Nuova gestione ma resta fermo il progetto di rilancio del centro turistico di Barbarano Il complesso rischia un’attività ridotta anche nel 2004

Rimbalzello, ancora uno stop

30/08/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

La situ­azione del Rim­balzel­lo di Bar­bara­no non si sbloc­ca. Non si intrave­dono soluzioni a breve sca­den­za per il com­p­lesso com­pos­to da night e ris­torante, chiusi da tem­po, spi­ag­gia, ten­nis, par­co di 27mila metri qua­drati. La Saipo, che ne è pro­pri­etaria, ha delib­er­a­to di affi­dare la ges­tione a un grup­po che fa capo a Prim­i­no Gibel­li e alla moglie Fio­r­angela, pro­pri­etaria del «Lep­an­to» di Salò, sul lun­go­la­go, tra il Duo­mo e il gia­rdi­no Baden Pow­ell. Ma, di questo pas­so, lo splen­di­do com­p­lesso corre il ris­chio di non «ripar­tire» nem­meno nel­l’es­tate 2004. Bag­nan­ti e tur­isti pos­sono usufruire a paga­men­to del­la spi­ag­gia. E sui quat­tro campi in ter­ra rossa pros­egue l’at­tiv­ità degli appas­sion­ati del­la rac­chet­ta. Ma si va avan­ti con la for­mu­la del comoda­to gra­tu­ito, in atte­sa del­l’ap­provazione di un prog­et­to di sis­temazione com­p­lessi­va. Che è fer­mo da molto tem­po. Il con­siglio di ammin­is­trazione del­la Saipo, Soci­età anon­i­ma immo­bil­iare Por­ta Ori­en­tale, pro­pri­etaria anche di un palaz­zo a e di alcune case a Bar­bara­no, è lo stes­so del­la Fon­dazione Bravi, che possiede il 78 % delle quote. Ric­car­do Pic­cioni, nom­i­na­to dal­l’Am­min­is­trazione provin­ciale di Cre­mona, ex numero 1 del grande isti­tu­to ospedaliero di Sospiro, è il pres­i­dente. Gli altri com­po­nen­ti sono Lui­gi Pasi­ni, di Vil­lan­uo­va, pro­fes­sore di scuo­la media, nom­i­na­to da Palaz­zo Bro­let­to; Fran­co Fabio, per con­to del­la Provin­cia di Milano; Pietro Sor­soli di Ser­le, des­ig­na­to dal­la Prefet­tura; don Giuseppe Castel­lanel­li, ex par­ro­co di Gar­done Riv­iera, indi­ca­to dal­la Curia arcivescov­ile di Milano (in car­i­ca dall’84, quin­di il più…longevo). Con l’ag­giun­ta di due pri­vati, in rap­p­re­sen­tan­za del restante 22% di azioni. Per inciso ricor­diamo che la Fon­dazione Bravi è pro­pri­etaria invece del­la casa di riposo vil­la Incan­to, a S.Michele, in gra­do di accogliere una ses­san­ti­na di anziani, a tar­iffe con­cor­ren­ziali, del­la Darse­na di Bar­bara­no (ris­torante-pizze­ria e por­to, affi­dati in ges­tione a Pao­lo Laude), di numerosi appar­ta­men­ti e ter­reni nel­la zona del medio-alto lago, fra cui il camp­ing Portesina, sul­la stra­da che da Salò con­duce a S.Felice, nel ter­ri­to­rio di quest’ul­ti­mo comune: una strut­tura chiusa da tan­ti anni, ma che in futuro potrebbe essere trasfor­ma­ta in alber­go di lus­so. Per quan­to riguar­da il Rim­balzel­lo, in pas­sato è sta­to affit­ta­to alla Siag, soci­età cre­a­ta dal comune di Gar­done Riv­iera e dagli alber­ga­tori, e, nel ’73, alla famiglia Gal­li­na. Nel ’96 sono suben­trati Alber­to Notar­ni­co­la, il can­tante liri­co Mario Malagni­ni e Gualtiero Lec­chi, tito­lare di un’im­pre­sa di pulizie (gli ulti­mi due, però, si sono ben presto riti­rati). La man­ca­ta riscos­sione di due anni e mez­zo di affit­to, per un impor­to com­p­lessi­vo di cir­ca 450 mil­ioni di vec­chie lire, ha indot­to la Saipo, costret­ta molto spes­so a ricor­rere ai giu­di­ci, a chiedere e ottenere la rescis­sione del con­trat­to. Recen­te­mente è sta­to scel­to il grup­po-Gibel­li, dopo una serie di trat­ta­tive, con­dotte con varie cor­date. Il con­siglio di ammin­is­trazione ha indi­vid­u­a­to il per­cor­so da com­piere. Si vor­rebbe inizial­mente sis­temare lo sta­bil­i­men­to bal­n­eare e i pon­tili, costru­en­do una pisci­na a for­ma lib­era (con idro­mas­sag­gio), cre­an­do il bar e una pic­co­la ris­torazione. Delle 90 vec­chie cab­ine sul­la spi­ag­gia, ne bastereb­bero una deci­na: la gente, infat­ti, non le uti­liz­za più. Spe­sa delle opere? Cinque­cen­to mil­ioni di vec­chie lire. Poi la trasfor­mazione del­la vil­let­ta Graziosa, ai mar­gi­ni del par­co, in un locale per la musi­ca dal vivo, stile coun­try. Al lim­ite dei campi in ter­ra rossa, dove c’è il villi­no del ten­nis, un alber­go da 22 camere e nove suite, con la for­mu­la del bad & break­fast. Quan­to all’ed­i­fi­cio a lago, elim­i­na­ta la dis­cote­ca, che non fun­ziona più da molto tem­po, diven­terebbe un piano-bar con whiskyte­ca, mod­el­lo-Giac­cone, e un ris­torante da 250 cop­er­ti, tenen­do sem­pre aper­to almeno un ter­zo. Ottenute le autor­iz­zazioni ed effet­tuati gli inves­ti­men­ti, la Saipo stil­erebbe con il grup­po-Gibel­li con­trat­ti per i sin­goli lot­ti, del­la dura­ta di sei anni più sei più tre di pre­mio (per l’al­berghiero, invece, 9 » 9 » 3). Ma sul­l’in­tero com­p­lesso c’è un vin­co­lo mon­u­men­tale pos­to nel ’96 dal Min­is­tero per i beni cul­tur­ali e ambi­en­tali. E la situ­azione res­ta bloc­ca­ta, tra Soprint­en­den­za, tec­ni­ci, com­mis­sioni. Col ris­chio che tut­to riman­ga fer­mo anco­ra a lungo.

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