Sulla localizzazione del depuratore del Garda i pescatori professionisti scrivono a Mariastella Gelmini

23/02/2021 in Attualità
Di Redazione

Negli ulti­mi anni si sono riscon­trate nelle acque del spaven­tose pro­lif­er­azioni di microal­ghe che han­no cre­ato molti prob­le­mi per la pesca ma anche per i bag­nan­ti. Se si dovessero sver­sare nel lago anche le acque in usci­ta dell’impianto di , molto cariche di fos­foro, il fenom­e­no è des­ti­na­to a peg­gio­rare con un forte dan­no all’ecosistema”. I pesca­tori del Bena­co han­no mes­so le loro pre­oc­cu­pazioni nero su bian­co in una let­tera a fir­ma del rap­p­re­sen­tante di chi ha fat­to del­la pesca una pro­fes­sione, Mar­co Cav­al­laro, e di Oliviero Sora del­la Cisl provin­ciale, e invi­a­ta a , pres­i­dente del­la , e a Gian­lu­ca Del­bar­ba pres­i­dente del­la Soci­età Acque Bresciane.

Sul nuo­vo depu­ra­tore – si legge anco­ra nel testo – ven­gono da anni prospet­tate innu­merevoli soluzioni, ma nes­suna è mai rius­ci­ta a rac­cogliere i con­sen­si nec­es­sari: “La stes­sa soluzione approva­ta dal Con­siglio di Palaz­zo Bro­let­to lo scor­so 30 novem­bre che sta­bilisce che ‘gli impianti con­sor­tili di depu­razione siano local­iz­za­ti nelle aree ter­ri­to­ri­ali dei comu­ni affer­en­ti all’impianto stes­so’, crea molte per­p­lessità per la tenu­ta ambientale”.

I pesca­tori di pro­fes­sione sono pro­fon­di conosc­i­tori del Lago e dei cam­bi­a­men­ti avvenu­ti nel­l’e­co­sis­tema del baci­no d’acqua: sono loro a chiedere “che nul­la ven­ga sver­sato nel Lago, così come già si era deciso nel­la real­iz­zazione del pri­mo depu­ra­tore, man­dan­do le acque depu­rate diret­ta­mente nel Min­cio. Attual­mente ci sono anco­ra scarichi fog­nari che finis­cono diret­ta­mente a lago e prob­a­bil­mente parte delle fog­na­ture che arrivano a Peschiera e che scor­rono sott’acqua han­no grossi prob­le­mi di degrado”.

L’appello di Cav­al­laro e Sora è che “ven­ga sal­va­guarda­to il più pos­si­bile questo baci­no lacus­tre”, luo­go e di lavoro e fonte di sos­ten­ta­men­to, sia attra­ver­so il tur­is­mo che attra­ver­so la pesca di pro­fes­sione, per migli­a­ia di per­sone e famiglie.

Con­cor­do pien­amente con il vostro acco­ra­to appel­lo – ha rispos­to Mari­astel­la Gelmi­ni – e con­tin­uer­e­mo con mol­ta deter­mi­nazione a non con­sen­tire che il più grande baci­no idri­co ital­iano pos­sa cor­rere alcun ris­chio che ne pregiu­dichi la qual­ità delle sue acque”.

Anche da Gian­lu­ca Del­bar­ba è arriva­to un pron­to riscon­tro: rispet­to alle molte ipote­si che con­tin­u­a­mente ven­gono rilan­ci­ate sui mass media e sui social, il pres­i­dente  del­la Soci­età Acque Bres­ciane chiarisce che “ai tavoli tec­ni­ci ci si è sem­pre attenu­ti ad un pun­to fer­mo: non scari­care nel lago”.