Castelnuovo e Peschiera presentano il capitolo ambiente del piano intercomunale. E nell’oasi del Frassino partirà la riqualificazione

Un parco in riva al lago

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Quar­to appun­ta­men­to, ieri mat­ti­na, con il piano di asset­to ter­ri­to­ri­ale inter­co­mu­nale (Pati) redat­to da Peschiera e Castel­n­uo­vo. Tema dell’incontro: l’ambiente. «Questo stru­men­to urban­is­ti­co det­ta le linee gen­er­ali che dovran­no essere segui­te dal­la pro­gram­mazione dei prossi­mi 10 anni e la sua stesura coin­cide con un momen­to reso anco­ra più del­i­ca­to dalle molte opere e infra­strut­ture che stan­no arrivan­do al pet­tine», sot­to­lin­ea Faus­to Scap­pi­ni, asses­sore all’urbanistica di Castel­n­uo­vo, indi­can­do alcune delle prog­et­tual­ità del suo comune. «Uno dei pro­gram­mi più ambiziosi ma anche più qual­i­f­i­can­ti è il par­co pre­vis­to nel­la zona a lago. Sec­on­do la stes­sa filosofia di tutela ambi­en­tale pos­si­amo antic­i­pare che intorno ai prossi­mi sno­di viari, come il nuo­vo casel­lo autostradale, non creer­e­mo una nuo­va Affi ma, al con­trario, preved­er­e­mo fasce di rispet­to che con­sen­tano di attutire l’impatto del­la ». «E questo», rib­adisce l’assessore, «non è cosa di poco con­to: i pri­mi dati emer­si dal­lo stu­dio sul­la via­bil­ità che sti­amo facen­do redi­gere sono molto pre­oc­cu­pan­ti per i grossi numeri che indi­cano». Per Peschiera il vicesin­da­co Wal­ter Mon­tre­sor ricor­da invece l’importanza del prog­et­to di riqual­i­fi­cazione dell’oasi nat­u­rale del laghet­to del Frassi­no, «che é sta­to approva­to dal­la Com­mis­sione regionale ed è in atte­sa del vaglio del­la Giun­ta di Venezia». Mon­tre­sor sot­to­lin­ea poi che la futu­ra pro­gram­mazione urban­is­ti­ca di Peschiera «non preved­erà altri cen­tri com­mer­ciali né inse­di­a­men­ti pro­dut­tivi. L’area che potrà essere ogget­to di cam­bi di des­ti­nazione d’uso è di 50mila metri qua­drati e ogni even­tuale inter­ven­to di pri­vati dovrà prevedere, come prevede il Pati, mis­ure com­pen­sative a favore del­la comu­nità». Alla pre­sen­tazione del Pati han­no pre­so parte rap­p­re­sen­tan­ti di alcu­ni enti e asso­ci­azioni oper­an­ti sul ter­ri­to­rio. Tra questi i tec­ni­ci dell’ e del Con­sorzio Adi­ge Gar­da: i pri­mi han­no pun­tu­al­iz­za­to i lavori in atto e pre­visti sia per l’ampliamento del depu­ra­tore che per la sis­temazione delle reti fog­nar­ie dei comu­ni garde­sani; dal Con­sorzio è invece giun­to il richi­amo all’attenzione per i cor­si d’acqua spes­so inter­rot­ti dai nuovi inse­di­a­men­ti e mai ripristi­nati. Molto apprez­za­to dagli ammin­is­tra­tori l’intervento di Manuela For­men­ti delle asso­ci­azioni Wwf e Italia Nos­tra. «Ho trova­to con­di­vis­i­bili le linee gui­da per la tutela di questo ter­ri­to­rio così prezioso e frag­ile: é un ambito molto ric­co e ormai restano solo i gioiel­li. Pen­so ai siti di inter­esse comu­ni­tario: il laghet­to del Frassi­no, su cui pas­sa un cor­ri­doio di migrazione mon­di­ale ed è la stazione di sos­ta numeri­ca­mente più impor­tante per la moret­ta, un anatide scuro specie pro­tet­ta per­ché a ris­chio di estinzione. Ma lo stes­so vale per il Sic del Bas­so Gar­da, con l’unicità dei can­neti come habi­tat nat­u­rale». Dal­la For­men­ti l’invito a guardare l’ambiente con una visione più ampia: tra le 250 regioni del mon­do indi­vid­u­ate come vitali per il piane­ta c’è quel­la delle Alpi e, al suo inter­no, l’area del Gar­da rien­tra nel grup­po delle zone di pri­maria impor­tan­za. «Cre­do basti questo», con­clude, «per capire come sia vitale sal­va­guardare questo patrimonio».