L'attività istituzionale in campo ambientale si è sviluppata enormemente nel nostro Paese, assumendo provvedimenti per l'integrità delle risorse naturali e culturali, in un'ottica di "governo dell'ambiente".

Tutela ambientale in Lombardia

21/02/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

L’at­tiv­ità isti­tuzionale in cam­po ambi­en­tale si è svilup­pa­ta enorme­mente nel nos­tro Paese, assumen­do provved­i­men­ti per l’in­tegrità delle risorse nat­u­rali e cul­tur­ali, in un’ot­ti­ca di “gov­er­no del­l’am­bi­ente”. Tut­tavia, ha det­to Nicoli Cris­tiani, ha avu­to luo­go sovente un’ac­cen­tu­a­ta e dis­cutibile set­to­ri­al­ità, facen­do assumere alle politiche pub­bliche carat­teri coerci­tivi anziché più con­di­vise modal­ità di pro­gram­mazione, con­cer­tazione e con­di­vi­sione delle scelte. Si sente quin­di il bisog­no di un cam­bio di rot­ta, dal­la set­to­ri­al­ità dei campi vin­col­is­ti­ci alla glob­al­ità del “gov­er­no del­l’am­bi­ente” che oggi man­i­fes­ta lim­i­ti vis­tosi e pro­ced­i­men­ti dis­or­di­nati. Preme l’e­si­gen­za di una polit­i­ca isti­tuzionale riv­ol­ta al com­p­lessi­vo ed organ­i­co riordi­no del­la mate­ria per assi­cu­rare una ges­tione glob­ale delle risorse ambi­en­tali medi­ante accor­pa­men­ti di norme in testi uni­ci e ride­fìnizione dei poteri.Nella stes­sa Lom­bar­dia, ha ammes­so l’asses­sore regionale, le fun­zioni di piani­fi­cazione e pro­gram­mazione eco­nom­i­ca e tem­po­rale delle opere pub­bliche, del ter­ri­to­rio e del­l’am­bi­ente sono asseg­nate a dif­fer­en­ti set­tori e servizi, non sem­pre coor­di­nati. Inoltre, le dis­tinzioni fun­zion­ali tra Sta­to, Regioni e Province non sono anco­ra del tut­to chiarite. Le stesse attiv­ità di ind­i­riz­zo pro­poste e 1′ erogazione dei fon­di s’in­trec­ciano su più liv­el­li. Sem­bra quin­di indis­cutibile la neces­sità, ha rib­a­di­to anco­ra Nicoli Cris­tiani, di un atteggia­men­to inter­set­to­ri­ale nei con­fron­ti del­la ques­tione-ambi­ente in un mero testo uni­co leg­isla­ti­vo nel sen­so tradizionale del ter­mine, ed un diver­so atteggia­men­to degli stru­men­ti e delle isti­tuzioni che sap­pia esprimere risposte tem­pes­tive, sem­pli­ci, chiare e sci­en­tifi­ca­mente attendibili.A con­sun­ti­vo di ques­ta leg­is­latu­ra sem­bra di pot­er aus­pi­care in ter­mi­ni pro­gram­mati­ci: un adegua­to sis­tema infor­ma­ti­vo per il mon­i­tor­ag­gio ambi­en­tale, una con­cezione dei pro­gram­mi come arti­co­lazioni flessibili e leg­gere di una leg­is­lazione regionale cos­ti­tui­ta preva­len­te­mente da norme di prin­ci­pio ed obi­et­tivi, quin­di un’i­den­ti­fi­cazione di modal­ità pro­gram­ma­to­rie arti­co­late esclu­si­va­mente sui liv­el­li for­ti del gov­er­no regionale, provin­ciale e comu­nale, un appa­ra­to analiti­co sup­por­t­a­to da dati infor­ma­tivi attendibili redat­ti dal­l’A­gen­zia regionale di Pro­tezione Ambi­en­tale (Arpa) , poi una ges­tione degli stru­men­ti con­cer­ta­ta con i liv­el­li isti­tuzion­ali , con le par­ti sociali, con i cit­ta­di­ni medi­ante intese ed accor­di di pro­gram­mi, infine un sis­tema arti­co­la­to di para­metri come stan­dard qual­i­ta­tivi in relazione ai diver­si coef­fi­ci­en­ti ambientali.Questi i temi che l’asses­sore regionale Nicoli Cris­tiani intende rilan­cia­re con­tro i vin­coli e le restrizioni cen­tral­is­tiche per offrire ele­men­ti di moder­nità ambi­en­tale ad una regione che ha dovu­to fare i con­ti più con un ide­ol­o­gis­mo vin­col­is­ti­co “romano” che non piut­tosto con la ricer­ca atti­va dei gra­di di com­pat­i­bil­ità tra risorse nat­u­rali e sis­tema eco­nom­i­co “lom­bar­do”.