Verso la fine dell'emergenza: riapre Borgoforte, 3 i ponti ancora chiusi I sindaci chiedono più poteri

Vertice a Viadana I Comuni: più fondi e meno burocrazia

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Di Luca Delpozzo

Con­tin­ua il ritorno del Po nel suo alveo. Ieri è sta­to ria­per­to il ponte di Bor­go­forte, men­tre restano anco­ra chiusi Viadana, Doso­lo e San Benedet­to. Da oggi sono in fun­zione anche la fer­rovia Verona-Mod­e­na e la Par­ma-Bres­cia. Si tor­na lenta­mente alla nor­mal­ità anche se l’e­mer­gen­za nel­la nos­tra provin­cia resterà sino a lunedì mat­ti­na. Res­ta alto l’aller­ta per la con­tin­ua minac­cia di fontanazzi per l’enorme vol­ume d’ac­qua che preme negli argi­ni. Ieri sera a Bor­go­forte si è tor­na­to a lavo­rare alla Chi­av­i­ca, per evitare un col­las­so del­la strut­tura. Domani è pre­vista la ria­per­tu­ra delle scuole nei Comu­ni che ave­vano dis­pos­to lo stop, men­tre ad Ostiglia è tor­na­ta l’ac­qua, anche se non pota­bile e solo per parte del­la giornata.Sta rien­tran­do qua­si alla nor­mal­ità la situ­azione del traf­fi­co, anche se per­man­gono for­ti per­p­lessità in mer­i­to al ponte di San Benedet­to. La sua ria­per­tu­ra è con­dizion­a­ta da una ver­i­fi­ca che ver­rà ese­gui­ta domani, a cura dell’Anas.Sarà una com­mis­sione di tec­ni­ci che dirà la paro­la defin­i­ti­va sul ritorno alla cir­co­lazione sul man­u­fat­to, attual­mente sot­to­pos­to a lavori di con­sol­i­da­men­to dei piloni in alveo e delle campate.Problemi anche per il ponte fra Viadana e Bres­cel­lo, per la chiusura del­l’argine in ter­ri­to­rio reg­giano e a quel­lo fra Doso­lo e Guastal­la per una chi­at­ta alla deri­va che ave­va urta­to uno dei piloni. In entrambe i casi, i man­u­fat­ti dovreb­bero essere aper­ti durante la notte fra oggi e lunedì, ma per Viadana si potrebbe anche giun­gere ad uno slit­ta­men­to di 24 ore.Per quan­to riguar­da i liv­el­li del fiume, il calo è gen­er­al­iz­za­to, anche se medi­a­mente lento, sul­l’or­dine dei 40 cen­timetri in 9 ore. A monte Pia­cen­za è addirit­tura in magra e a Cre­mona il fiume è scor­so oltre due metri sot­to il liv­el­lo di guardia. L’e­mer­gen­za nel Man­to­vano non potrà comunque rien­trare pri­ma del­la ser­a­ta di oggi. Da domani, se con­tin­uerà come pre­sum­i­bile questo calo, dovrebbe dopo 10 giorni essere smo­bil­i­ta­to il servizio di piena del Mag­is­tra­to del Po. Stes­sa sorte per l’U­nità di crisi isti­tui­ta nel­la Prefet­tura che ha fun­zion­a­to inin­ter­rot­ta­mente 24 ore al giorno per oltre una settimana.Dopo il lento calo delle acque, le zone alla­gate avran­no bisog­no essere boni­fi­cate. La pulizia delle case del­la gole­na di Po mor­to a San Benedet­to sarà con tut­ta prob­a­bil­ità affi­da­ta ai volon­tari del­la di Bres­cia che han­no impianta­to nel comune riv­ieras­co una base oper­a­ti­va e sono a dis­po­sizione con uomi­ni e mezzi per il servizio. Ad Ostiglia, infine, è tor­na­ta l’ac­qua, ma non pota­bile e solo in alcune ore del­la gior­na­ta dopo che i pozzi del­l’ac­que­dot­to, infis­si in zona gole­nale, era­no sta­ti som­mer­si dal­l’on­da­ta di piena del Po.Dopo una deci­na di not­ti pas­sate sug­li argi­ni e di giorni alla feb­brile ricer­ca di fontanazzi o di pun­ti crit­i­ci, oper­a­tori e volon­tari potran­no tornare a dormire son­ni tranquilli.

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