A giorni ritornano gli esperti di sminamento per liberare i fondali, per l’isola si apre un futuro turistico e culturale. È l’ultima fase: già trovati 26mila ordigni

Trimelone, riparte la bonifica

27/10/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Stan­no per ricom­in­cia­re lo smi­na­men­to all’isola del Trimel­one e, anzi, tra mart­edì e mer­coledì sono già sta­ti fat­ti bril­lare in loco 12 ordigni.Dell’imminente ripresa dei lavori si è par­la­to in una riu­nione a porte chiuse in munici­pio, a fare gli onori di casa il sin­da­co Gia­co­mo Simonel­li e l’assessore ai lavori pub­bli­ci Davide Benedet­ti che, nei mesi scor­si, ave­va coor­di­na­to i lavori sul­la striscia di ter­ra al largo di Assen­za di Bren­zone. A pre­siedere è sta­to diret­ta­mente il prefet­to di Verona, Italia For­tu­nati, per la pri­ma vol­ta in visi­ta a Bren­zone. Attorno al tavo­lo c’erano poi Nico­la Fal­coni, del­la dit­ta Bosca (incar­i­ca­ta del­la bonifi­ca) e i rap­p­re­sen­tan­ti del­la Mari­na, del Fod, Forze oper­a­tive Vene­to prove­ni­en­ti da Vit­to­rio Vene­to; degli arti­ficieri del Genio Guas­ta­tori di Leg­na­go, dei mil­i­tari del set­tore Bcm, bonifi­ca campi minati di Pado­va, oltre ai fun­zionari del­la Provin­cia di Verona e del­la , e delle forze dell’ordine, in rap­p­re­sen­tan­za sia del­la Ques­tu­ra di Verona che dei di Capri­no. Pre­sen­ti anche uomi­ni del Suem, il 118 di Verona, che nei mesi scor­si ave­vano pre­dis­pos­to una piaz­zo­la di atter­rag­gio per l’eliambulanza pro­prio sul Trimelone.Spiega l’assessore Benedet­ti: «Nel­la riu­nione abbi­amo sta­bil­i­to la ripresa dei lavori, tra qualche set­ti­mana, per la defin­i­ti­va bonifi­ca nei fon­dali attorno all’isola. Le oper­azioni era­no state inter­rotte a fine mag­gio per l’inizio del­la sta­gione tur­is­ti­ca». Restano anco­ra da met­tere in sicurez­za i fon­dali cir­costan­ti il Trimel­one fino a una pro­fon­dità di 35 metri. Il grosso è sta­to già ese­gui­to: la mes­sa in sicurez­za dell’isola è già com­ple­ta, come pure svariati metri di fon­dale. Il Trimel­one era sta­to usato nelle due guerre mon­di­ali come polver­iera e depos­i­to di ordig­ni bel­li­ci. A dare il via ai finanzi­a­men­ti era­no state le insis­ten­ze del Comune dopo il ritrova­men­to, in set­tem­bre del 2005, di 21 ordig­ni fun­zio­nan­ti dis­posti sul­la spi­ag­gia a sud dell’isolotto. Un ritrova­men­to che ave­va fat­to driz­zare i capel­li ai cara­binieri di Tor­ri, che ave­vano dovu­to sorveg­liare inin­ter­rot­ta­mente l’isola in atte­sa degli arti­ficieri. «L’assessore regionale Mas­si­mo Gior­get­ti», ricor­da Benedet­ti, «ha avvi­a­to il pri­mo stanzi­a­men­to di 200mila euro. Poi il dipar­ti­men­to di del­la pres­i­den­za del Con­siglio ha stanzi­a­to 660mila euro. Così è inizia­ta ques­ta dif­fi­cile avven­tu­ra, por­ta­ta avan­ti con estrema pro­fes­sion­al­ità e com­pe­ten­za da parte di tut­ti i coin­volti». In segui­to il Gov­er­no ha stanzi­a­to ulte­ri­ori 400mila euro.Si apre dunque l’ultima fase, che dovrebbe portare a lib­er­are l’isola, nonché i cara­binieri di Tor­ri e Mal­ce­sine dall’incombenza di unq sorveg­lian­za con­tin­ua dell’area, inter­det­ta alla , ai sub­ac­quei, alla pesca e a tutte le altre attiv­ità pos­si­bili e immag­in­abili. Le sor­p­rese in cor­so d’opera non era­no man­cate e i numeri dell’operazione sono davvero da briv­i­do: fino a fine mag­gio, dall’isola e dai fon­dali sono sta­ti recu­perati 26mila ordig­ni, qua­si per­fet­ta­mente in gra­do di fun­zionare. Un cari­co bel­li­co di cir­ca 36mila kili, tra cui anche bombe a cari­ca­men­to spe­ciale, cioè ordig­ni incen­di­ari al fos­foro bian­co e qualche bom­ba con­te­nente gas irri­tan­ti o tossi­ci. Una quan­tità indus­tri­ale di ordig­ni, che è sta­ta fat­ta poi bril­lare in una cava dismes­sa di Tor­ri e in un’altra di Rivoli.Da Palaz­zo Bal­bi, a Venezia, su quan­to fat­to e su quan­to res­ta da fare al Trimel­one è infine inter­venu­ta anche l’assessore regionale vicenti­na alla Pro­tezione civile, Ele­na Don­az­zan, che ha anche la del­e­ga all’istruzione: «Gra­zie alla col­lab­o­razione tra l’assessore Gior­get­ti, che è di Verona e meglio conosce i prob­le­mi del ter­ri­to­rio, e la sot­to­scrit­ta, la Regione Vene­to è rius­ci­ta a finanziare ques­ta peri­colosa e inter­es­san­tis­si­ma oper­azione. Nelle prossime set­ti­mane anch’io farò un sopral­lu­o­go sul Gar­da. L’isola potrebbe avere anche un ris­volto cul­tur­ale uni­co: potrebbe essere cre­ato lì un degli ordig­ni esplo­sivi. Alcu­ni, ovvi­a­mente scarichi, sono già sta­ti accan­to­nati per questo scopo».Del resto, che la vari­età e la quan­tità delle bombe del Trimel­one sia sta­ta un caso uni­co in Italia lo ave­va già con­fer­ma­to Nico­la Fal­coni, diret­tore tec­ni­co del­la dit­ta Bosca ed esper­to inter­nazionale di boni­fiche. «In tan­ti anni di lavoro», ripete, «non ho mai vis­to nul­la del genere in altre par­ti d’Italia. Il Trimel­one è un caso uni­co in Italia ed è un’ottima idea quel­la di val­oriz­zar­lo anche dal pun­to di vista cul­tur­ale con un museo degli ordig­ni esplosivi».