Alberghi per la maggior parte chiusi, campeggi chiusi nella loro totalità, residence e appartamenti frequentati al lumicino: questa è l’aria che si respira sulla sponda bresciana del lago di Garda.

Un centro congressi nel futuro del Basso Garda

08/02/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Alberghi per la maggior parte chiusi, campeggi chiusi nella loro totalità, residence e appartamenti frequentati al lumicino: questa è l’aria che si respira sulla sponda bresciana del lago di Garda. Situazione invece diversa per quanto riguarda la sponda veronese. Un vero e proprio mortuario che proseguirà nella stragrande maggioranza dei casi sino al periodo pasquale. Una settimana, più o meno, di attività frenetica e poi nuovamente in letargo fino alle Pentecoste e successivo avvio di stagione turistica che, negli ultimi anni, è andata via via restringendosi al disotto dei famosi quaranta giorni. Una situazione paradossale che vede di tanto in tanto portato alla luce, con grandi promesse e garanzie di iniziative, per una ricerca di innovazioni che possano portare al sempre sbandierato allungamento di stagione che però mai arriva. Forse sono gli stessi albergatori che non credono o non vogliono l’allungamento della stagione turistica sul lago di Garda, almeno quelli di casa nostra, della nostra sponda. Dall’”altra parte” invece la lunga stagione è oramai raggiunta e con grandi successi. Anche perché loro, i nostri “cugini”, non hanno atteso chissà quali aiuti od interventi. Nelle stagioni congressuali, che durano praticamente tutto l’anno, ferragosto escluso, ci hanno creduto creandovi un vero e proprio business. Numerosi i centri congressuali sorti negli ultimi anni, l’ultimo, o forse uno dei più recenti, è quello realizzato nel giugno dello scorso anno a Cavaion e che ha imperniato la maggior parte dell’attività proprio sulla congressualità con numerose sale, con capienza diversificata, dotate di ogni comfort, relativa invece l’ospitalità alberghiera disponibile. Sulla sponda bresciana veri e propri centri congressi non ne esistono. La gloriosa Villa Alba di Gardone Riviera è stata ridotta a sede di rappresentanza. Le località principali non hanno in dotazione nessun luogo capace di ospitare in un solo colpo 5/600 persone. Sirmione attende la riapertura del suo palacongressi inaugurato negli anni sessanta da Aldo Moro. In Valtenesi nebbia!. E proprio in questa località, o meglio nei sette comuni che la compongono, potrebbe essere individuata una sede, da costruire ex novo, che possa diventare punto di riferimento per un attività congressuale che potrebbe portare nuova sferzata sia all’economia locale, che langue, che a strutture alberghiere ed attività commerciali che di turismo campano tutto l’anno. Di recente sembra che proprio a Padenghe, nei pressi del lido di Lonato, poco distante dalla Locanda Santa Giulia, sia stato riscontrato un particolare interesse per la realizzazione di un Centro, esclusivamente dedicato, e riservato, ad attività congressuali e fieristiche. Dell’eventualità ne è stato informato di recente lo stesso sindaco di Padenghe, Giancarlo Allegri, che si è espresso, a livello personale, particolarmente interessato a questa proposta, attualmente ai suoi primi vagiti. Se son rose fioriranno. Di certo e a supporto di questa eventualità, vi è il fatto che nella zona individuata per questa realizzazione vi sono già alcune strutture ricettive capaci di accogliere gli eventuali congressisti. L’Hotel Santa Giulia (circa 30 mila presenze nel 1999), il costruendo Hotel Garda Sole, ed il nuovo albergo Relais Santa Giulia, un 5 stelle con annesse suite e camere per complessivi 500 posti letto. Tempi eventuali di realizzo, per il centro congressi?: Primavera 2001!

Luigi Del Pozzo

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