L’opposizione contesta il progetto di restauro e chiede una consultazione popolare. Le minoranze: «No a investimenti pubblici su una proprietà privata»

«Referendum sulla limonaia»

30/08/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Con­tin­ua a far dis­cutere il restau­ro con­ser­v­a­ti­vo del­la limon­a­ia (cos­to: 750 mila euro), che il Comune di Gar­done Riv­iera ha inser­i­to nel pro­gram­ma delle opere pub­bliche, e che spera di finanziare con un con­trib­u­to del­la Comu­nità euro­pea, in base alla legge «Obi­et­ti­vo 2»: il 40% a fon­do per­du­to, il 60% con un finanzi­a­men­to sen­za inter­es­si, da resti­tuire in 20 anni. Nell’ultima riu­nione del Con­siglio comu­nale, la mino­ran­za, che si riconosce nelle posizioni del­la Casa delle Lib­ertà ha chiesto di effet­tuare un ref­er­en­dum tra la popo­lazione. La limon­a­ia appar­tiene a vil­la Ele­na. Prog­et­ta­ta agli inizi del Nove­cen­to dall’ingegnere Ange­lo Fuchs, è di pro­pri­età del­la famiglia Por­talupi-Fer­ri­ni. Inuti­liz­za­ta e abban­do­na­ta a se stes­sa (sono rimaste solo le canaline), si tro­va ai pie­di del­la chiesa par­roc­chiale. Qual­cuno pen­sa­va, erronea­mente, che fos­se un rud­ere dell’antico castel­lo. L’area è occu­pa­ta da una pra­to alcu­ni ter­raz­za­men­ti, con piante di ole­an­dro, alberi da frut­to con nespoli di notevoli dimen­sioni. Del recpero di parla­va dal 2001. Recen­te­mente il sin­da­co Alessan­dro Baz­zani ha ottenu­to in comoda­to gra­tu­ito per trent’anni anni la strut­tura e i tre ter­raz­za­men­ti sot­tostan­ti, impeg­nan­dosi a sostenere le spese di restau­ro. E ha affida­to all’architetto Alber­ta Caz­zani, docente al Politec­ni­co di , l’incarico di redi­gere uno stu­dio det­taglia­to. L’obiettivo è di avere uno spazio pub­bli­co verde, con­sid­er­a­ta la vic­i­nan­za al Vit­to­ri­ale e al nucleo abi­ta­to. Un pun­to panoram­i­co bel­lis­si­mo, un luo­go di conoscen­za dei carat­teri costrut­tivi stori­ci del­la limon­a­ia e del con­testo architet­ton­i­co pae­sis­ti­co. Sarebbe inoltre pos­si­bile un uti­liz­zo per espo­sizioni tem­po­ra­nee all’aperto (scul­ture, piante e fiori), degus­tazioni di , pre­sen­tazioni di lib­ri, con­cer­ti­ni, con­feren­ze. Il Grup­po di azione locale (Gal) dell’Alto Gar­da e del­la Valle Sab­bia ha con­fer­ma­to l’interesse per l’iniziativa. Idem la Comu­nità Mon­tana Par­co dell’Alto Gar­da. Non aven­do mai con­di­vi­so l’operazione, invece, adesso la mino­ran­za ha chiesto di effet­tuare un ref­er­en­dum con­sul­ti­vo. Il capogrup­po Ste­fano Vis­con­ti ha sostenu­to come l’opera sia «su un’area pri­va­ta che, al ter­mine, ritornerà ai pro­pri­etari. L’ammontare del­la spe­sa è con­sis­tente. Inoltre bisogna tenere con­to delle spese annu­ali di manuten­zione, sorveg­lian­za e mes­sa in sicurez­za. Noi preve­di­amo che il munici­pio deb­ba sbor­sare cir­ca 51 mila euro all’anno, inclusa la rata del presti­to, per 20 anni. Si trat­ta di una spe­sa con­sis­tente. Vor­rem­mo che la popo­lazione fos­se partecipe, per sapere se è d’accordo o no a impeg­nare le risorse pub­bliche». Andrea Cipani incalza: «Mi dis­tur­ba il fat­to che il munici­pio spen­da su una pro­pri­età pri­va­ta. Io pos­so apprez­zare il fat­to che la limon­a­ia ven­ga ristrut­tura­ta, ma bisognerebbe allun­gare la dura­ta del comoda­to a cen­to anni. Invece i pri­vati si sono ris­er­vati la pos­si­bil­ità di riot­ten­er­la dopo dieci, rim­bor­san­do al comune le spese sostenute». La mag­gio­ran­za ha boc­cia­to l’idea del ref­er­en­dum. «In cam­pagna elet­torale — ha spie­ga­to il con­sigliere Wal­ter Chiari — abbi­amo illus­tra­to il prog­et­to. E’ una con­trad­dizione chiedere ora ai cit­ta­di­ni di votare. Se la mino­ran­za vuole, può rac­cogliere le firme. Esistono altri stru­men­ti». E il vicesin­da­co Euge­nio Mus­ciot­to: «La Comu­nità mon­tana ha ristrut­tura­to la limon­a­ia a Pra’ de la Fam, in ter­ri­to­rio di Tig­nale, stip­u­lan­do una con­ven­zione di 20 anni con i pri­vati. Altret­tan­to stan­no facen­do Tremo­sine e Limone. Sten­to a capire per­chè a Gar­done Riv­iera non si pos­sa fare».