Settimane di pattugliamenti contro le violazioni, sia da parte di professionisti che di dilettanti

Retata contro la pesca illegaleMulte e sequestri di attrezzi

Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Oper­azione «antibrac­conag­gio» sul Gar­da. E arrivano un centi­naio di con­travven­zioni. Sono sta­ti resi noti ieri in Provin­cia i risul­tati del­la cam­pagna esti­va lun­go la Riv­iera degli Olivi, dall’inizio di mag­gio alla fine di luglio e nei pri­mi giorni di agos­to. Il poten­zi­a­men­to esti­vo antibrac­conag­gio è sta­to pre­dis­pos­to dal coman­dante del­la polizia provin­ciale Davide Zeli e dall’assessore alle politiche del set­tore fau­nis­ti­co ed ecolo­gia Luca Colet­to, accoglien­do anche seg­nalazioni venute dal­la zona. La «task force» del­la polizia provin­ciale, con due motovedette di stan­za a e Peschiera, è sta­ta sup­por­t­a­ta da volon­tari, sia tra pesca­tori sia tra ambientalisti.Al ter­mine dell’operazione sono sta­ti fat­ti 1035 con­trol­li in totale, sia tra i pro­fes­sion­isti (nel­la provin­cia una set­tan­ti­na) sia tra dilet­tan­ti (cir­ca 25 mila). Sono state con­tes­tate 54 con­travven­zioni ammin­is­tra­tive e seques­trate 56 reti, posate in vio­lazione delle norme sul­la fau­na itti­ca. «In questi mesi è sta­to inten­si­fi­ca­to il mon­i­tor­ag­gio sul­la pesca pro­fes­sion­ale e dilet­tan­tis­ti­ca, vis­to che è questo il peri­o­do di mag­giore attiv­ità per la pesca dell’agone», spie­ga Zeli. «È la “sar­da”, tan­to cuci­na­ta nelle sagre, tipi­ca del Gar­da che però d’estate è nel­la fase del­la ripro­duzione e può scatenare la gola dei bracconieri».Il mon­i­tor­ag­gio avveni­va quan­do c’era buio. La sera, quan­do ven­gono calate le reti, e il mat­ti­no quan­do ven­gono rac­colte. Si pun­ta­va a ver­i­fi­care che la posa delle reti e il ritorno al por­to del pesca­to avvenisse in maniera cor­ret­ta: «Non tutte le reti, infat­ti, sono con­sen­tite sem­pre; e van­no comunque tarate a sec­on­da del tipo di pesce che si può cat­turare sen­za creare dan­ni alle specie», spie­ga Zeli. Era­no pre­sen­ti varie asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste e molti «guardia pesca» volon­tari che col­lab­o­ra­no con la Provin­cia durante questo genere di con­trol­li. Spie­ga Zeli: «Nor­mal­mente i volon­tari oper­a­no a ter­ra, le guardie provin­ciali in acqua». Tal­vol­ta, quan­do la bar­ca del brac­coniere è inter­cetta­ta, questi tende a rifu­gia­r­si nel por­to per cui si pro­cede a una specie di oper­azione incro­ci­a­ta. «Men­tre i sospet­ti sono avvi­c­i­nati dai volon­tari, le guardie con­trol­lano le reti». Si è agi­to in sin­er­gia. «Gli esper­ti delle asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste pre­sen­ti han­no con­trol­la­to cir­ca 300 per­sone, sanzio­nan­done 30, seques­tran­do 17 stru­men­ti di pesca, tra canne e bilancini».La task force antibrac­conag­gio che ha lavo­ra­to in questo caso, era for­ma­ta da un vero e pro­prio manipo­lo, un «nucleo antibrac­conag­gio» com­pos­to da due agen­ti del­la polizia provin­ciale coor­di­nati dall’ufficiale Mar­co Peri­na e da alcune guardie giu­rate delle asso­ci­azioni Appv (Asso­ci­azione pesca­tori del­la Provin­cia di Verona), Lipu (Lega ital­iana pro­tezione uccel­li) ed Enal­cac­cia — pesca e tiro. Sono sta­ti 14 gli agen­ti di polizia provin­ciale che si sono resi disponi­bili. L’operazione non ter­mi­na comunque qui: «Sul Gar­da res­ta infat­ti un nucleo spe­ciale, coor­di­na­to dall’istruttore Alber­to Piazzi, che con­tin­ua a mon­i­torare la situ­azione e che, quan­do se ne ver­i­fi­ca la neces­sità, può dis­porre delle due motovedette e chia­mare in sup­por­to gli agen­ti del nos­tro coman­do», dice Zeli. Ci sono vere e pro­prie «aree rosse»: «Trat­ti in vari set­tori del lago, zone soggette a tutela per specie par­ti­co­lari», spie­ga Ivano Con­for­ti­ni, biol­o­go, respon­s­abile del servizio cac­cia pesca del­la provincia.