Piero Angela ospite a Castiglione. Il nostro futuro? «E’ nell’intelligenza»

«Sì, la tecnologia cambia la società»

Di Luca Delpozzo
f. mar.

Il SuperCin­e­ma di Cas­tiglione era gremi­to di gio­vani per l’in­con­tro con Piero Angela. Era­no pre­sen­ti stu­den­ti di diver­si Isti­tu­ti medi supe­ri­ori di Cas­tiglione, Mon­tichiari, Lona­to e Desen­zano, accom­pa­g­nati dai docen­ti. L’inizia­ti­va rien­tra­va nel­l’am­bito di Mosaico Scien­ze, la man­i­fes­tazione cul­tur­ale orga­niz­za­ta dai comu­ni delle colline moreniche, attra­ver­so una miri­ade di even­ti. Il gior­nal­ista era accom­pa­g­na­to da Nico­let­ta Sal­va­tori, diret­trice del men­sile «Quark», che ha aper­to la con­ver­sazione pre­sen­tan­do gli inten­ti del­la nuo­va riv­ista, di cui Angela, insieme a Sil­vio Garat­ti­ni, a Margheri­ta Hack e ad altri stu­diosi, com­pone il comi­ta­to sci­en­tifi­co. «Quark» mantiene lo spir­i­to divul­ga­ti­vo del­la trasmis­sione tele­vi­si­va, per far capire ciò che sta acca­den­do vici­no e lon­tano ogni giorno. «Com­pren­dere argo­men­ti come la muc­ca paz­za o la clon­azione — ha det­to la Sal­va­tori — sig­nifi­ca essere cit­ta­di­ni attivi, esercitare la democrazia e sapere come agire». L’o­bi­et­ti­vo è spin­gere i let­tori a chieder­si il per­ché delle cose, a capire come fun­zio­nano, a essere vig­ili su quan­to accade e a saper rea­gire con cog­nizione di causa. «Da mer­coledì 3 otto­bre — ha pre­an­nun­ci­a­to — la riv­ista ban­disce un con­cor­so riv­olto ai gio­vani stu­den­ti, inti­to­la­to “Gior­nal­isti sci­en­tifi­ci si diven­ta”, che invi­ta gli alun­ni a scri­vere arti­coli di gior­nale con taglio sci­en­tifi­co e ad inviar­li alla redazione di “Quark” per essere selezionati». I tre migliori pezzi gior­nal­is­ti­ci saran­no pub­bli­cati sul­la riv­ista e gli altri ospi­tati su un sito Inter­net. In segui­to ha pre­so la paro­la Piero Angela, che ha con­dot­to una effi­cace dimostrazione del­la impor­tan­za del­la tec­nolo­gia nelle soci­età umane. Con molti esem­pi ha spie­ga­to come nel tem­po la tec­nolo­gia ha cam­bi­a­to le sor­ti del­l’u­man­ità e come anco­ra oggi «la man­can­za di tec­nolo­gia crei des­ti­ni diver­si». Bas­ta pen­sare ai pae­si che man­cano di svilup­po tec­no­logi­co, con­dan­nati ad una vita povera. «La tec­nolo­gia — ha det­to — ha anche cam­bi­a­to i cos­tu­mi del­la soci­età». Per esem­pli­fi­care ha ricorda­to che anni fa in un suo libro dette a un capi­to­lo il tito­lo provo­ca­to­rio «Lib­er­azione fem­minile: un sot­to­prodot­to del petro­lio», per sig­nifi­care che, sen­za la tec­nolo­gia che ha per­me­s­so con il petro­lio il forte svilup­po del­l’in­dus­tria, le donne non sareb­bero entrate nel mon­do del lavoro e non si sareb­bero cre­ate le con­dizioni per ottenere l’e­man­ci­pazione. Altro tema è sta­to quel­lo delle incog­nite sul futuro delle soci­età mature dal pun­to di vista demografi­co, come quel­la ital­iana, e delle sfide da rac­cogliere per man­tenere il benessere. Incog­nite e sfide che toc­cher­an­no ai gio­vani di oggi. Rifer­en­dosi all’I­talia, ha sot­to­lin­eato come «poche per­centu­ali di adul­ti deb­bano reg­gere il sos­ten­ta­men­to dei più gio­vani, che si van­no riducen­do, e degli anziani, che aumen­tano, e come la situ­azione diven­terà sem­pre più intoller­a­bile nel futuro. Per evitare che il sis­tema Italia col­las­si, occor­rerà trovare una soluzione: ad esem­pio che gli anziani rien­tri­no nel mon­do pro­dut­ti­vo o che svol­gano, com­pat­i­bil­mente con la loro forza, com­pi­ti social­mente utili». «Si soprav­viverà bene nel futuro — ha sot­to­lin­eato inoltre — se si darà più impor­tan­za all’in­tel­li­gen­za, alla pro­fes­sion­al­ità, alla ricer­ca, alla capac­ità di col­lab­o­rare, alle abil­ità, al sen­so di respon­s­abil­ità. Dovran­no essere con­di­visi i val­ori del­la com­pe­ten­za, del­l’on­està e del­la lealtà. Occorre, cioè, creare un col­lante che con­d­u­ca a riconoscer­si in un sen­tire comune, un qual­cosa che ren­da uni­ti e dia un sen­so di iden­tità. In Italia bisogna anco­ra lavo­rare molto per credere in questi val­ori unif­i­can­ti. Purtrop­po più che il mer­i­to sono anco­ra pre­miati il clien­telis­mo e le conoscen­ze. Occor­rerà super­are questo modo di ragionare, se si vor­rà evitare la fuga dei cervel­li e creare strut­ture sci­en­ti­fiche effi­ci­en­ti». Angela ha infine indi­ca­to un pos­si­bile modo per super­are ciò: la sep­a­razione tra Sta­to e Gov­er­no, come da tem­po avviene nei pae­si scan­di­navi, con la sep­a­razione del­l’am­min­is­trazione dal potere politico.