A Ponte San Marco, tra interpreti prestigiosi e la prima assoluta della «Rapsodia» di Facchinetti

Un bel Concerto d’inverno

Di Luca Delpozzo
l.f.

C’è sta­to un momen­to di inten­sa com­mozione, nel­la chiesa par­roc­chiale di Ponte San Mar­co, qualche sera fa in occa­sione del­la XVII edi­zione del “Con­cer­to d’inverno”: tra gli applausi del pub­bli­co, il pres­i­dente del­la Provin­cia di Bres­cia Alber­to Cav­al­li ha con­seg­na­to alla sig­no­ra Giu­liana Benedet­ti Michelan­geli il pre­mio “Mau­ro Ranieri”, con­sis­tente in una scul­tura bronzea, in occa­sione del decen­nale del­la scom­parsa del mar­i­to Arturo, illus­tre e famoso pianista di orig­ine bres­ciana. Il “Con­cer­to d’inverno” a Ponte San Mar­co — anche dal pun­to di vista stret­ta­mente musi­cale — è sta­to un nuo­vo grande suc­ces­so di pub­bli­co, che come in tutte le prece­den­ti edi­zioni ha affol­la­to la chiesa e che come al soli­to è arriva­to a Ponte San Mar­co anche dal­la cit­tà e da altre local­ità del­la provin­cia. Del resto i motivi d’interesse era­no notevoli: dall’orchestra, che era quel­la del Fes­ti­val pianis­ti­co inter­nazionale “Arturo Benedet­ti Michelan­geli” di Bres­cia e Berg­amo diret­ta da Pier Car­lo Orizio, alla pre­sen­za di due solisti negli stru­men­ti ad arco come il vio­lin­ista Domeni­co Nor­dio e il vio­lista — e diret­tore artis­ti­co del “Con­cer­to d’inverno” — Luca Ranieri, fino alle musiche pre­sen­tate che anda­vano dal Mozart del­la «Sin­fo­nia n. 33 K 319» alla «Sin­fo­nia con­cer­tante per vio­li­no e vio­la K 364» fino a una pri­ma asso­lu­ta, quel­la del­la «Rap­so­dia per vio­la e archi» del com­pos­i­tore bres­ciano Gian­car­lo Facchinet­ti. E pro­prio da ques­ta vogliamo par­tire per rie­vo­care questo con­cer­to: si trat­ta di una par­ti­tu­ra che Facchinet­ti ha ded­i­ca­to all’amico Luca Ranieri, in cui l’autore esplo­ra le pos­si­bil­ità espres­sive del­lo stru­men­to man­te­nen­do però una grande cantabil­ità, cosa che ha reso par­ti­co­lar­mente grade­v­ole la com­po­sizione pur attra­ver­sa­ta ovvi­a­mente da for­tis­sime dis­so­nanze, che sono poi tipiche delle scelte di Facchinet­ti. L’interpretazione è sta­ta applau­di­ta a lun­go dal pub­bli­co pre­sente. Con la lumi­nosa musi­ca di Mozart, il pub­bli­co ha godu­to di momen­ti di pura gioia musi­cale, come ad esem­pio nel bel­lis­si­mo Min­uet­to, ma soprat­tut­to nel­la «Sin­fo­nia con­cer­tante per vio­li­no e vio­la K 364»: qui la «gara» tra i due solisti, Nor­dio e Ranieri, è sta­ta delle più nobili, ad esem­pio nell’Andante, e si è fat­ta tan­to strin­gente nel Presto finale da causare un pic­co­lo «inci­dente di per­cor­so», davvero veniale in tan­ta bravu­ra. Suc­ces­so gran­dis­si­mo per i due solisti e per l’Orchestra del Fes­ti­val, con­dot­ta con gesto appas­sion­a­to da Pier Car­lo Orizio.