Una cena al golf tra amministratori di due paesi per fare il punto sull’impianto di Prada. Ci sono 400mila euro per l’acquisto e i primi lavori

Prossima estate, in seggiovia

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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Se li è por­tati tut­ti al golf. Ma mica per gio­car­ci una par­ti­ta. Anzi, no: la par­ti­ta c’è, ed è di quelle che con­tano davvero, ma il golf non c’entra: qui c’è di mez­zo il futuro di Pra­da, sul Monte , e per fare il pun­to del­la situ­azione l’avvocato Mar­co Bis­ag­no, pres­i­dente del­la soci­età Pra­da Costa­bel­la, impeg­na­ta a rimet­tere in fun­zione gli impianti di risali­ta chiusi da qualche anno, ha con­vo­ca­to per una cena alla club house del golf Cà degli Ulivi di Mar­ci­a­ga i con­siglieri comu­nali di Bren­zone e di San Zeno di Mon­tagna. Pagan­do un euro sull’altro di tas­ca pro­pria, mica coi quat­tri­ni del­la cab­i­novia. Quat­tri­ni che per­al­tro com­in­ciano a far­si con­sis­ten­ti, per­ché la Cam­era di Com­mer­cio ha aper­to i cor­doni del­la bor­sa stanzian­do 150 mila euro, men­tre i con­sigli comu­nali dei due comu­ni coin­t­er­es­sati agli impianti han­no delib­er­a­to una fide­jus­sione di 75 mila euro cias­cuno, con­sen­ten­do di rag­giun­gere la cop­er­tu­ra dei 400 mila euro totali nec­es­sari per liq­uidare la Pra­da srl, prece­dente pro­pri­etaria degli impianti di risali­ta, e di fare un po’ di cas­sa per i lavori di ria­per­tu­ra. «Cre­do vada sot­to­lin­eato», dice Bis­ag­no, «come i soci del­la Pra­da srl abbiano accetta­to di effet­tuare la ces­sione riceven­do in orig­ine soltan­to 150 mila euro. Per il resto si sono fidati del­la mia paro­la, rin­un­cian­do perfi­no all’iscrizione dell’ipoteca. Adesso, gra­zie alle deci­sioni assunte dai comu­ni e dal­la Cam­era di com­mer­cio, siamo in gra­do di ono­rare pun­tual­mente l’impegno». Fidu­cia: è questo l’elemento di traino del­la cor­da­ta gui­da­ta da Bis­ag­no, che ha al suo fian­co l’ex sin­da­co Cipri­ano Castel­lani per il comune di San Zeno di Mon­tagna e poi Lui­gi Gira­mon­ti e Car­lo Verone­si per il comune di Bren­zone. «Godi­amo del­la fidu­cia dei sin­daci», affer­ma l’avvocato, «dei con­siglieri comu­nali, degli ex pro­pri­etari, delle comu­nità locali, dei volon­tari che in questi giorni han­no effet­tua­to una com­ple­ta pulizia dell’area. Vedi­amo crescere un grande con­sen­so. Questo ci ha per­me­s­so di com­piere dei pas­si impor­tan­ti, dall’acquisto all’incarico a un tec­ni­co trenti­no, l’ingegner Gio­van­ni Caset, per ottenere le autor­iz­zazioni per la ria­per­tu­ra, alla sot­to­scrizione del­la doman­da di revi­sione pres­so il min­is­tero dei Trasporti, all’interessamento dell’assessore provin­ciale alla Alber­to Martel­let­to, che ha dimostra­to apprez­za­men­to per quan­to sti­amo facen­do. A tut­ti questi sogget­ti vogliamo dimostrare che la fidu­cia è sta­ta ben rispos­ta». E per­ché sia evi­dente che l’operazione sta andan­do avan­ti sec­on­do i pro­gram­mi, in Pra­da è com­par­so un cartel­lo: «Riaprono gli impianti. Estate 2005». L’appuntamento è esplic­i­to: fra un anno si potrà tornare a salire sulle cime con gli impianti. Quan­to agli ammin­is­tra­tori locali, sem­bra che con­di­vi­dano l’entusiasmo del pres­i­dente. «Il fat­to che all’invito dell’avvocato Bis­ag­no abbiano rispos­to in mas­sa i con­siglieri di San Zeno di Mon­tagna e di Bren­zone», dice Adri­ano Peretti, sin­da­co di San Zeno, «dimostra sen­za ombra di dub­bio la grande atten­zione che sti­amo riv­ol­gen­do a quest’iniziativa. È un’attestazione di sti­ma al lavoro svolto dal con­siglio di ammin­is­trazione». E sul­la stes­sa lunghez­za d’onda s’è espres­so per Bren­zone il con­sigliere Enri­co Nascim­beni: «L’impegno dell’avvocato Bis­ag­no, dei suoi col­lab­o­ra­tori e dei col­leghi con­siglieri di San Zeno di Mon­tagna», ha det­to, «ci con­fer­ma nell’idea che si trat­ti di un’iniziativa molto conc­re­ta a favore del­la val­oriz­zazione del nos­tro ter­ri­to­rio». All’estate 2005, dunque. Mag­a­ri con una nuo­va cena: sul Bal­do, stavolta.

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