Si trova in località La Prà un nuovo sito archeologico probabilmente di età altomedievale recentemente scoperto nella piana di Cavaion.

Scoperto nuovo sito archeologico

02/06/2000 in Storia
Di Luca Delpozzo
Antonella Traina

Si tro­va in local­ità La Prà un nuo­vo sito arche­o­logi­co prob­a­bil­mente di età altome­dievale recen­te­mente scop­er­to nel­la piana di Cavaion. La notizia del ritrova­men­to è sta­ta data uffi­cial­mente solo pochi giorni fa, a lavori di sca­vo già ultimati.“Si è trat­ta­to di uno sca­vo cosid­det­to in emer­gen­za, cioè non pre­ven­ti­va­mente pro­gram­ma­to”, spie­ga Brunel­la Bruno, ispet­tore del­la Soprint­en­den­za arche­o­log­i­ca per il Vene­to e respon­s­abile del ter­ri­to­rio veronese. “Durante lavori di sis­temazione del ter­reno, che è colti­va­to a vigne­to, è emer­so casual­mente uno stra­to, che pre­sen­ta trac­ce di antropiz­zazione. Purtrop­po il ter­reno è da tem­po immem­o­re usato per usi agri­coli e le ara­ture suc­ce­dute­si nel cor­so dei sec­oli han­no intac­ca­to gli strati prece­den­ti. In quel­lo super­stite sono sta­ti rin­venu­ti lat­er­izi, coc­ci, ter­ra­cotte e resti di strut­ture, adib­ite prob­a­bil­mente sia ad uso agri­co­lo che artigianale.“Testimonianza del­la pre­sen­za di un inse­di­a­men­to umano è anche il ritrova­men­to di una porzione di poz­zo a sec­co, cioè costru­ito con pietre non legate da malte, dove gli arche­olo­gi han­no ritrova­to sul fon­do un olla in cera-mica prati­ca­mente intera.“Si trat­ta di un recip­i­ente di uso comune, des­ti­na­to a con­tenere der­rate ali­men­ta­ri. Di sim­ili ne sono state trovate durante gli scavi del tri­bunale a Verona. Una cosa inter­es­sante è che si sia man­tenu­to intero pro­prio gra­zie al fat­to di trovar­si sul fon­do del poz­zo, come “cemen­ta­to” den­tro il ter­reno che lo ha con­ser­va­to intero”.Dal suo stu­dio sarà pos­si­bile datare più esat­ta­mente l’età del­l’inse­di­a­men­to, che risale prob­a­bil­mente all’al­to medioevo.“E una scop­er­ta molto inter­es­sante per­ché aggiunge un altro tas­sel­lo al mosaico che gli arche­olo­gi stan­no real­iz­zan­do per ricostru­ire un peri­o­do stori­co come quel­lo del­l’Al­to Medio­e­vo. Nel Veronese scavi di questo tipo ne sono sta­ti già fat­ti, alcu­ni nel­la vic­i­na Gar­da, ma si trat­ta comunque di un’e­poca poco conosci­u­ta per­ché povera di tes­ti­mo­ni­anze. Le costruzioni era­no per lo più in leg­no e quin­di con il tem­po non si sono con­ser­vate come invece è suc­ces­so per i com­p­lessi mon­u­men­tali, in pietra o mar­mo, di epoche prece­den­ti clas­siche e mag­gior­mente stu­di­ate. Non sap­pi­amo esat­ta­mente com’er­a­no le abitazioni, qual’era la cul­tura mate­ri­ale, le sup­pel­let­tili che usa­vano. Ogni nuo­va scop­er­ta è dunque un aiu­to in più per una bran­ca del­l’arche­olo­gia rel­a­ti­va­mente recente. La direzione sci­en­tifi­ca degli scavi è sta­ta assun­ta dal­la Sovrain­ten­den­za di Verona, l’onere di finanziar­li dal pro­pri­etario del ter­reno, pro­pri­etario di un’azien­da vitivini­co­la, a cui siamo molto grati per la collaborazione”.“Il nos­tro Comune è ric­co di ritrova­men­ti arche­o­logi­ci di varie epoche”, inter­viene Gian­car­lo Sabai­ni sin­da­co di Cavaion, “e siamo molto con­tenti anche di ques­ta nuo­va scop­er­ta. Purtrop­po si trat­ta di uno sca­vo super­fi­ciale, des­ti­na­to col tem­po prob­a­bil­mente a scom­par­ire per­ché dilava­to dalle intem­perie e cor­roso dal tem­po. Sarebbe comunque Del­lo avere la pos­si­bil­ità di portare gli alun­ni delle nos­tre scuole a vis­i­tar­lo, come abbi­amo già fat­to altrove, per far conoscere loro un altro pez­zo del­la nos­tra sto­ria più antica”.