Comincia a prendere forma l’idea di un’area protetta sovracomunale sulle colline moreniche. Affollato incontro a Desenzano Assente la Provincia di Verona

Un parco contro mattone selvaggio

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

È davvero arriva­to il momen­to di scegliere quale stra­da per­cor­rere per il futuro del ter­ri­to­rio del Gar­da e del suo entroter­ra: lo con­fer­ma l’incontro in una gremi­tis­si­ma sala Pèler di Palaz­zo Tode­s­chi­ni di Desen­zano, tra gli ammin­is­tra­tori locali e i rap­p­re­sen­tan­ti e sosten­i­tori del par­co delle . «Pen­so e spero che gli inter­venu­ti abbiano com­pre­so il nos­tro prog­et­to e la sua final­ità», spie­ga Emilio Crosato, pres­i­dente del comi­ta­to, «che è, innanz­i­tut­to, quel­la di fornire ogni pos­si­bile sup­por­to all’azione dei Comu­ni, i soli a pot­er real­iz­zare conc­re­ta­mente questo par­co sovra­co­mu­nale che abbia regole pre­cise a tutela del ter­ri­to­rio e delle sue pecu­liar­ità». «Non si chiede un vin­co­lo totale, ben­sì una for­ma di con­trol­lo e sal­va­guardia che finirebbe per rap­p­re­sentare una sor­ta di «cer­ti­fi­cazione di qual­ità» di una zona dal­la stra­or­di­nar­ia bellez­za; una qual­ità che, ne siamo cer­ti, si tradur­rebbe poi in una risor­sa eco­nom­i­ca aut­en­ti­ca e duratu­ra, al con­trario del­lo sfre­na­to svilup­po immo­bil­iare delle sec­onde, terze case che», sot­to­lin­ea Crosato, «dopo l’iniziale introito ai Comu­ni per le opere di urban­iz­zazione, finis­cono col rap­p­re­sentare solo un cos­to, per i servizi di cui neces­si­tano, e un dan­no ingente all’economia a vocazione tur­is­ti­ca e agri­co­la dell’area del Gar­da e del suo entroter­ra». All’incontro han­no pre­so parte i rap­p­re­sen­tan­ti di 35 dei 41 Comu­ni invi­tati, fun­zionari delle Province di Bres­cia e Man­to­va (assente Verona) e delle Regioni Vene­to e Lom­bar­dia. Il coin­vol­gi­men­to delle isti­tuzioni e l’iter da seguire per la cos­ti­tuzione di questo par­co sovra­co­mu­nale sono sta­ti indi­vid­uati: ogni Comune iden­ti­fi­ca nel pro­prio ter­ri­to­rio le aree più pre­giate, clas­si­f­i­can­dole nel Prg come aree des­ti­nate a par­co locale di inter­esse sovra­co­mu­nale; le Province riconoscono poi, con una pro­pria delib­era, ques­ta des­ti­nazione, ero­gan­do i fon­di even­tual­mente mes­si a dis­po­sizione dalle Regioni ( in Lom­bar­dia ne sono già sta­ti stanziati) per la sis­temazione e ges­tione del prog­et­to. A quel pun­to, su quelle aree, e solo su quelle, scat­ta il vin­co­lo di ined­i­fi­ca­bil­ità. Il prob­le­ma è prati­co e, come si dice­va all’inizio, richiederà una pre­cisa scelta da parte di ognuno: chi possiede un ter­reno, o un sito di pre­gio par­ti­co­lare, che oggi vale 10 e domani potrebbe valere 100 per­ché urban­iz­za­to, dovrà scegliere su quale tipo di svilup­po inve­stire; e con i sin­goli cit­ta­di­ni saran­no gli ammin­is­tra­tori a dover­si impeg­nare, appun­to se lo vor­ran­no, a trac­cia­re lim­i­ti pre­cisi alla sel­vaggia urban­iz­zazione cui si è assis­ti­to in questi ulti­mi tem­pi. Nel frat­tem­po, il comi­ta­to per il par­co delle colline moreniche del Gar­da, «che res­ta uno spet­ta­tore vig­ile e atten­to sul ter­ri­to­rio» con­tin­ua il suo cam­mi­no: a mar­zo incon­tr­erà i rap­p­re­sen­tan­ti delle realtà pro­dut­tive; in aprile vi sarà un impor­tante con­veg­no sul prog­et­to e sul suo sig­ni­fi­ca­to e a mag­gio un nuo­vo appun­ta­men­to con gli ammin­is­tra­tori, per val­utare quali e quante sen­si­bil­ità si saran­no atti­vate.