Un incontro stasera in sala civica con Polizia provinciale, tecnici della Regione e del Trentino

Una squadra di esperti svelerà l’identikit dell’Orso del Baldo

06/12/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Con­tin­ua la «mara­tona infor­ma­ti­va» del­la Provin­cia sulle orme dell’orso. Che, con la spruz­za­ta di neve di questi giorni sul , sta dan­do nuove indi­cazioni sul suo con­to: vaga in cer­ca di cibo e, per ora, non pare avere inten­zione d’andare in letar­go. Per sen­si­bi­liz­zare le popo­lazioni inter­es­sate dal­la sua pre­sen­za, l’amministrazione provin­ciale ha orga­niz­za­to incon­tri a Capri­no e a Bren­zone e, stasera, toc­ca a Mal­ce­sine. Tema del­la ser­a­ta, alle 20,30 in sala civi­ca, è «L’orso bruno sul M. Bal­do, espe­rien­ze e prospet­tive». Tut­ti sono cal­da­mente invi­tati a partecipare.All’iniziativa, volu­ta dall’assessore alle politiche fau­nis­tiche Luca Colet­to, parte­ci­pano Davide Zeli coman­dante del­la polizia provin­ciale, Kather­ine Coz­za agente respon­s­abile del­la «squadra di mon­i­tor­ag­gio orso», isti­tui­ta quest’estate quan­do avven­nero i pri­mi avvis­ta­men­ti. Ci saran­no il dot­tore fore­stale Michele Bot­taz­zo di Vene­to Agri­coltura che trat­terà gli aspet­ti bio­logi­ci, Sonia Caldero­la del­la e Car­lo Frap­por­ti per la Provin­cia autono­ma di Tren­to. Qui, infat­ti, dal 1999, è sta­to attua­to il prog­et­to europeo «Life-Ursus» di rein­tro­duzione dell’orso nell’Adamello Brenta. L’incontro di stasera, come quel­li già svolti in altri comu­ni e ai Palazzi Scaligeri su richi­es­ta del­la com­mis­sione ambi­ente, è un’opportunità d’arricchimento, anche culturale.I rela­tori sono preparatis­si­mi e sapran­no dare ogni infor­mazione su questo planti­gra­do che ha spon­tanea­mente scel­to di venire sul Bal­do, non si sa se in veste di «stanziale» o di «pen­dolare». La ser­a­ta è l’ultima pre­vista per dicem­bre nei Comu­ni dove l’orso è appar­so, dato che poi la Provin­cia e Vene­to Agri­coltura si riv­ol­ger­an­no alle scuole e alle asso­ci­azioni inter­es­sate ad appro­fondire i temi di quest’importante pre­sen­za faunistica.Perché questo è l’orso: una impor­tante pre­sen­za fau­nis­ti­ca. E’ una ric­chez­za in più da tute­lare, un ani­male da conoscere e che, pur con i suoi vizi e vezzi, non cos­ti­tu­isce peri­co­lo né va con­sid­er­a­to, come alcu­ni van­no dicen­do e vor­reb­bero far credere, «pre­lu­dio» al par­co del Bal­do. Stasera i tec­ni­ci spiegher­an­no per­ché e è arriva­to sui nos­tri mon­ti, la ril­e­van­za del­la sua pre­sen­za sot­to il pro­fi­lo sci­en­tifi­co e del­la qual­ità ambi­en­tale baldense, le prospet­tive che può offrire alla nos­tra provin­cia. Coz­za accen­nerà all’appassionante prog­et­to «Life-Ursus», alla cui fase iniziale ha parte­ci­pa­to quan­do, tra il 1996 e il 1999, era guardia par­co all’Adamello Brenta. Bot­taz­zo par­lerà delle carat­ter­is­tiche bio­logiche e delle abi­tu­di­ni del mam­mif­ero, dei suoi com­por­ta­men­ti e di quel­li che noi dob­bi­amo adottare in caso d’avvistamento o incon­tro, tenen­do pre­sente che, ben gesti­to, non cos­ti­tu­isce un ris­chio per chi fre­quen­ta la mon­tagna . «Con­di­vider­e­mo col pub­bli­co tutte le infor­mazioni rac­colte sull’esemplare indi­vid­u­a­to nel­la zona», spie­ga Coz­za. «Par­tire­mo dal­la sua sto­ria famil­iare e carat­te­ri­ale, geneti­ca­mente deter­mi­na­ta dai non­ni impor­tati dal­la Slove­nia, seguen­done i com­por­ta­men­ti accer­tati finora».Si ricorder­an­no così i casi di predazione di pecore, per cui la Provin­cia ha già avvi­a­to le pratiche di rim­bor­so. Si trat­ter­an­no le del­i­cate vari­abili che pos­sono incidere sul des­ti­no di quest’animale che, sul Bal­do, ha una «capac­ità por­tante» sti­ma­ta tra i 2 e i 3 esem­plari. «Val­uter­e­mo le prospet­tive del­la rein­tro­duzione, i ben­efi­ci e costi per i cit­ta­di­ni», dice Coz­za. «Si vedrà se esis­tano le con­dizioni per una rielab­o­razione paci­fi­ca del rap­por­to tra uomo e orso dopo mil­len­ni di con­flit­tual­ità che han­no por­ta­to all’estinzione a fine anni Novan­ta, una perdita».E chi­ude: «Si dis­cuterà se oggi ques­ta con­viven­za è desider­a­ta e pos­si­bile, se si pos­sono cioè appli­care, nel nos­tro con­testo, in che misura e con quali stru­men­ti, gli ori­en­ta­men­ti delle politiche nazion­ali e inter­nazion­ali, che cre­dono che l’integrazione di una popo­lazione nat­u­rale d’orso bruno in arco alpino sia una delle sfide più ambiziose».Senza dimen­ti­care che l’orso è un mar­chio di qual­ità ambi­en­tale eco­nomi­ca­mente spendibile, vista la vocazione del ter­ri­to­rio baldense che ha oggi des­ti­nazioni preva­len­te­mente nat­u­ral­is­tiche, fau­nis­tiche, tur­is­tiche e ricreative.

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