Provvedimento del sindaco per bloccare l’usanza di invitare chi passa a provare le specialità dei locali. Ristoratori e pizzaioli: «Con i divieti non si aiuta a superare la crisi»

Vietato importunare i turisti

09/08/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

«Un’ordinanza assur­da». Anzi no. «Un provved­i­men­to gius­to, all’insegna di un paese tur­is­ti­ca­mente avan­za­to» . Si divide l’opinione tra gli eser­centi del cen­tro stori­co in mer­i­to al provved­i­men­to del sin­da­co Pietro Meschi, che vieta ai tito­lari o dipen­den­ti di bar e ris­toran­ti di richia­mare i pas­san­ti nei pro­pri locali. Una con­sue­tu­dine che si è fat­ta stra­da nelle ultime sta­gioni tur­is­tiche anche per il pro­lif­er­are di eser­cizi com­mer­ciali divisi tra loro solo da una fior­i­era, se non dif­feren­ziati uni­ca­mente dal diver­so col­ore dell’ombrellone o delle tovagli­ette. Situ­azioni para­dos­sali, con tur­isti sedu­ti in un locale con­vin­ti di apprez­zare un cer­to tipo di cuci­na tranne poi sco­prire di avere a dis­po­sizione un menu d’altro tipo. Ma non solo. Avven­tori che ordi­nano una pietan­za e vedono il cameriere arrivare con il piat­to non dal­la cuci­na, ma dal locale sit­u­a­to di fronte se non qualche metro più avan­ti. Già, per­ché esistono in paese tito­lari di più di un ris­torante abili a met­tere in rete la cuci­na sfrut­tan­do la sin­er­gia tra cuochi e piz­zaioli. Appun­to per rego­la­mentare il … traf­fi­co il sin­da­co ha dis­pos­to, sem­pre nel­la stes­sa ordi­nan­za, il divi­eto di som­min­is­trare la con­sumazione all’esterno dell’esercizio pub­bli­co. Di fat­to impe­den­do il trasporto di un piat­to da un locale all’altro. Inoltre è vieta­to agli avven­tori dei bar bere un bic­chiere di al di fuori dei locali sen­za plateati­co. Un modo per evitare di notte gli assem­bra­men­ti all’esterno dei luoghi di ritro­vo, spes­so trop­po pic­coli per ospitare tut­ti i cli­en­ti. Gio­vani che amano uscire all’aperto provo­can­do, inevitabil­mente, il dis­tur­bo del­la qui­ete pub­bli­ca. «È un’ordinanza sbagli­a­ta, che va con­tro una polit­i­ca tur­is­ti­ca», com­men­ta sen­za mezzi ter­mi­ni Gabriele Flisi del club Pomme, pun­to di aggregazione not­tur­na di Bor­go Cavour. «Non si può obbli­gare la gente, soprat­tut­to d’estate, a rimanere chiusa nei bar. Impens­abile, per quan­to uno si sforzi, obbli­gare tut­ti a non sor­pas­sare il lim­ite del plateati­co». Sul­la stes­sa lunghez­za d’onda Fran­co Corvi­no, tito­lare dei ris­toran­ti Corte San Gio­van­ni e Due Tor­ri. Il gestore allarga il tiro e con­tes­ta l’eccessiva sever­ità del­la polizia munic­i­pale: «Una vol­ta alle 23 inizia­va il lavoro, ora in cen­tro arri­va sem­pre meno gente per man­can­za di parcheg­gi auto, divi­eti d’entrata e multe a tap­pet­to. Il calo è del 30 per cen­to e non di tur­isti stranieri, ma degli ospi­ti tradizion­ali, che piut­tosto di cor­rere il ris­chio di trovar­si una mul­ta sui ter­gi­cristal­li dell’auto si fer­mano in altri pae­si». In mer­i­to al divi­eto di abbor­dare i cli­en­ti, Corvi­no scuote la tes­ta: «In qual­si­asi parte del mon­do va cosi. Non vedo cosa ci sia di male». Di avvi­so oppos­to Gior­gio Sala, del­la pizze­ria La Formi­ca, in piaz­za Lenot­ti. «Tro­vo inop­por­tuno andare a dis­tur­bare le per­sone di pas­sag­gio. A me è suc­ces­so alle Canarie e per questo moti­vo non ci andrò più. La crisi? È gen­er­al­iz­za­ta in tut­ta Italia». Sala con­cor­da invece sul­la minore pre­sen­za di gente dopo le 23: «man­cano i parcheg­gi: dif­fi­cile arrivare a pie­di fino in paese». Chi invece ha drib­bla­to l’ordinanza del sin­da­co Pietro Meschi è Mario Celon, del­la pizze­ria La Stram­bata, in via Fos­se. Pri­ma offri­va ai pas­san­ti l’aperitivo in stra­da, ora lo serve sul pro­prio plateati­co. «Un modo cari­no e gar­ba­to in atte­sa che si liberi un tavo­lo. D’altronde si fa così in ogni parte del mon­do: da -Marit­ti­ma alla Thai­lan­dia. Fig­uri­amo­ci se al cliente dà fas­tidio». «Nes­suno si diverte ad uscire in stra­da per acca­parrar­si il cliente», risponde deciso Vin­cen­zo Mar­tinel­li, del­la pizze­ria al taglio Vinkiu, di Bor­go Cavour. «Si trat­ta di un evi­dente seg­nale di crisi, che coin­volge un po’ tut­ti. Se fos­si un tur­ista in ferie a sareb­bero altre le cose che mi dareb­bero fas­tidio». Quali? «Le multe ingiuste elar­gite a qual­si­asi ora del giorno». Sa bene Gian­car­lo Erb­ifori del ris­torante La Por­ta che l’ordinanza nasce anche dal­la situ­azione caot­i­ca di piaz­za Statu­to, dove il suo locale con­fi­na con altri eser­cizi pub­bli­ci. Qui la con­cor­ren­za è spi­eta­ta. «Sono tran­quil­lis­si­mo», dice, «i miei camerieri si lim­i­tano a invitare, in modo gen­tile, i tur­isti ad assag­gia­re la nos­tra cuci­na. Vol­gio vedere chi non accoglierebbe in questo modo una per­sona che vuole venire a casa sua a man­gia­re» «L’ordinanza è nata per lo più per evitare il con­sumo delle bevande fuori dai locali», rib­at­te l’assessore al com­mer­cio Gio­van­ni Poz­zani, «Vuol essere un pri­mo pas­so per offrire una immag­ine migliore del paese»

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