Nuovi stanziamenti dalla Regione per favorire un’attività ormai indispensabile per l’habitat e per le attività economiche

Ripopolare i laghi con 80 milioni di pesci

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Di Luca Delpozzo
Flavio Archetti

Nuove risorse sono in arri­vo per il mon­do del­la pesca lom­bar­do e bres­ciano. Un toc­casana stanzi­a­to dal­la che ammon­ta a 1 mil­ione e 500.000 euro, per le attiv­ità del 2009 delle sue 11 province. A Bres­cia, l’ente a cui è sta­ta des­ti­na­ta la quo­ta mag­giore, spet­tano 218.000 euro.Finanze impor­tan­ti che ogni asses­so­ra­to avrà a dis­po­sizione per esercitare attiv­ità di vig­i­lan­za, con­trol­lo e piani­fi­cazione sulle attiv­ità di pesca sia pro­fes­sion­ale che dilet­tan­tis­ti­ca, per il fun­zion­a­men­to degli incu­ba­toi di Iseo e Desen­zano, e per l’acquisto di mate­ri­ale itti­co per i ripopo­la­men­ti delle acque. Una quo­ta ripar­ti­ta alle Province tenen­do con­to del numero dei pesca­tori (30%) e dell’estensione delle acque super­fi­ciali (70%) di ogni territorio.Il ripopo­la­men­to nel Bres­cianoAnche se tutte le attiv­ità sono impor­tan­ti, quel­la del ripopo­la­men­to è la colon­na por­tante di tut­to quan­to riguar­da il lavoro a favore del­la pesca. Per il 2009 ai cor­si d’acqua bres­ciani sono sta­ti des­ti­nati 79 mil­ioni di pesci, per lo più di pic­co­la taglia, che gli esper­ti stan­no sem­i­nan­do e sem­i­ner­an­no durante il cor­so dell’anno dal Gar­da all’Iseo, pas­san­do dal più pic­co­lo Eridio e dai cor­si mon­tani e pianeg­gianti di Oglio, Mel­la e Chiese (più gli afflu­en­ti), sen­za trascu­rare i laghi .In una pre­vi­sione di qua­si 80 mil­ioni di pesci di vario tipo, la grande mag­gio­ran­za saran­no core­go­ni, ben 77 mil­ioni, di cui cir­ca 70 mil­ioni nel Bena­co e 7 mil­ioni nel Sebi­no. Al core­gone nei laghi si affi­ancher­an­no indi­vidui di varie specie: 260mila trote fario pic­cole, più 500 chili di fario adulte; 205mila luc­ci; 105mila tinche; 100mila cavedani; 30mila salmeri­ni alpi­ni (nel Sebi­no); 25mila carpe; 10mila car­pi­oni (nel Gar­da); 2.600 chili di anguille. Agli avan­not­ti si aggiunger­an­no cir­ca 300mila uova di tro­ta fario in scat­ole «Vibert».Anche i fiu­mi sono nel prog­et­toSe ai laghi spet­ta la quo­ta più cospicua, una parte cru­ciale per un ripopo­la­men­to equi­li­bra­to è quel­la ris­er­va­ta ai fiu­mi e ai loro afflu­en­ti. Nel­la zona camu­na l’Oglio e i tor­ren­ti ricev­er­an­no cir­ca 500mila trote fario di varie dimen­sioni (dalle uova fino a quelle adulte), a cui si aggiunger­an­no 8mila trote mar­morate e 6mila temoli. Alla parte val­trum­plina del Mel­la e agli afflu­en­ti saran­no des­ti­nate cir­ca 120mila trote fario di varie dimen­sioni, più 80mila uova fario in scat­ole Vib­ert. Per l’asta valsab­bina del Chiese sono in arri­vo oltre 170mila trote fario (più 45mila uova), 50mila trote mar­morate e 8mila temoli. Deter­mi­nante per l’equilibrio dell’ecosistema anche il lavoro sulle par­ti in pia­nu­ra dei fiu­mi Oglio, Mel­la e Chiese, che ali­men­tano un reti­co­lo di canali, fos­si e seri­ole di grande val­ore ambi­en­tale. Nel­la Bas­sa ver­ran­no con­seg­nati ai «cor­si» 150mila cavedani, 15mila luc­ci, 13mila carpe, 10mila tinche, 9mila bar­bi, 8mila temoli e 5mila trote mar­morate, più 520 chili di anguille.Settore di nic­chia, ma cru­cialePur rap­p­re­sen­tan­do un set­tore di nic­chia la pesca pro­fes­sion­ale inter­es­sa nel­la nos­tra provin­cia ben 3 laghi su un totale regionale di 10, dove lavo­ra­no 75 pro­fes­sion­isti. Un grup­po di oper­a­tori poco numeroso rispet­to a qual­si­asi altro set­tore ali­menta­re, ma che con­sente alla ris­torazione locale di offrire prodot­ti itti­ci tradizion­ali.

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