Alta velocità & Polemiche. Insorgono i sindaci. A Castelnuovo Consiglio comunale e a Peschiera assemblea pubblica. Sì alle nuove linee ferroviarie ma solo valorizzando l’esistente

«Sulla Tav l’ultima parola a noi»

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Castelnuovo del Garda

Il Con­siglio comu­nale di oggi ha inser­i­to, in con­vo­cazione stra­or­di­nar­ia alle 17, la dis­cus­sione sulle deter­mi­nazioni in mer­i­to alle prob­lem­atiche derivan­ti dall’. E domani sarà Peschiera a ritrovar­si per dis­cutere del­lo stes­so trac­cia­to fer­roviario, alle ore 21 nel­la sala par­roc­chiale del Beato Andrea, in una riu­nione indet­ta dall’amministrazione comu­nale e aper­ta alla cit­tad­i­nan­za. Sono i pri­mi pas­si che seguono l’incontro avvenu­to lo scor­so 30 novem­bre, a Grisig­nano di Zoc­co (VI), tra i sin­daci del­la Con­feren­za per­ma­nente del comi­ta­to sor­to in oppo­sizione all’alta veloc­ità. «Ci siamo ritrovati», spie­ga il sin­da­co di Castel­n­uo­vo Fer­di­nan­do Emanuel­li, «e in quel­la sede abbi­amo val­u­ta­to con cres­cente pre­oc­cu­pazione le evoluzioni, pro­ce­du­rali e prog­et­tuali, delle soluzioni elab­o­rate per l’attraversamento dei nos­tri ter­ri­tori. Sono diver­si i pun­ti di anal­isi che ci vedono con­cor­di, ad iniziare dal rifi­u­to di accettare ogni pre­var­i­cazione dell’autonomia e del­la pari dig­nità dei Comu­ni rispet­to agli altri enti ter­ri­to­ri­ali e allo Sta­to». Al ter­mine del­la riu­nione i pri­mi cit­ta­di­ni con­venu­ti han­no redat­to un doc­u­men­to comune che rib­adisce che «tutte le azioni in ambito giuris­dizionale, tec­ni­co e politi­co saran­no esperite dai sin­daci, che rin­no­vano la fer­ma deter­mi­nazione a svol­gere il pro­prio ruo­lo isti­tuzionale di inter­preti degli inter­es­si e del­lo svilup­po delle comu­nità locali». Nel­lo stes­so doc­u­men­to, i sin­daci «ricor­dano che la con­feren­za dei servizi è solo il luo­go dove si giustap­pon­gono volon­tà che si man­i­festereb­bero, altri­men­ti, in sequen­za; la sua fun­zione dunque è quel­la di ren­dere più rap­i­da l’azione ammin­is­tra­ti­va, quin­di intoller­a­bili atti di pre­var­i­cazione saran­no respin­ti ad ogni mez­zo». Una dichiarazione che non las­cia adi­to a dub­bi, soprat­tut­to in pre­vi­sione del­la con­feren­za dei servizi con­vo­ca­ta a Roma per metà di dicem­bre. «Ciò nonos­tante, deside­ri­amo sia ben chiaro che noi non siamo con­trari all’idea di nuove linee fer­roviarie che con­di­vidi­amo, però», sot­to­lin­ea il sin­da­co Emanuel­li, «solo se l’intervento è con­giun­to al poten­zi­a­men­to e alla val­oriz­zazione di quelle esisten­ti e si svilup­pa in una log­i­ca di sis­tema, fun­zionale alla risoluzione del­la crit­ic­ità del nos­tro ter­ri­to­rio; la infra­strut­turazione fer­roviaria, infat­ti, deve ten­er con­to delle carat­ter­is­tiche ter­ri­to­ri­ali ed antropiche dell’area vene­ta». Nel comu­ni­ca­to che ha segui­to l’incontro si rib­adisce che «la riduzione al min­i­mo dei ril­e­van­ti impat­ti ambi­en­tali e sociali che ricadono su tut­ti i Comu­ni attra­ver­sa­ti dal­la trat­ta cos­ti­tu­isce vin­co­lo pregiudiziale per il con­sen­so dell’opera da parte delle ammin­is­trazioni comu­nali. In tale otti­ca appare ragionev­ole il persegui­men­to di soluzioni prog­et­tuali incen­trate sull’affiancamento stret­to alla lin­ea fer­roviaria stor­i­ca». Dunque anche pro­poste, e non solo oppo­sizione, da parte degli ammin­is­tra­tori locali che han­no rib­a­di­to la totale disponi­bil­ità a col­lab­o­rare con le isti­tuzioni. «Di cui sol­leciti­amo», con­clude Emanuel­li, «gli organ­is­mi coin­volti nel proces­so di approvazione del prog­et­to a non con­sid­er­are come ele­men­to cen­trale e vin­colante per le scelte il para­metro dei costi di inves­ti­men­to. L’utilità sociale e l’incremento del benessere gen­erale non pos­sono essere com­pen­diati in un’angusta e arbi­traria val­u­tazione di costi e ben­efi­ci monetizzati».

Parole chiave: