Il senatore Pellegrino ospite a Lonato. Appello agli studenti: «Non dimenticate»

Stragi impunite: la storia dal vivo

05/05/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Lonato

Super­are le divi­sioni politiche ma sen­za dimen­ti­care il nos­tro pas­sato, la nos­tra sto­ria. E’ questo, in estrema sin­te­si, il mes­sag­gio che il sen­a­tore Gio­van­ni Pel­le­gri­no, ex pres­i­dente del­la Com­mis­sione par­la­mentare sulle stra­gi, ha lan­ci­a­to ai gio­vani che han­no parte­ci­pa­to alla con­feren­za di ieri mat­ti­na al cin­e­ma teatro Italia di Lona­to. L’iniziativa, pro­mossa dall’assessorato comu­nale alla Pub­bli­ca istruzione e ded­i­ca­ta al tema «I seg­reti di Sta­to sulle stra­gi in Italia», ha richiam­a­to in par­ti­co­lare gli stu­den­ti delle scuole supe­ri­ori, accom­pa­g­nati dai loro pro­fes­sori. Un incon­tro forte­mente volu­to dal Comune e dal sin­da­co Moran­do Peri­ni e coor­di­na­to dal pro­fes­sor Rober­to Berveg­lieri. In un momen­to in cui, è cronaca polit­i­ca di tut­ti i giorni, le divi­sioni tra gli schiera­men­ti sono sem­pre più nette e lac­er­an­ti, l’in­ter­ven­to di Pel­le­gri­no è sta­to impor­tante per­ché ha saputo porre l’ac­cen­to sul­l’e­sisten­za stor­i­ca di un’I­talia divisa politi­ca­mente nel dopoguer­ra e sul­la neces­sità di super­are queste divi­sioni per arrivare ad essere una democrazia com­pi­u­ta. Pel­le­gri­no, che ha pre­so come rifer­i­men­to il suo libro «Seg­reti di Sta­to», ha esor­di­to sceglien­do dal macabro reper­to­rio degli atti ter­ror­is­ti­ci la strage di Piaz­za Fontana, la pri­ma in ordine di tem­po di una lun­ga serie che ha insan­guina­to l’I­talia. Dopo un’analisi del cli­ma politi­co del­l’e­poca, il sen­a­tore ha pun­ta­to la sua atten­zione soprat­tut­to sul ter­ror­is­mo strag­ista, per il suo com­p­lesso intrec­cia­r­si con organi e isti­tuzioni del­lo Sta­to, inseren­do gli atti ter­ror­is­ti­ci nel cli­ma politi­co nazionale del tem­po, con­dizion­a­to dal­la Guer­ra fred­da ma anche dal­la par­ti­co­lare situ­azione polit­i­ca ital­iana e dal­la pre­sen­za del più grande par­ti­to comu­nista d’Oc­ci­dente. Pel­le­gri­no ha dis­eg­na­to un grande affres­co nel quale ter­ror­is­mo rosso e nero, servizi seg­reti più o meno deviati e organi e par­ti­ti del­lo Sta­to han­no com­bat­tuto una guer­ra, spes­so sot­ter­ranea, in cui nes­sun atto era fine a sé stes­so ma vol­e­va e dove­va essere la rispos­ta o la provo­cazione agli atti del­la parte avver­sa. Le con­clu­sioni del­la Com­mis­sione stra­gi sono state rese pub­bliche da qualche anno, ma Pel­le­gri­no è rius­ci­to, anche con l’aiu­to di aned­doti e tes­ti­mo­ni­anze, a ren­dere attuale e di grande inter­esse per gli stu­den­ti una parte del­la nos­tra sto­ria tut­to­ra parzial­mente oscu­ra: «Non solo per infor­mare le nuove gen­er­azioni di cit­ta­di­ni» su quei fat­ti, ma soprat­tut­to «per dar loro mag­giori stru­men­ti per capire il pre­sente attra­ver­so il pas­sato». E forse non è un caso che pro­prio ieri, in occa­sione del­la Fes­ta nazionale del­l’E­serci­to, il pres­i­dente Car­lo Azeglio Ciampi abbia ricorda­to altre due tragedie ital­iane, anco­ra una vol­ta di seg­no politi­co oppos­to: la Risiera di San Sab­ba a Tri­este e le foibe di Baso­viz­za. Due dram­mi che non pos­sono essere dimen­ti­cati, per­ché è solo ricor­dan­do il pas­sato e i suoi errori che si può raf­forzare la coscien­za demo­c­ra­t­i­ca del presente.