Avviati i lavori di trasformazione della vecchia Casa di riposo fronte lago. Negozi e 27 alloggi, ma resta il nodo-parcheggio

Residenze nell’ex ricovero

08/02/2003 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Salò è diven­ta­to un cantiere a cielo aper­to. Ex cen­tro stu­di S.Orsola, ex cin­e­ma Fiamma, ex super­me­r­ca­to Soliani: tut­ti rasi al suo­lo per essere ricostru­iti con des­ti­nazione res­i­den­ziale. Per quan­to riguar­da il recu­pero del­l’e­sistente, dopo il «Bel­lerive» (alber­go), è par­ti­to l’in­ter­ven­to riguardante la vec­chia Casa di riposo, a fian­co del­l’ospedale. La vol­ume­tria (14.997 metri cubi) sarà leg­ger­mente ridot­ta (alla fine diven­terà di 13.120). La pro­pri­età è dei grup­pi Galeazzi e Lonati. Il prog­et­to, fir­ma­to dal­l’ar­chitet­to Gian­fran­co Schi­avoni, cog­na­to del sin­da­co , prevede la costruzione di 782 metri quadri com­mer­ciali-direzion­ali (al piano ter­ra) e di 27 appar­ta­men­ti, sit­uati al pri­mo, al sec­on­do e nel sot­totet­to. Varia la pez­zatu­ra: i più pic­coli han­no una super­fi­cie di 47 mq., il più spazioso di 122 mq.. Alcu­ni han­no la ter­raz­za, altri la log­gia. Al tirar delle somme, i metri quadri res­i­den­ziali saran­no 2017. Non ci saran­no innalza­men­ti. Due pas­sag­gi, attra­ver­so i por­toni esisten­ti, con­sen­ti­ran­no ai pedoni di pas­sare da piaz­za Bres­ciani al lun­go­la­go (e vicev­er­sa). Pri­ma di ottenere il rilas­cio del­la con­ces­sione sin­go­la (il Prg non impone­va l’ap­provazione di alcun piano esec­u­ti­vo), la soci­età esecutrice, la Cib 95, ha sot­to­scrit­to un impeg­no uni­lat­erale a reperire un parcheg­gio, in base alla nor­ma­ti­va del Rego­la­men­to edilizio: un metro quadro ogni 20 metri cubi. A mar­gine di un dibat­ti­to svoltosi recen­te­mente al cin­e­ma teatro Cristal, è emer­so che occor­reran­no almeno una trenti­na di posti-macchi­na. Al momen­to è in sta­to avan­za­to lo stu­dio per la real­iz­zazione del­l’­opera sot­to piaz­za Bres­ciani, pro­prio lì di fronte. Si chi­ude così una sto­ria ultra­cen­te­nar­ia. Fu un prete, don Pao­lo Avr­era, a gettare le basi per la costruzione del ricovero. Nel­l’ot­to­bre 1831 il sac­er­dote las­ciò i suoi beni (32.090 lire) per «ospitare e ali­menta­re, in appos­i­to locale, tan­ti mis­er­abili vec­chi maschi, impo­ten­ti al lavoro, o per età o per altri infor­tu­ni». L’inizio del­l’at­tiv­ità, nel 1849, con cinque anziani, all’in­ter­no di una caset­ta vici­no all’ospedale. L’an­no dopo, don Adau­to Bagat­ta donò due ter­reni, uno in local­ità Massi­na, l’al­tro a Gar­done, val­u­tati 10.320 lire. Furono in tan­ti, suc­ces­si­va­mente, a dare una mano: Fiden­zio Rotin­go, apparte­nente a una delle famiglie più ric­che e antiche, fece avere 61.666 lire; il fratel­lo Andrea ben 198 mila, il lasc­i­to mag­giore di tut­ta la sto­ria; Gio.Maria Bon­famiglio un fab­bri­ca­to in via S.Bernardino. Nel 1876 venne aggiun­to il ricovero fem­minile, gra­zie al tes­ta­men­to di Francesca Leonar­di, vedo­va Rini (29.059 lire). Acquis­ta­to un edi­fi­cio con­fi­nante, l’ar­chitet­to Anto­nio Tagli­a­fer­ri prog­et­tò la nuo­va strut­tura, real­iz­za­ta tra il 1892 e il ’94, la stes­sa ven­du­ta recen­te­mente ai pri­vati. «Qualo­ra vali­di di forze, i vec­chi accolti nel Pio luo­go colti­vano l’ortaglia. E, a tito­lo di incor­ag­gia­men­to, ricevono una pic­co­la remu­ner­azione — si legge in una relazione di inizio sec­o­lo -. La direzione e il dis­bri­go dei servizi sono affi­dati alle suore Ancelle del­la car­ità. Due i medici, uno per il repar­to maschile, l’al­tro per le donne». Non man­cano le curiosità: la sis­temazione del fab­bri­ca­to dan­neg­gia­to dal ter­re­mo­to del 1901; la «sorveg­lian­za spe­ciale» degli anziani indis­ci­plinati, che ven­gono pri­vati del tabac­co; il con­cor­so pub­bli­co per il pos­to di cap­pel­lano; la deci­sione di impagliare seg­gi­ole o di acquistare l’u­va e vinifi­car­la in pro­prio, un’at­tiv­ità con­sid­er­a­ta «vali­do anti­do­to con­tro le mal­in­conie del­la vec­chi­a­ia». La Casa di riposo è sta­ta acquis­ta­ta per 12 mil­iar­di e 50 mil­ioni di vec­chie lire dal costrut­tore San­to Galeazzi, conosci­u­to per avere costru­ito, tra l’al­tro, le «Rondinelle» a Ron­cadelle e, in cit­tà, il palaz­zo di via Orz­in­uovi che ospi­ta la Cam­era di Com­mer­cio. Una realtà impren­di­to­ri­ale con decine di mil­iar­di di fat­tura­to e centi­na­ia di addet­ti. Aziende che spaziano dai lavori stradali alle fog­na­ture, dai gas­dot­ti agli acque­dot­ti, dal­l’edilizia tradizionale ai cen­tri com­mer­ciali. Nel­l’au­tun­no 2001 i cen­toven­ti anziani sono entrati nel­la nuo­va Res­i­den­za san­i­taria assis­ti­ta, in un edi­fi­cio vici­no agli impianti sportivi e alle scuole (ele­men­tari e mater­ne), costa­to una venti­na di mil­iar­di, com­pre­si gli arre­di.

Parole chiave: