Il collaudo dà risultati positivi: da metà agosto
a pieno regime l'impianto che serve anche Limone

Tremosine Il depuratore passa l’esame

17/07/2010 in Attualità
Di Luca Delpozzo
s. bott

Fun­zion­erà a pieno regime a par­tire da metà agos­to il nuo­vo impianto di depu­razione dei reflui fog­nari prove­ni­en­ti dai Comu­ni di Limone e Tremo­sine. Lo comu­ni­cano con sod­dis­fazione il pres­i­dente di Gar­da Uno, , e il pres­i­dente del­l’A­to del­la provin­cia di Bres­cia, nonché asses­sore provin­ciale all’E­colo­gia, Ste­fano Dot­ti. Entram­bi ieri sono giun­ti a Tremo­sine, nel­la gal­le­ria dismes­sa sul­la Garde­sana che ospi­ta l’impianto, per pren­dere atto del­l’ot­ti­mo anda­men­to delle oper­azioni di col­lau­do del depu­ra­tore. Con loro c’er­a­no anche il diret­tore del­l’A­to Mar­co Zemel­lo e il diri­gente respon­s­abile del servizio idri­co inte­gra­to di Gar­da Uno Mario Gia­comel­li. «L’impianto — spie­ga Boc­chio — era entra­to in eser­cizio il 17 mag­gio scor­so; attual­mente siamo nel peri­o­do di fun­zion­a­men­to tran­si­to­rio di tre mesi pre­vis­to dal­la Provin­cia per le nec­es­sarie messe a pun­to iniziali e i col­lau­di tec­ni­ci, ammin­is­tra­tivi e fun­zion­ali. Anche se tale peri­o­do non si è anco­ra con­clu­so, i pri­mi risul­tati in mer­i­to all’­ef­fi­ca­cia del trat­ta­men­to sono pos­i­tivi». Nel­la sec­on­da metà di agos­to, dunque, il depu­ra­tore com­in­cerà a «girare» a pieno rit­mo, con l’aper­tu­ra delle due con­dotte che trasferi­ran­no all’impianto i reflui fog­nari di Tremo­sine e Limone, atti­van­do il proces­so effet­ti­vo di depu­razione. Com­p­lessi­va­mente l’in­ter­ven­to ha richiesto un inves­ti­men­to di 6.875.000 euro, finanziati per 3.615.000 dal­la , per 1.290.000 dal­l’A­to, per 650mila euro da Gar­da Uno Spa e per i rima­nen­ti 1.320.000 euro dal­l’im­pre­sa aggiu­di­cataria del­l’ap­pal­to, la Sacec­cav Spa di Desio, che provved­erà alla ges­tione e manuten­zione del depu­ra­tore per i prossi­mi 30 anni. L’impianto ha carat­ter­is­tiche di par­ti­co­lare flessibil­ità. È capace cioè di adat­tar­si alla forte flut­tuazione del­la popo­lazione che nei mesi inver­nali si riduce a cir­ca 3mila abi­tan­ti, ma che, nel peri­o­do esti­vo, arri­va a punte mas­sime di 25mila per­sone. L’en­tra­ta in fun­zione del depu­ra­tore è l’at­to con­clu­si­vo di una lun­ga e com­p­lessa pro­ce­du­ra buro­crat­i­ca avvi­a­ta oltre dieci anni fa con il pri­mo stanzi­a­men­to. I lavori iniziarono nel­l’ot­to­bre del 2007 con la sis­temazione degli acces­si alla gal­le­ria, la creazione di un ponte lun­go 30 metri e la mes­sa in sicurez­za del pas­sag­gio esistente. Nonos­tante alcu­ni intop­pi (dalle frane alle riprese del film di James Bond), l’impianto di tutela eco­log­i­ca, basato sul­la tec­nolo­gia del «biofilm», ovvero del­la depu­razione bio­log­i­ca, è fini­to. Ma già si guar­da oltre. «Il Gar­da — affer­ma Dot­ti — riveste una grande valen­za ambi­en­tale e tur­is­ti­ca e meri­ta una par­ti­co­lare atten­zione. Il depu­ra­tore di Peschiera è ormai insuf­fi­ciente. Abbi­amo avvi­a­to con Gar­da Uno una serie di stu­di su un pos­si­bile depu­ra­tore per la riv­iera bres­ciana». «L’impianto di Peschiera — aggiunge Boc­chio — era sta­to con­cepi­to per 330mila abi­tan­ti equiv­alen­ti e oggi è evi­den­te­mente sot­todi­men­sion­a­to. Gar­da Uno ha soll­e­va­to da tem­po il prob­le­ma. Ora, con l’A­to e l’ di Bres­cia, è in fase di stu­dio un prog­et­to per un depu­ra­tore speci­fi­co per la riv­iera bres­ciana con con­dut­ture su ter­ra. Si par­la di un inter­ven­to da 100 mil­ioni, ma è un inves­ti­men­to nec­es­sario, anche per dis­met­tere il vec­chio col­let­tore sub lacuale Mader­no-Tor­ri, che ormai ha più di tren­t’an­ni». Il col­let­tore è costan­te­mente con­trol­la­to, ma se si dovesse rompere per il Gar­da sarebbe un dis­as­tro ambi­en­tale sen­za prece­den­ti.