All’Acquafresca si rinnova una singolare e curiosa sfida. È aperta a qualsiasi mezzo galleggiante non nautico

Regata pazza compie nove anni

15/08/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
(s.j.)

Pas­sano gli anni ma non la Rega­ta paz­za, la più sim­pat­i­ca, assur­da e sgangher­a­ta gara vel­i­ca del . Ad orga­niz­zarla, per il nono anno con­sec­u­ti­vo, la Polisporti­va Fior d’olivo e lo Yacht club Acquafres­ca in una sfi­da che avver­rà oggi alle 15 nel­lo spec­chio d’acqua anti­s­tante il cir­co­lo veli­co. La gara, come sem­pre, è ris­er­va­ta esclu­si­va­mente a mezzi gal­leg­gianti di qual­si­asi tipo tranne nau­ti­ci. Vieta­to, pena squal­i­fi­ca, l’utilizzo di scafi, tav­ole da surf, vele, remi, pinne e can­ot­ti men­tre saran­no accettati tut­ti i sis­te­mi di propul­sione non a motore. L’iscrizione gra­tui­ta è aper­ta fino a pochi minu­ti pri­ma dell’inizio del­la «com­pe­tizione» che si svol­gerà lun­go un per­cor­so lin­eare di cir­ca 500 metri. A fian­co del­la tradizionale Rega­ta paz­za spazio anche all’originale sfi­da tra keit surf dove al pos­to del­lo snow­board i con­cor­ren­ti dovran­no uti­liz­zare altre tav­ole gal­leg­gianti. L’anno scor­so ad impor­si nel­la rega­ta, come sem­pre segui­ta da decine e decine di curiosi, furono quat­tro ragazzi di Capri­no a bor­do del car­ro fune­bre Draku­la Mar­ra­no. In prat­i­ca un cata­ma­ra­no a vela con due bare al pos­to degli scafi e dei «vam­piri» come equipag­gio. Nelle vesti di spet­tri Gabriele Mag­a­g­not­ti, Ernesto Adamoli, Pao­lo Fioret­ta e Pao­lo Vas­sanel­li. Il pre­mio Leonar­do da Vin­ci per l’imbarcazione più tec­no­log­i­ca fu asseg­na­to al Tur­boro­to­mo­tor di Leonar­do e Ric­car­do Vin­cen­zi, due gio­vanis­si­mi arma­tori di 8 e 9 anni che trasfor­marono un trat­tori­no di plas­ti­ca in un mez­zo anfibio mon­tan­do delle pale al pos­to delle ruote. Il Tro­feo Fer­ragos­to, con­seg­na­to all’equipaggio più numeroso, era anda­to invece al Bidon proa: un mul­ti­scafo costru­ito con grossi bidoni col­orati e una vela real­iz­za­ta uti­liz­zan­do tende di casa degli arma­tori Tug­no­li. Pre­mio Nar­ciso infine asseg­na­to a Monia­phone, la cab­i­na tele­fon­i­ca con a bor­do una gio­vane nelle vesti di Megan Gale, impeg­natis­si­ma nell’impartire via tele­foni­no le diret­tive ai cinque aitan­ti nuo­ta­tori incar­i­cati di spin­gere la cab­i­na fino al traguardo.

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