I carabinieri hanno sequestrato 197 pezzi unici. Denunciata la donna di 58 anni che li deteneva

Scoperto un «tesoro»archeologico illegale

03/01/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Franco Mondini

Una pen­sion­a­ta di Sirmione tene­va un aut­en­ti­co museo tra le mura di casa, a poca dis­tan­za dalle terme. Pezzi antichissi­mi, alcu­ni addirit­tura uni­ci. Come i vasi che risal­go­no al Neoliti­co (fino a 4.500 anni pri­ma di Cristo), ogget­ti creati dopo la scop­er­ta dell’argilla, nel peri­o­do che seg­na l’inizio dell’allevamento degli ani­mali e il cam­bi­a­men­to delle abi­tu­di­ni dei nos­tri ante­nati. Mate­ri­ale arche­o­logi­co che i val­u­tano per almeno un mil­ione di euro.SUL VALORE «bisogn­erà atten­dere il respon­so degli esper­ti degli esper­ti del Nucleo per la tutela del pat­ri­mo­nio artis­ti­co», affer­ma il cap­i­tano Fabio Mas­si­mi che gui­da la Com­pag­nia di Desen­zano. È lui che ha coor­di­na­to l’indagine che ha por­ta­to alla scop­er­ta del museo clan­des­ti­no e al seque­stro di 197 reper­ti arche­o­logi­ci, alcu­ni risalen­ti alla Magna Gre­cia o alla Roma Antica.DENUNCIATA dai cara­binieri di Sirmione una don­na di 58 anni, pen­sion­a­ta, incen­sura­ta, amante del collezion­is­mo e lega­ta con alcu­ni anti­quari che oper­a­no sia in Italia, sia all’estero. La don­na, del­la quale non sono state for­nite le gen­er­al­ità, è sta­ta denun­ci­a­ta per ricettazione e appro­pri­azione di beni culturali.L’indagine è anco­ra in cor­so. I cara­binieri man­ten­gono il più stret­to ris­er­bo: non spie­gano nep­pure come siano arrivati a Sirmione, se durante un con­trol­lo effet­tua­to in casa di un collezion­ista o gra­zie ad una «sof­fi­a­ta». È impor­tante agire in tem­pi rapi­di per­chè chi opera in questo mer­ca­to, non fac­cia sparire la mer­ce che rischia di essere distrutta.IN CASA del­la pen­sion­a­ta sirmionese sono state seques­trate, tra i tan­ti ogget­ti, 31 vasi in ter­ra­cot­ta, 5 anfore­tte, monili, col­lane, scul­ture, stat­uette, vasel­lame, can­de­labri, alto­rilievi e bas­so­rilievi. Ogget­ti di vari peri­o­di, ma i più preziosi risal­go­no oltre che al Neoliti­co alla Gre­cia Anti­ca e a Roma Anti­ca. Ogget­tis­ti­ca che fa gola ai collezion­isti di tut­to il mon­do e da sem­pre l’Italia è al cen­tro di questi commerci.SU EBAY. Il pas­sa paro­la tra chi è nel set­tore e conosce collezion­isti, ricetta­tori, tombaroli o ladri esper­ti, per­me­tte di reperire quel­lo che si cer­ca. Non appe­na un ogget­to è disponi­bile si scate­na l’asta online a suon di centi­na­ia di migli­a­ia di euro per i pezzi uni­ci. È un mer­ca­to vas­to e red­di­tizio, quel­lo dei reper­ti arche­o­logi­ci, che pos­sono anche essere com­mer­cial­iz­za­ti in inter­net. Su eBay sono di recente com­par­si pezzi venu­ti alla luce in Sicil­ia. Ad inter­rompere il com­mer­cio illecito i cara­binieri del Nucleo per la tutela del pat­ri­mo­nio cul­tur­ale di Palermo.Oggetti ven­du­ti ovvi­a­mente in modo illecito dall’Italia agli Sta­ti Uni­ti, dall’Australia all’Inghilterra, dal Brasile alla Svizzera.LE INDAGINI sul mate­ri­ale seques­tra­to a Sirmione potreb­bero portare all’individuazione di questo «mer­ca­to» che ha basi soprat­tut­to nel Lazio e in Toscana dove è facile rin­venire ogget­ti romani e etr­uschi durante gli scavi. La pen­sion­a­ta di Sirmione funge­va da col­let­tore? Era un pun­to di rifer­i­men­to per i collezion­isti, per anti­quari tra di loro col­le­gati, o sem­plice­mente un’appassionata?

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