Completato il restauro interno, l’edificio della Serenissima attende le opere di finitura per 820 mila euro. Dal prossimo anno sarà parzialmente utilizzabile per le manifestazioni

Rinasce la Dogana veneta

27/05/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

La , aut­en­ti­co gioiel­lo del­l’ar­chitet­tura del­la Serenis­si­ma Repub­bli­ca di Venezia, van­to e sim­bo­lo di Lazise, da qualche tem­po è tor­na­ta in bel­la mostra. Sono sta­ti tolti i «bendag­gi» che rac­chi­ude­vano e cingevano il cantiere del restau­ro con­ser­v­a­ti­vo. Adesso sem­bra una cat­te­drale in atte­sa delle rifini­ture, di quel «lift­ing» che, a quan­to pare, ver­rà real­iz­za­to più avan­ti nel tem­po. Nel­lo speci­fi­co, l’ul­ti­mo atto del restau­ro, ovvero il con­sol­i­da­men­to del­la muratu­ra ester­na, il sis­tema che serve a ten­er lon­tani i pic­cioni (una vera calamità) e altri pic­coli ritoc­chi, sarà por­ta­to a ter­mine dopo la com­ple­ta sis­temazione degli interni. «Si trat­ta di opere che saran­no ese­gui­te pro­prio alla fine — sot­to­lin­ea il geome­tra Giuseppe Zani­ni — per­chè le real­izzer­e­mo con i rispar­mi effet­tuati sug­li inter­ven­ti ese­gui­ti fino ad ora, con dis­crete economie e con una ocu­la­ta ges­tione dei costi». Intan­to restano da com­pletare tutte le opere interne e i servizi. E si faran­no. Lo stu­dio di val­u­tazione prog­et­tuale per gli impianti e per la pavi­men­tazione si è appe­na con­clu­so. E’ sta­to anche redat­to il piano delle opere, che ammon­ta a cir­ca 820mila euro. «Questo stral­cio prevede la real­iz­zazione dei bag­ni interni — spie­ga sin­teti­ca­mente Zani­ni — del­l’impianto elet­tri­co, di quel­lo idri­co, fog­nario, del riscal­da­men­to e del con­dizion­a­men­to. Quan­do tut­to questo sarà real­iz­za­to — con­tin­ua Zani­ni — e la data pre­vista è la fine dell’anno in cor­so, potremo ren­der­la agi­bile sep­pure in via provvi­so­ria». Cosa vuol dire «in via provvi­so­ria»? «Inten­do dire — spie­ga anco­ra Zani­ni — che potremo uti­liz­zarla per alcune man­i­fes­tazioni, anche se non è del tut­to com­ple­ta­ta con gli arreda­men­ti. Ovvi­a­mente, sti­amo stu­dian­do gli ulti­mi det­tagli per l’arreda­men­to dei 400 posti a sedere, ma intan­to potremo già uti­liz­zarla con gli arre­di che abbi­amo in dotazione da tem­po. Non pos­si­amo las­cia­r­la anco­ra inuti­liz­za­ta. E’ una strut­tura che deve essere conosci­u­ta e godu­ta». Entro l’es­tate comunque ver­rà tolto l’ul­ti­mo balu­ar­do del­la recinzione lato lago. Sarà quin­di pos­si­bile, dopo aver tolto la ringhiera di pro­tezione, vedere da vici­no il val­lo delle due gran­di porte di acces­so, con in evi­den­za le fon­dazioni antiche del mon­u­men­to e i car­di­ni por­tan­ti, in pietra, dei due gran­di por­toni che dan­no acces­so alla Dogana Veneta.

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