In barca a vela andranno anche pazienti psichiatrici

Terapia del vento» per disabili sportivi

25/04/2004 in Sport
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Andare in bar­ca fa bene anche ai malati di mente: schizofreni­ci e psi­co­pati­ci in genere pos­sono vivere il lago, e così vivere meglio. Le asso­ci­azioni e le strut­ture che uti­liz­zano la vela come momen­to di aggregazione o di ter­apia per sono state le pro­tag­o­niste del con­veg­no «Nav­i­gan­do con gli ami­ci», svoltosi ieri mat­ti­na nel salone con­sil­iare del Palaz­zo comu­nale di Salò, orga­niz­za­to dal , con la col­lab­o­razione di Can­ot­tieri Gar­da, Con­sorzio Riv­iera dei Limoni, Glacom, Una mano ami­ca, Cen­trale del lat­te di Bres­cia, Clan des Team Chal­lenge, Voice Sys­tem, Brand­por­tal, Radio 24-Il sole 24ore, Vidi­voice. Gian Lui­gi Nobili, pri­mario del repar­to di Psichi­a­tria del­l’ospedale di Salò, e Bernar­do Olivet­ti, oper­a­tore, si sono sof­fer­mati sul prog­et­to Hyak. «Pre­sa a mod­el­lo l’im­mag­ine di Jack Nichol­son, nel film ‘Qual­cuno volò sul nido del cucu­lo’, con i mat­ti che urla­vano la loro gioia per la lib­ertà con­quis­ta­ta — ha det­to Nobili‑, nel 2000 abbi­amo deciso di portare in bar­ca i malati gravi, gli schizofreni­ci, che sof­frono di allu­ci­nazioni e deliri per­se­cu­tori. Stare insieme crea un cli­ma di fidu­cia. E, di fronte all’on­da del lago, al ven­to, alle dif­fi­coltà, mette in gio­co sta­ti d’an­i­mo impreved­i­bili. All’inizio c’era un po’ di pau­ra, ma alla fine abbi­amo vis­to che i ragazzi con­di­vide­vano un’azione comune e, col­lab­o­ran­do tra di loro, recu­per­a­vano fidu­cia, ver­so sè stes­si e gli altri. La soci­età tende a emar­ginare le per­sone diverse. Noi tut­ti dob­bi­amo lottare con­tro l’ab­ban­dono e l’e­mar­gin­azione». «Andare in bar­ca a vela rap­p­re­sen­ta una notev­ole oppor­tu­nità riabil­i­ta­ti­va — ha aggiun­to Olivet­ti-. Cam­minare sul pon­tile, usare il car­rel­lo, uscire dal por­to, pren­dere in mano il tim­o­re, issare il fioc­co e la ran­da sono oper­azioni che con­tribuis­cono ad accrescere lo spir­i­to di grup­po». Due ragazze del­l’Is­ti­tu­to tec­ni­co «Bat­tisti» han­no pre­sen­ta­to l’at­tiv­ità svol­ta nel cam­po del­la sol­i­dar­ità, e par­la­to dei rap­por­ti con com­pag­ni meno for­tu­nati. Poi è sta­to illus­tra­to il prog­et­to Eos, che man­da in bar­ca a vela quan­ti han­no per­so la capac­ità moto­ria, e sono in car­rozzel­la. «Stare assieme a loro ‑ha sostenu­to l’istrut­tore Vale­rio Pighi- riem­pie di felic­ità. Io ho sem­pre gareg­gia­to. E quan­do tor­na­vo a casa dopo una rega­ta mi por­ta­vo den­tro sod­dis­fazione (in caso di vit­to­ria) o rab­bia (per una scon­fit­ta), che mag­a­ri scar­i­ca­vo sug­li altri. Adesso ho scop­er­to il val­ore del sor­riso». Il medico Mau­r­izio Gadola e Andrea Ben Leva, che ha per­so l’u­so delle mani, ma è diven­ta­to pun­to di rifer­i­men­to di numerose inizia­tive sociali, si sono riv­olti agli stu­den­ti oltre che del Bat­tisti c’er­a­no clas­si del liceo Fer­mi. Al ter­mine del­la mat­ti­na­ta il sen­a­tore Fran­co Tirelli ha par­la­to del­la pos­si­bil­ità di rein­tro­durre la patente nau­ti­ca per sor­do­mu­ti, dis­abili in car­rozzi­na, eccetera aboli­ta nel ’97. In Par­la­men­to si sta dis­cu­ten­do di un decre­to leg­isla­ti­vo che dovrebbe andare in por­to. Oggi alle 11, le acque di Gargnano ospit­er­an­no la rega­ta «Por­ta in bar­ca un ami­co» e «Ricor­dan­do Pam e Michele», cioè Mar­silio Pasot­ti, di Lumez­zane, ex pilota di auto ed appas­sion­a­to velista, e Michele Dusi, giu­dice dis­abile del tri­bunale di Verona. Parteciper­an­no gli Asso 99 con vip del­la polit­i­ca, i con gli oper­a­tori del­l’in­for­mazione, i J 24 del prog­et­to «Eos la vela per tut­ti». Ci saran­no anche i mod­el­li­ni di Ben Leva. Alle 16 le premiazioni.