Volantini del Comune: «Non date cibo ai cigni» L’assessore all’Ecologia: «Danneggia l’equilibrio naturale»

Un’iniziativa di sensibilizzazione

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Di Luca Delpozzo
Sara Mauroner

Desen­zano lan­cia una nuo­va cam­pagna per la tutela del­la fau­na degli uccel­li acquati­ci del lago. Lo slo­gan dell’assessorato comu­nale all’Ecologia dice «Se mi amate davvero non date­mi cibo»: l’obiettivo è la sal­va­guardia dei numerosi ani­mali sel­vati­ci pre­sen­ti. Cig­ni, folaghe e gab­biani fan­no ormai parte dell’affascinante cor­nice del Bena­co e rap­p­re­sen­tano una fonte di attrazione per tut­ti i tur­isti. Lan­cia­re bis­cot­ti o pezzi di pane è diven­ta­ta ormai una con­sue­tu­dine, soprat­tut­to per i bam­bi­ni che riescono in questo modo ad avvic­inare gli uccel­li. Ma questo non è un com­por­ta­men­to eco­logi­ca­mente cor­ret­to. Il volan­ti­no che viene dis­tribuito dal Comune in questi giorni vuole fer­mare l’abitudine di dare cibo agli uccel­li acquati­ci, che può arrecare gravi dan­ni all’equilibrio del­la fau­na lacus­tre. «Gli uccel­li acquati­ci — si legge — sono una com­po­nente preziosa dell’ecosistema del e come tali van­no tute­lati. Spes­so accade che il loro aspet­to sim­pati­co e con­fi­den­ziale ci spin­ga ad offrire loro del cibo. Si trat­ta di un gesto spon­ta­neo ma non cor­ret­to». L’offerta arti­fi­ciale di cibo por­ta infat­ti ad una con­cen­trazione innat­u­rale di uccel­li favoren­do l’insorgere e la trasmis­sione di malat­tie. Ven­gono poi favorite solo le specie più adat­ta­bili a dan­no di altre più rare e si riduce la selezione nat­u­rale cau­san­do a lun­go andare l’indebolimento dell’intera fau­na. L’eccessiva con­fi­den­za con l’uomo può anche portare rischi a dan­no degli uccel­li stes­si. «Amare ed apprez­zare gli uccel­li acquati­ci – con­clude il testo del volan­ti­no — sig­nifi­ca rispet­tarne lo stile di vita, non abit­u­ar­li a men­di­care. Limi­ti­amo­ci ad osser­var­li nel loro ambi­ente sen­za indurli a com­por­ta­men­ti innat­u­rali». Oltre­tut­to, dare da man­gia­re agli ani­mali sel­vati­ci o «randa­gi» negli spazi pub­bli­ci è anche vieta­to dall’articolo 28 del rego­la­men­to di . Sono pre­viste in teo­ria sanzioni di 30 euro, ma non ven­gono appli­cate in nome di un prin­ci­pio di «elas­tic­ità»: pare brut­to multare il bam­bi­no che lan­cia pane ai gab­biani. Ma in teo­ria sarebbe vieta­to, oltre che eco­logi­ca­mente dan­noso. La cam­pagna per la sal­va­guardia del­la fau­na del lago, real­iz­za­ta in col­lab­o­razione con l’associazione ambi­en­tal­is­ti­ca «Verde Blu», è solo l’ultimo dei provved­i­men­ti intrapre­si dall’amministrazione comu­nale nei con­fron­ti degli ani­mali. Un’ordinanza del 1994 vieta in tut­to il ter­ri­to­rio comu­nale qual­si­asi man­i­fes­tazione che com­por­ti l’utilizzo di ani­mali in esi­bizioni e man­i­fes­tazioni. L’allora sin­da­co Mas­si­mo Roc­ca decise così di met­tere al ban­do gli spet­ta­coli circensi, par­tendo pro­prio dal pre­sup­pos­to che ogni ani­male apparte­nente ad una specie sel­vat­i­ca ha il dirit­to di vivere libero nel pro­prio ambi­ente naturale.

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