Per le classi terze, quarte e quinte

Segnali stradalidi tutto il mondoin una mostra

28/12/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
S.J.

Può un seg­nale stradale diventare mate­ria di stu­dio e d’approccio a temi inter­coltur­ali? La rispos­ta non solo è affer­ma­ti­va ma è anche indice di grande atten­zione e sen­si­bil­ità ver­so usi e cos­tu­mi in voga in varie par­ti del mon­do. Anco­ra una vol­ta ad allargare gli oriz­zon­ti a stu­den­ti e inseg­nati ci ha pen­sato l’associazione «Mani altri sguar­di» di Verona che ha pro­pos­to, con suc­ces­so, alle clas­si terze, quarte e quinte del­la scuo­la pri­maria di Gar­da la mostra didat­ti­ca «Mai dire squola».Partendo dal seg­nale «Atten­zione bam­bi­ni», la rasseg­na ha trac­cia­to un vero e pro­prio viag­gio inter­cul­tur­ale che ha trova­to vis­i­bil­ità gra­zie ad undi­ci pan­nel­li (1 metro x 30 com­pleti di testi esplica­tivi) e cinquan­ta sagome che han­no riprodot­to il cartel­lo «Atten­zione bam­bi­ni» così come è con­cepi­to in altret­tan­ti pae­si del mondo.È sta­ta l’occasione per sco­prire come attra­ver­so la let­tura crit­i­ca dei cartel­li stradali si pos­sano trarre infor­mazioni su mod­el­li educa­tivi, sull’ambiente sco­las­ti­co, sul­la famiglia, sulle dis­crim­i­nazioni di genere, sull’alimentazione, sull’uniforme. I cartel­li stradali, infat­ti, sono delle sin­te­si stra­or­di­nar­ie di espres­sioni cul­tur­ali e regole sociali stan­dard­iz­zate. Cogliere il det­taglio di un seg­nale (l’acconciatura fem­minile, ad esem­pio) e impara­re a com­men­tar­lo sig­nifi­ca sti­mo­lare impor­tan­ti risorse di rif­les­sione. I dis­eg­ni dei cartel­li stradali con­tengono, infat­ti, realtà diverse e a volte con­trap­poste: bam­bi­ni soli (India, Mon­tene­gro) o accom­pa­g­nati da un fratel­lo o una sorel­la mag­giore (Fran­cia, Cam­bo­gia); bam­bi­ni che por­tano l’uniforme (Giap­pone), oppure un vesti­to tradizionale (Male­sia). In alcune rap­p­re­sen­tazioni si nota l’assenza delle ragazze (Burk­i­na Faso); in altre è evi­dente il deside­rio di sta­bilire un rap­por­to di uguaglian­za tra i due ses­si (Quebec).Un cam­mi­no che i bam­bi­ni del­la scuo­la pri­maria di Gar­da han­no con­dot­to assim­i­lan­do così il con­cet­to che i seg­nali non si pre­sen­tano mai uguali gli uni agli altri ma, di vol­ta in vol­ta, pre­sen­tano pecu­liar­ità che li ren­dono uni­ci non solo nelle forme e nei col­ori ma anche nei mes­sag­gi cul­tur­ali che esp­ri­mono. I ragazzi han­no così svilup­pa­to l’attenzione per il par­ti­co­lare appren­den­do quelle pecu­liar­ità sot­tili che riman­dano a rif­les­sioni più pro­fonde sui pae­si, sui popoli, sulle cul­ture, sulle dis­crim­i­nazioni scolastiche.