Nel 1547 l’istituzione del Monte di pietà di Toscolano.

Viaggio nella storia della solidarietà

06/07/2000 in Storia
Parole chiave: - -
Di Luca Delpozzo
Riccardo Lonati

Il più delle volte si inda­ga la sto­ria del­la pro­pria ter­ra attra­ver­so gli even­ti che l’hanno coin­vol­ta, gli edi­fi­ci sac­ri o rimarchevoli per architet­tura e le super­sti­ti opere d’arte. V’è però un aspet­to altret­tan­to prezioso, ma pri­vo di sede appar­ente per­ché alber­ga nel cuore umano, in gra­do di propiziare idee e gesti ben­e­fi­cianti i più bisog­nosi. Così suc­cede a Toscolano Mader­no dove il sen­so di umana fratel­lan­za e pietà reli­giosa è pro­fon­da­mente rad­i­ca­to. Già è sta­to nota­to che «nel­la lapi­de posa­ta nel­la ex casa comu­nale non tut­ti i bene­fat­tori né i prin­ci­pali sono ricor­dati»: non pote­va essere diver­sa­mente, per­ché molti gen­erosi han­no oper­a­to silen­ziosa­mente e per­ché la via del bene ha orig­i­ni lon­tane e per­tan­to dif­fi­cil­mente doc­u­mentabili. Come quan­do, accan­to alle pievi, sorgevano asili di pietà in gra­do di accogliere poveri di pas­sag­gio, ebrei, protes­tanti, musul­mani con­ver­ti­ti, schi­avi riscat­tati che gira­vano il mon­do accom­pa­g­nati da com­men­da­tizie o let­tere di vescovi e provved­i­tori, se non addirit­tura di Sua San­tità. Anco­ra non è sta­ta nar­ra­ta esauri­en­te­mente l’attività di quei frati che nel Due­cen­to han­no eret­to alla Reli­gione di Mader­no la loro casa e la chieset­ta, pro­fana­ta ma anco­ra pre­sente nelle mura fon­dan­ti, risanan­do la vas­ta pla­ga prossi­ma al lago, fino a ren­der­la pro­dut­ti­va, con ben­efi­cio dei locali chia­mati a oper­arvi e delle mis­ere loro famiglie. Com­parte­ci­pazione man­i­fes­ta alfine anche in seno alle cariche pub­bliche: lo attes­ta il fat­to che nel 1547 il Con­siglio mader­nese deliberò la isti­tuzione del Monte di pietà, oper­a­ti­vo con pro­prio notaio, un dei peg­ni e un mas­saro: il fine, sot­trarre i più bisog­nosi alle esosità dei presta­tori di denaro. L’iniziativa appare lode­vol­mente sol­lecita nell’ambito provin­ciale, soprat­tut­to se si con­sid­era che i pri­mi Mon­ti dei peg­ni isti­tu­iti in Lom­bar­dia sorsero a e Man­to­va nel 1483, nel 1490 a Bres­cia. Nel com­porre il plurisec­o­lare mosaico car­i­ta­ti­vo tosco­mader­nese occorre accostare anche le numerose frazioni (Ceci­na, Gaino, Mes­saga, Roina…), dove nel tem­po anda­to l’isolamento ren­de­va mag­gior­mente greve l’esistenza, dif­fi­coltoso conoscere i bisog­ni e sop­perirvi. Assente o lacunoso l’intervento pub­bli­co, diveni­va essen­ziale la «car­ità» pri­va­ta vol­ta a sostenere reli­giosi che, a loro vol­ta, river­sa­vano ai bisog­nosi quan­to raci­mo­la­to. Ma più che dei ben­efi­ci e delle don­azioni a favore di chiese, cap­pelle e dei loro reg­gi­tori, frut­to di devozione propiziante Messe di suf­fra­gio, ripristi­no e orna­men­to dei luoghi di preghiera, se non la edi­fi­cazione di nuovi, preziose era­no le inizia­tive e le elargizioni volte a edu­care i gio­vani, a garan­tire sereno tra­mon­to agli anziani. In ques­ta prospet­ti­va appare mer­i­to­ria l’opera di D. Francesco Griset­ta, isti­tu­tore agli inizi del XVI sec­o­lo di quel­la che è ritenu­ta la pri­ma scuo­la di Toscolano, dove suben­trarono lode­vol­mente Bar­tolomeo Gozzi e i suoi con­fratel­li. Al 1504 risale il ricor­do di Daniele Set­ti, dona­tore di una som­ma di fru­men­to da dis­tribuire ai poveri di Mader­no e d’una casa con orto al Comune; nel 1552 Bar­tolomeo Tononi è gen­eroso nel pro­cac­cia­re per un intero anno pane ai poveri; la stes­sa provvi­den­za impone Luca Set­ti con doc­u­men­to del 1579, coni­u­gan­dovi pure la dis­tribuzione di . Poco pri­ma, nel 1573, Bar­tolomeo quon­dam Giulio Mon­selice, investen­do dei suoi beni alcu­ni reli­giosi, li obbli­ga­va a inseg­nare ai gio­vani la gram­mat­i­ca ital­iana e lati­na… Sono soltan­to alcu­ni degli episo­di trat­ti fra i tan­ti notati nel tem­po in cui S. Car­lo Bor­romeo, attore anche a Toscolano Mader­no durante la visi­ta pas­torale del 1580, redar­gui­va chi, arric­chi­ta la pro­pria chiesa e casa par­roc­chiale, non ave­va presta­to dovu­ta atten­zione ai meno for­tu­nati. (con­tin­ua)

Parole chiave: - -