Presentati bilanci e prospettive del sodalizio Fondazione Da Como progetti per il rilancio

Ricevimenti e meeting nella casa museo per finanziare i restauri

21/07/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

Solo la piog­gia potrebbe rov­inare la mag­i­ca atmos­fera delle mille fiac­cole che saba­to 23 luglio illu­min­er­an­no la Roc­ca di Lona­to, in occa­sione del­la cena medievale. Se questo dovesse accadere il tut­to sarà comunque rin­vi­a­to al giorno 30. Fat­ti gli oppor­tu­ni scon­giuri ricor­diamo che l’evento si ripete per il quar­to anno con­sec­u­ti­vo con un cres­cente suc­ces­so di parte­ci­pazione. La pre­sen­tazione del­la cena ha offer­to l’occasione al diret­tore gen­erale del­la Ambas­ci­a­tore Anto­nio Benedet­to Spa­da di trac­cia­re un bilan­cio delle inizia­tive fin qui svolte per un suo effet­ti­vo rilan­cio. «Sforzi che han­no prodot­to — ha det­to Spa­da — fino ad oggi alcu­ni impor­tan­ti risul­tati come il recu­pero dell’intero pri­mo piano del­la Casa Museo del Podestà con il con­seguente ampli­a­men­to del per­cor­so di visi­ta ed il rad­doppio dell’orario di aper­tu­ra al pub­bli­co. Questo grande impeg­no non è cer­to sta­to trascu­ra­to dagli Enti Pub­bli­ci, pri­mo fra tut­ti la che ha inser­i­to la dimo­ra del Sen­a­tore Ugo da Como tra le 12 realtà bres­ciane uffi­cial­mente riconosciute come museo. All’interno del­la gen­erale ricon­sid­er­azione degli spazi del­la Casa del Podestà va inoltre sot­to­lin­ea­ta l’apertura di una nuo­va bigli­et­te­ria — book-shop e il com­ple­to restau­ro dei gia­r­di­ni pri­vati». Ma non solo, Spa­da ha ricorda­to anche come sale del pri­mo piano del­la Casa Museo siano state ripor­tate alla loro pri­maria godi­bil­ità dopo lunghi anni di uti­liz­zo impro­prio. Allo­ra l’apertura con­sente di ammi­rare molte opere d’arte, volu­mi antichi, inci­sioni, un tem­po nascosti alla visi­ta del pub­bli­co. «Il gen­erale rilan­cio del­la fon­dazione, anche dal pun­to di vista tur­is­ti­co, è approda­to nell’itinerario chiam­a­to le vie dell’arte che unisce il com­p­lesso mon­u­men­tale lonatese ad altre due gran­di realtà muse­ali: il Museo Civi­co di San­ta Giu­lia ed il Vit­to­ri­ale di Gar­done. Un prog­et­to molto ambizioso cui va senz altro il mer­i­to di aver innalza­to il numero dei vis­i­ta­tori alle 10.000 unità attuali. Pro­prio per­ché si trat­ta di un com­p­lesso mon­u­men­tale, cos­ti­tu­ite da una serie di impor­tan­ti edi­fi­ci stori­ci, pri­mo fra tut­ti la Roc­ca Vis­con­teo Vene­ta, dichiara­ta mon­u­men­to nazionale nel 1912, sono enor­mi le cure che sti­amo pro­fonden­do per il suo migliore e più adegua­to man­ten­i­men­to…». C’è poi il dis­cor­so delle col­lab­o­razioni con l’ente locale per val­oriz­zare al meglio le poten­zial­ità del­la fon­dazione. Con la prece­dente ammin­is­trazione comu­nale si è fra l’altro pro­ce­du­to alla puli­tu­ra e alla rimes­sa in ordine di tut­to il crinale del­la col­li­na su cui sorge la Roc­ca e inoltre la spe­ciale con­ven­zione che per­me­tte la cel­e­brazione di mat­ri­moni civili negli spazi del­la Roc­ca. «Ci auguri­amo davvero che il dial­o­go avvi­a­to con l’attuale Sin­da­co, , pos­sa essere profi­c­uo e con­sol­i­dare la col­lab­o­razione. C’è infat­ti anco­ra molto da fare e per questo ci sti­amo muoven­do in una direzione molto pre­cisa. L’insieme degli edi­fi­ci fu con­cepi­to come un pri­mario stru­men­to di auto­sus­sis­ten­za se uti­liz­za­to nel­la maniera più oppor­tu­na… Sti­amo prog­et­tan­do inter­ven­ti di recu­pero per le abitazioni dell’antica cit­tadel­la che diver­ran­no un nuo­vo ele­men­to qual­i­f­i­cante per la fon­dazione e l’intera cit­tad­i­na». In sostan­za viene lan­ci­a­to il prog­et­to di un uti­liz­zo del­la Grande Casa Museo alter­na­ti­vo che non si sos­ti­tuirà evi­den­te­mente a quel­lo più mar­cata­mente cul­tur­ale, ma che lo affi­ancherà facen­do lievitare la qual­ità dell’offerta. In quest’ottica è nata la col­lab­o­razione con la soci­età di Ban­que­tine e Cater­ing Armo­ny pronta ad accogliere rice­vi­men­ti, meet­ing azien­dali e mat­ri­moni nel­la cor­nice esclusa del­la fon­dazione. «I proven­ti derivati da queste man­i­fes­tazioni — ha det­to infine Spa­da — saran­no essen­zial­mente des­ti­nati a impor­tan­ti inter­ven­ti di restau­ro. Siamo cer­ti che il comune impeg­no, purché forte­mente pro­fes­sion­ale e moti­va­to, potrà aiutare la Da Como a super­are defin­i­ti­va­mente quei momen­ti di incertez­za che han­no fat­to temere il peg­gio per una delle mag­giori isti­tuzioni cul­tur­ali del­la nos­tra Provin­cia…».