Prosegue fino al 15 settembre la rassegna d’arte di Cisano. Quaranta artisti, famosi e giovani emergenti, si confrontano sul tema della città

Successo per le incisioni e le dimostrazioni al torchio

04/09/2005 in Mostre
Di Luca Delpozzo
Elena Cerqui

Come promes­so lo scor­so anno è tor­na­ta la man­i­fes­tazione ded­i­ca­ta alla grafi­ca ed al tor­chio arti­gianale orga­niz­za­ta dal Grup­po De Porte­sio di San Felice. E’ tor­na­ta nel­la splen­di­da cor­nice del secen­tesco Palaz­zo Cominel­li a Cisano di San Felice, sede dell’omonima fon­dazione, sem­pre impeg­na­ta nell’allestire man­i­fes­tazioni cul­tur­ali. Inau­gu­ra­ta il 26 agos­to, sin dalle prime bat­tute la mostra di stampe d’arte di maestri incisori ha rac­colto un notev­ole suc­ces­so di pub­bli­co. Tema del­la rasseg­na, lo ricor­diamo, la «Cit­tà ide­ale — Cit­tà irreale». Nel­la mostra, cura­ta dal pro­fes­sor Alber­to Bal­let­ti, docente di tec­niche dell’incisione all’Accademia Belle Arti di Venezia e dal pro­fes­sor Mar­cel­lo Ric­cioni, si stan­no con­frontan­do quar­an­ta artisti sul tema del­la cit­tà con rap­p­re­sen­tazioni di spazi con­tem­po­ranei che vedono la cit­tà come con­teni­tore di ten­den­ze artis­tiche. Ma vi sono anche visioni dram­matiche di per­iferie lon­tane, di atmos­fere inquinate e forme irri­conosci­bili. Ques­ta è l’immagine che i maestri incisori ed artisti han­no tradot­to attra­ver­so i loro lavori. Vis­i­tan­do la mostra si parte con un omag­gio a Gian­fran­co Fer­roni (con 4 inci­sioni sul­la cit­tà degli anni Ses­san­ta) pre­sen­ta­to con un sag­gio criti­co di Flavio Aren­si, e si con­clude con alcu­ni lavori di gio­vani artisti ed incisori ital­iani e stranieri, sostenu­ti dal­la pre­sen­za di opere di maestri stori­ci dell’incisione d’arte ital­iana come Attilio For­gi­oli, Cal­lis­to Grit­ti, Fran­co Pivet­ti, Tren­to Lon­garet­ti, Gero­lamo Bat­tista Tregambe, Nun­zio Urzì, Ernesto Sarac­chi, Rug­gero Savinio, Alfio Mil­luz­zo, Nino Lupi­ca, Raúl Velas­co. Dopo il suc­ces­so delle dimostrazioni del­lo scor­so anno, alla quale han­no parte­ci­pa­to ben 3000 per­sone, la De Porte­sio ha ripro­pos­to per tre ser­ate, nell’ultimo fine set­ti­mana di agos­to (dalle 19 alle 22), la dimostrazione, aper­ta al pub­bli­co, di stam­pa d’arte con artisti e stam­pa­tori al lavoro su torchi arti­gianali costru­iti da Agosti­no De Miche­li di San Felice. La final­ità del grup­po «De Porte­sio», che la scor­sa estate ha pro­pos­to la stam­pa di matri­ci d’autore a fini didat­ti­co-espos­i­ti­vo, è quel­lo di far conoscere il meto­do dell’iscrizione come un mez­zo di comu­ni­cazione ripro­po­nen­do la tradizione del­la stam­pa d’arte bena­cense che tra il XV ed il XVI sec­o­lo, ai tem­pi del­la Serenis­si­ma, era molto fiorente gra­zie alla car­ta prove­niente dal­la cartiera di Toscolano e alla tipografia di Bar­tolomeo Zani a Portese che stam­pa­va la Bib­bia, gli Statu­ti del­la Mag­nifi­ca Patria e le opere di Dante e Petrarca.