Domenica e lunedì la consultazione per il passaggio dalla Lombardia al Trentino

Referendum per TrentoDue paesi pronti al salto

18/09/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Ultime ore di atte­sa per il ref­er­en­dum che, domeni­ca 21 e lunedì 22 set­tem­bre, potrebbe innescare la pro­ce­du­ra per il pas­sag­gio di Valvesti­no e a Mag­a­sa dal­la nos­tra provin­cia a quel­la di Trento.Nessuno azzar­da pre­vi­sioni sul risul­ta­to anche se, lo scor­so inver­no, il numero di col­oro che ave­va richiesto il ref­er­en­dum era sta­to mas­s­ic­cio nei due pic­coli cen­tri montani.Nei giorni scor­si è sta­ta inter­pel­la­ta la Prefet­tura: affinché il ref­er­en­dum pos­sa con­sid­er­ar­si vin­to dai sì, bisogna che i favorevoli al cam­bio di provin­cia siano almeno la metà più uno degli aven­ti dirit­to al voto.Qualche prob­le­ma potrebbe derivare dal­la forte pre­sen­za di iscrit­ti nelle liste elet­torali che risiedono all’es­tero e che potreb­bero non affrontare il viag­gio ver­so la Valle. Intan­to il tono del­la cam­pagna favorev­ole o con­traria al cam­bi­a­men­to, negli ulti­mi giorni è sal­i­to di tono.La tradizionale ris­er­vatez­za degli abi­tan­ti del­la mon­tagna non ha però evi­ta­to di rac­cogliere com­men­ti da entram­bi gli schiera­men­ti. C’è il pen­sion­a­to di Mag­a­sa, 67 anni, che non ha dub­bi: «Meglio schier­ar­si con Tren­to. Io ho sem­pre lavo­ra­to in Trenti­no. Il pas­sag­gio potrebbe per­me­t­ter­ci di cam­biare molte cose, specie se ver­rà costru­i­ta la gal­le­ria tra la Valle e il paese di Bon­done, che per­me­t­terebbe il col­lega­men­to con le Giu­di­carie. In caso con­trario andrem­mo avan­ti sem­pre nel­lo stes­so sis­tema, con tante promesse e pochi sol­di. In Trenti­no cam­bia la men­tal­ità: là cer­cano di tenere la gente attac­ca­ta alla mon­tagna e di aiu­tar­la anche con con­tribu­ti diret­ti agli abitanti».Sulla stes­sa lin­ea una sig­no­ra quar­an­tenne che per lavo­rare scende sul Gar­da: «Sicu­ra­mente meglio Tren­to. È vero che negli ulti­mi anni sono sta­ti fat­ti tan­ti inter­ven­ti anche qui, ma spes­so si è trat­ta­to di spese super­flue o inutili. Buono, invece, l’al­larga­men­to del­la stra­da. Se guardiamo il Trenti­no, però, vedi­amo che la provin­cia aiu­ta tan­ti pic­coli pae­si men­tre Bres­cia si ricor­da poco di noi. Per­al­tro fac­ciamo rifer­i­men­to agli uffi­ci giudiziari di Rovere­to e al cat­a­sto di Riva del Gar­da. Se non si cam­bia lo sta­to delle cose, fra dieci anni qui non ci sarà più nes­suno, con­siderati i prob­le­mi che han­no tut­ti, anziani, gente in età da lavoro e studenti».Ma c’è anche l’al­tra cam­pana che suona. Non tut­ti sono con­vin­ti che il cam­bi­a­men­to garan­tis­ca un miglio­ra­men­to: chi lo garan­tisce? Lo chiede un altro pen­sion­a­to di 62 anni, che sot­to­lin­ea come, di recente, la pro­pa­gan­da «si sia incat­tivi­ta, servirebbe mag­giore scam­bio di opin­ioni nonché un con­fron­to demo­c­ra­ti­co e tran­quil­lo. Il ref­er­en­dum è gius­to far­lo, per rac­cogliere il parere del­la gente. Però è altret­tan­to impor­tante chieder­si quale potrebbe essere il futuro in mer­i­to alla nos­tra apparte­nen­za al Par­co del­l’Al­to Gar­da, o all’Er­saf. Dob­bi­amo stare atten­ti per­ché non tut­to è oro cola­to. Sarebbe anche impor­tante conoscere se sono state date garanzie con­crete riguar­do alla costruzione del tun­nel di cui si par­la. Non ho una posizione pre­con­cetta ma sono per­p­lesso e chiedo garanzie vis­to che fino ad ora non abbi­amo avu­to risposte certe».