Il progetto punta a valorizzare la Rocca vecchia ma coinvolge resti romani, pitture rupestri e musei del lago

Un parco archeologico sulle tracce dell’imperatrice Adelaide

15/04/2001 in Storia
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Preis­to­ria, peri­o­do romano-medievale, reli­giosità, cen­tri stori­ci, ambi­ente nat­u­rale, enogas­trono­mia: sono i car­di­ni attorno ai quali ruo­ta l’ipotesi di par­co mul­ti­tem­ati­co che si potrebbe andar delin­e­an­do fra Gar­da, , Cavaion Veronese, Coster­mano e Tor­ri del Bena­co. A trac­cia­rne i con­torni nel cor­so di un incon­tro svoltosi nel munici­pio di Gar­da è sta­to Gian Pietro Bro­gi­o­lo, l’archeologo che sta guidan­do le ricerche sul­la Roc­ca e nelle aree vicine nell’ambito del prog­et­to Ade­laide ’99, finanzi­a­to dai comu­ni di Gar­da e Bar­dolino e dall’amministrazione provin­ciale. Tra gli obi­et­tivi strate­gi­ci del piano ipo­tiz­za­to dall’archeologo figu­ra la val­oriz­zazione del­la Roc­ca Vec­chia, quel­la su cui esiste­va il castel­lo in cui più di mille anni orsono fu imp­ri­gion­a­ta Ade­laide di Bor­gogna, futu­ra imper­a­trice al fian­co di Ottone I. Gli scavi con­dot­ti sul colle del­la Roc­ca han­no mes­so in luce poderose trac­ce dell’antico for­til­izio. Ora si potrebbe pen­sare ad un restau­ro delle porzioni più sig­ni­fica­tive delle mura­ture e alla prog­et­tazione di uno speci­fi­co itin­er­ario arche­o­logi­co e di un cor­re­la­to per­cor­so mul­ti­tem­ati­co. Altri itin­er­ari potreb­bero dipa­nar­si nel ter­ri­to­rio che ruo­ta attorno alla Roc­ca, val­oriz­zan­do ad le inci­sioni rupestri del­la riva vene­ta del , i rud­eri di ville d’età romana, i castel­li, i musei. E così pure potrebbe entrare in gio­co la mul­ti­me­di­al­ità, con la real­iz­zazione al com­put­er di mod­el­li tridi­men­sion­ali di ville e manieri, oppure la ricostruzione degli ambi­en­ti del pas­sato. Il tut­to con il coin­vol­gi­men­to di enti e asso­ci­azioni, pen­san­do anche alla for­mazione in loco di oper­a­tori tur­is­ti­co-cul­tur­ali, con l’obiettivo di costru­ire mag­a­ri una vera e pro­pria coop­er­a­ti­va di servizi. «Quel­lo ipo­tiz­za­to dal pro­fes­sor Bro­gi­o­lo», sot­to­lin­ea il sin­da­co Gior­gio Comenci­ni, «è un par­co inno­v­a­ti­vo, mod­er­no che, se real­iz­za­to, potrebbe coronare in chi­ave tur­is­ti­ca la valen­za cul­tur­ale del prog­et­to Ade­laide». Un par­co che mir­erebbe a cat­turare dunque pro­prio il tur­is­mo cul­tur­ale. Un tur­is­mo di nic­chia, mag­a­ri, in ter­mi­ni quan­ti­ta­tivi, ma sicu­ra­mente inter­es­sante sot­to il pro­fi­lo qual­i­ta­ti­vo. Tan­to da inter­es­sare il com­mis­sario dell’azienda di pro­mozione tur­is­ti­ca del­la Riv­iera degli olivi, Mar­co Zaninel­li, e il pres­i­dente dell’associazione alber­ga­tori di Gar­da, Alessan­dro Borel­li, pre­sen­ti all’incontro con Bro­gi­o­lo. Zaninel­li ha tra l’altro pos­to in luce come un sim­i­le prog­et­to pos­sa prevedere una cam­pagna infor­ma­ti­va di carat­tere nazionale. Facen­do leva anche sul­la volon­tà espres­sa dagli enti locali di ricer­care nuove forme di pro­mozione del ter­ri­to­rio. Borel­li dal can­to suo ha sug­ger­i­to la pos­si­bil­ità che alcune instal­lazioni mul­ti­me­di­ali riferite al par­co tro­vi­no sede nelle stesse strut­ture ricettive del­la zona. «Una più ana­lit­i­ca ipote­si del prog­et­to di par­co mul­ti­tem­ati­co», antic­i­pa Comenci­ni, «ver­rà illus­tra­ta nelle prossime set­ti­mane, in occa­sione del­la pre­sen­tazione del vol­ume che rac­coglie i risul­tati delle ricerche arche­o­logiche svolte­si nell’ultimo anno».

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