L’ipotesi in una conferenza dello studioso Maurizio Delibori ospite del Rotary

Se viene la glaciazione

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
s.b.

A Vil­la Quar­an­ta, Pes­cant­i­na, i soci del club Rotary Valpo­li­cel­la han­no ospi­ta­to il pro­fes­sor Mau­r­izio Deli­bori, diret­tore e fonda­tore dell’ dell’ambiente di Capri­no, per ascoltare la sto­ria e l’evoluzione di 2000 anni di vita del Bal­do Gar­da. Nel­la sostan­za come il luo­go si è trasfor­ma­to, come il ter­ri­to­rio ha subito una rad­i­cale meta­mor­fosi e come tale fenom­e­no si sia “ter­ri­bil­mente” accen­tu­a­to in questi ulti­mi 20/25 anni. «Dall’epoca glaciale ai nos­tri giorni», ha sot­to­lin­eato Deli­bori, «c’è sem­pre qualche cosa da sco­prire fra il Bal­do e il Gar­da» e ben si è vis­to nell’excursus rap­p­re­sen­ta­to dalle moltissime dia­pos­i­tive che il pro­fes­sore ha pos­to all’attenzione del­la platea. Mer­av­igliose le vedute aeree del lago, incas­to­na­to fra le mon­tagne verone­si e bres­ciane, con il toc­co trenti­no a nord di Riva del Gar­da, stu­pe­facente la visione del Vajo dell’Orsa con incas­to­na­to il san­tu­ario del­la Madon­na del­la Coro­na, uni­co il pae­sag­gio del Monte Moscal, il monte tes­ti­mone, con le sue sen­gie incon­t­a­m­i­nate che si ergono sul­la val­la­ta di Affi da 25 mil­ioni di anni. Inter­es­sante poi la pre­sen­tazione del­la via Clau­dia, volu­ta dai romani e oggi inter­es­sa­ta nel­la sua interez­za da una delle arterie più traf­fi­cate: l’ autostra­da del Bren­nero. Conoscere ed amare questo luo­go uni­co ed irripetibile vuol dire, sec­on­do Mau­r­izio Deli­bori, «con­ser­var­lo, per­chè la glob­al­iz­zazione, oggi tan­to di moda, non può e non deve sradi­care la local­iz­zazione. È indis­pens­abile fer­mar­la per non con­tin­uare a trasfor­mare il ter­ri­to­rio, fino all’autodistruzione». Nel suo ulti­mo libro ded­i­ca­to ad Affi, Incaf­fi e Cavaion, Deli­bori ha fat­to dialog­a­re alcu­ni per­son­ag­gi stori­ci e altri inven­tati, per ricor­dare, anche nel roman­zo, la neces­sità di man­tenere vive le tradizioni locali e di riv­i­tal­iz­zare l’ambiente oggi più che mai detur­pa­to dall’uomo, prote­so al benessere imme­di­a­to, al guadag­no, piut­tosto che alla sana vivi­bil­ità del pro­prio sito res­i­den­ziale. Deli­bori ha con­clu­so con una visione del ter­ri­to­rio del Bal­do Gar­da, incen­tra­ta nell’anno 2020. La glaciazione, even­to ricor­rente ogni 20–30.000 anni, potrebbe ripeter­si e con questo even­to cat­a­strofi­co, «noi umani del luo­go, ci vedremo costret­ti a ricostru­ire il Bal­do e il Gar­da su un altro piane­ta, per­ché sen­za questo sito non potremo mai più vivere». (s.b.)

Parole chiave: