Dal 16 al 18 febbraio si rinnovano i tradizionali tre giorni di cerimonie sacre. L’impianto allestito nella basilica risale agli inizi dell’Ottocento

Tridui, la «macchina» è pronta

13/02/2001 in Religione
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Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

Si rin­no­va a Lona­to, nel­la basil­i­ca di San Gio­van­ni Bat­tista dal 16 al 18 feb­braio, il tradizionale appun­ta­men­to con i Tridui. La solenne cer­i­mo­nia di aper­tu­ra, pre­vista alle ore 20, sarà pre­siedu­ta da don Gui­do Romag­no­li, par­ro­co di Riv­oltel­la. La sera suc­ces­si­va sarà di turno don Giampao­lo Taz­zoli, par­ro­co di Maner­ba. La con­clu­sione del­la tra giorni di preghiera è sta­ta affi­da­ta al vesco­vo emer­i­to di Fel­tre-Bel­luno, mons. Maf­feo Ducoli. È sta­ta invece già allesti­ta l’imponente «macchi­na dei Tridui», che accom­pa­g­n­erà e sarà al cen­tro delle numerose fun­zioni reli­giose. L’attuale rito dei Tridui lonate­si risale in gran parte al 1828: alcune par­ti sono ricon­ducibili al sec­o­lo prece­dente, altre sono nuove, in quan­to det­tate dal­la strut­tura del­la nuo­va macchi­na. Sec­on­do una ricer­ca con­dot­ta dal pro­fes­sor Giuseppe Gan­di­ni, ques­ta fun­zione sarebbe nata per inizia­ti­va popo­lare con l’intento di suf­fra­gare le ani­me dei defun­ti mor­ti in guer­ra. Il pun­to di avvio e il cen­tro di dif­fu­sione del­la prat­i­ca sarebbe sta­ta la chiesa di dei Fran­sces­cani Osser­van­ti di Bres­cia. Uffi­cial­mente i pri­mo trid­uo dei mor­ti, con l’esposizione del San­tis­si­mo Sacra­men­to e con un impianto (macchi­na) artis­ti­co, avvenne il 29 gen­naio 1758. Dopo alterne vicende, nel 1928 venne instal­la­to il nuo­vo impianto gra­zie alle offerte dei fedeli. Il rit­uale è rimas­to pres­soché invari­a­to. L’attuale macchi­na dei Tridui è, con qualche mod­i­fi­ca o ritoc­co, quel­la idea­ta a prog­et­ta nel 1813 da Leonar­do Man­za­ti su richi­es­ta del­la «Fab­brice­ria» di Lonato.

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