Il consiglio comunale ha concluso il lungo iter per il piano. Critiche le minoranze. Quasi 18 mila metri cubi di appartamenti e un supermercato

Sì al recupero della cartiera

26/10/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Sì al piano di recu­pero del­l’ex cartie­ri­na Garde­sana. Lo ha deciso nei giorni scor­si il con­siglio comu­nale di Toscolano Mader­no. La vicen­da si sta trasci­nan­do da parec­chio tem­po, tra approvazioni e boc­cia­ture. I 17.950 metri cubi esisten­ti diven­ter­an­no res­i­den­ziali (almeno 11mila metri cubi) e com­mer­ciali (un super­me­r­ca­to infe­ri­ore a 1.500 metri qua­drati). I pri­vati ced­er­an­no al comune 1.824 metri qua­drati di super­fi­cie e mon­e­tizzer­an­no gli altri 2.585 metri qua­drati al prez­zo di 250 euro al metro quadro, per un totale di 646 mila euro, in aggiun­ta al ver­sa­men­to degli oneri di urban­iz­zazione pri­maria e sec­on­daria, nonchè del cos­to di costruzione. La fab­bri­ca, sit­u­a­ta in via Reli­gione, era chia­ma­ta la “cartie­ri­na”, per dif­feren­ziar­la dal grande sta­bil­i­men­to del grup­po Marchi. Sfor­na­va 400 quin­tali al giorno e dava lavoro a 16 dipen­den­ti. Appartene­va al grup­po Ada dei fratel­li Gian­fran­co e Adri­ano Taschet­ti di Lec­co, pro­pri­etari (nel­la loro cit­tà) di altre unità pro­dut­tive, tra cui uno scat­o­lifi­cio. Nel novem­bre 2001 ha chiu­so i bat­ten­ti. Fre­quen­ti, in pas­sato, le polemiche legate alla situ­azione ambi­en­tale. Alber­ga­tori e campeg­gia­tori han­no invi­a­to numerosi esposti all’Asl e alla Procu­ra del­la Repub­bli­ca per gli odori insop­porta­bili, che face­vano storcere il naso al vic­i­na­to. Essendo a ciclo chiu­so, l’azien­da chi­ude­va il saba­to e riapri­va il lunedì. Col risul­ta­to che, dal­l’ac­qua ristag­nante, esala­va un “pro­fu­mo” di mar­ci­ume. La scarsa eco­nomic­ità e il brac­cio di fer­ro con gli abi­tan­ti han­no indot­to i Taschet­ti a gettare la spugna. La Prog­e­mi di Bres­cia (Mar­co Zuc­chi pres­i­dente del con­siglio di ammin­is­trazione, Ezio Stag­no­li e Nar­ciso Men­si i del­e­gati) ha pre­sen­ta­to richi­es­ta di vari­ante e piano di recu­pero. Prog­et­to redat­to dal­l’ar­chitet­to Gior­gio Rovati. E accetta­to dal­l’am­min­is­trazione comu­nale, che si riconosce nelle posizioni del­la Casa delle Lib­ertà. La mino­ran­za (area di cen­trosin­is­tra) ha sem­pre crit­i­ca­to l’op­er­azione. Il capogrup­po, Anto­nio Foglio, ha ripetu­to che «i van­tag­gi non van­no alla comu­nità, ma solo agli spec­u­la­tori edilizi. Le numerose vari­anti al Prg han­no già fat­to lievitare la vol­ume­tria res­i­den­ziale. C’è bisog­no (sem­mai) di inter­ven­ti eco­nom­i­co-popo­lari, e non di tipo spec­u­la­ti­vo. Sarebbe più oppor­tuno des­tinare l’ex cartie­ri­na ad attiv­ità tur­is­tiche, in sin­to­nia con le aree vicine (campeg­gi “Toscolano” e “Foce”), o arti­gianali leg­gere, tali da non creare dis­tur­bo alle abitazioni esisten­ti». Foglio ha pure con­tes­ta­to i cal­coli riguardan­ti le vol­ume­trie. Il sin­da­co Pao­lo Ele­na ha sem­pre sostenu­to che si trat­ta­va di «uno sta­bil­i­menti­no obso­le­to e che, in una situ­azione del genere, bisogna andare incon­tro alle richi­este dei pri­vati, inten­zionati a riqual­i­fi­care l’area. Per quan­to riguar­da l’in­di­vid­u­azione di una zona per gli arti­giani, abbi­amo deciso di far fronte alle loro richi­este di vol­ta in vol­ta, sec­on­do le neces­sità. Ulti­ma con­sid­er­azione: la nos­tra mag­gio­ran­za ha effet­tua­to un buon numero di inter­ven­ti di edilizia con­ven­zion­a­ta (Gaino, Pul­ciano, ecc.), a van­tag­gio di famiglie che non pote­vano acquistare case a prezzi di mer­ca­to». Lo scor­so mese di giug­no il Tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo regionale, pre­siedu­to da Francesco Mar­i­uz­zo, ha accolto un ricor­so pre­sen­ta­to dal­la spa Mon­te­bal­do, pre­oc­cu­pa­ta del­l’ar­ri­vo di un altro super­me­r­ca­to. Sen­ten­zian­do che il rego­la­men­to del Pirellone, data­to 21 luglio 2000, non con­sente l’aper­tu­ra di nuove strut­ture di ven­di­ta medio-gran­di fino all’ap­provazione di una speci­fi­ca dis­ci­plina urban­is­ti­ca a liv­el­lo locale, il Tar ha dato ragione ai pri­vati. Il munici­pio ha ripreso le carte in mano, incar­i­can­do la Poli­cle­to di redi­gere uno stu­dio sul­la rete di ven­di­ta, su doman­da e offer­ta, ecc. Con­clu­sione: un nuo­vo cen­tro com­mer­ciale da 1.500 metri quadri è com­pat­i­bile col numero degli abi­tan­ti, con le migli­a­ia di tur­isti che d’es­tate affol­lano i campeg­gi, e con le neces­sità del­la zona. Così in set­tem­bre il con­siglio comu­nale (voto favorev­ole del­la mag­gio­ran­za e con­trario del­la mino­ran­za) ha adegua­to le norme tec­niche di attuazione del Prg di Toscolano Mader­no in base a quelle in vig­ore, pub­bli­can­dole sul Bol­let­ti­no del­la . E in con­siglio comu­nale ha respin­to alcune osser­vazioni, dicen­do nuo­va­mente di sì alla trasfor­mazione del­l’ex cartie­ri­na, in base alla legge 23, che con­sente una pro­ce­du­ra più rap­i­da di quel­la ordi­nar­ia. Una porzione del­la fab­bri­ca, la più anti­ca, è sta­ta abbat­tuta lo scor­so giug­no. Giuseppe Zam­bi­asi ha chiesto per­chè le mac­erie siano anco­ra lì. Il sin­da­co ha rispos­to che si trat­ta di mate­ri­ale inerte e, comunque, la ques­ta set­ti­mana ver­rà por­ta­to via.

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