degen­ti con alto fab­bisog­no assis­ten­ziale per dete­ri­or­sa­men­to men­tale. Accogliereb­bero per­sone già ricov­er­ate nel­la Rsa, liberan­do spazi per una migliore vivi­bil­ità. Pre­vis­to anche un cen­tro diurno per demen­ti ed Alzheimer. Nel padiglione del­l’oste­tri­cia, andreb­bero servizi di accoglien­za tem­po­ranea, di sol­lie­vo e tregua, per 10 posti let­to (il servizio è già atti­vo, per anziani las­ciati per bre­vi peri­o­di ‑mas­si­mo 2 mesi- nel­la strut­tura pub­bli­ca). La recett­tiv­ità del­la Rsa ver­rebnbe aumen­ta­ta di 25 posti let­to per­me­t­ten­do di elim­inare nel­l’ed­i­fi­cio esistente (che scen­derebbe a 65 posti) le stanze a 3 0 4 let­ti. Pos­si­bile anche l’or­ga­niz­zazione di alcu­ni posti (mas­si­mo 4 o 5 stanze) per l’as­sis­ten­za a per­sone affette da neo­pla­sia in fase ter­mi­nale e bisog­nosi di cure pal­lia­tive. Nel prog­et­to entra anche il «Sacro monte», quel­l’ed­i­fi­cio iso­la­to lun­go il viot­to­lo che sale in via Negrel­li, da cui ricavare allog­gi pro­tet­ti per l’ac­coglien­za di adul­ti por­ta­tori di hand­i­cap. A tut­t’og­gi le domande da evadere per allog­gi pro­tet­ti sono una venti­na. La capien­za com­p­lessi­va salirebbe a 120 posti let­to: 65 nel­l’e­sistente, 20 nel padiglione demen­ti ed Alzheimer, 35 fra sol­lie­vo e recu­pero. La Casa di sog­giorno è pronta a partire.