La società che la gestisce deve 62.800 euro d’affitto al Comune

Villa Alba in mezzo al guado

28/12/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

A Gar­done Riv­iera la ques­tione-Vil­la Alba con­tin­ua a tenere ban­co. Il con­siglio comu­nale ne ha par­la­to durante l’ul­ti­ma sedu­ta del­l’an­no, in segui­to a una inter­rogazione pre­sen­ta­ta dal­la mino­ran­za che si riconosce nelle posizioni del­la Casa delle Lib­ertà. Il capogrup­po Ste­fano Vis­con­ti ha chiesto di conoscere la situ­azione del con­tenzioso tra il munici­pio (pro­pri­etario del­l’im­mo­bile) e la soci­età affit­tuar­ia (Sacec­cav di Desio, in provin­cia di ), gli svilup­pi proces­su­ali, l’am­montare dei man­cati introiti, i provved­i­men­ti adot­tati per garan­tire la con­ser­vazione, ecc. Lo splen­di­do com­p­lesso mon­u­men­tale (2.717 metri quadri di super­fi­cie calpesta­bile e un par­co pub­bli­co di 19.380 mq.) fu costru­ito agli inizi del Nove­cen­to dai Lan­gen­siepen, famiglia di facoltosi indus­tri­ali metalmec­ca­ni­ci tedeschi, pro­pri­etari (a Gar­done e a Gavar­do) di 70mila metri quadri di vivai, che per­me­t­te­vano loro di esportare in Ger­ma­nia e in Aus­tria piante mediter­ra­nee, accli­matate sulle rive del Gar­da. La vil­la, sit­u­a­ta in alto, su una scali­na­ta, ispi­ra­ta ai mod­el­li del­l’an­ti­ca Gre­cia, è sta­ta uti­liz­za­ta per meet­ing, con­veg­ni, sem­i­nari, ris­torazione, mostre, espo­sizioni e rasseg­ne di vario genere, spet­ta­coli teatrali e musi­cali, pranzi mat­ri­mo­ni­ali, sfi­late di moda. Dopo il fal­li­menta­re rap­por­to con la Bagagli­no, il Comune l’ha con­ces­sa a un grup­po di quat­tro imp­rese, guida­to da Sacec­cav depu­razioni Sacede. La soci­età per azioni di Desio, cap­i­tale sociale di 4 mil­ioni e 160 mila euro, gui­da­ta da Mon­i­ca Casadei, si era asso­ci­a­ta ad Altopala­to srl, ammin­is­tra­ta da Faus­to Zanardel­li, con sede a Rez­za­to, che svolge servizi di cater­ing; ICM divi­sione Italia, una azien­da indi­vid­uale di Paler­mo; Architet­ture infor­matiche srl, sem­pre di Desio.La cor­da­ta ave­va offer­to l’1% in più rispet­to al canone base, che era di 720 mila euro per l’in­tera dura­ta del con­trat­to (otto anni, con­trat­to fir­ma­to nel gen­naio 2004), così sud­di­visi: 60 mila per cias­cuno dei pri­mi due anni, 80 mila per i suc­ces­sivi, 100 mila per gli ulti­mi due, da cor­rispon­dere in rate trimes­trali antic­i­pate. L’im­peg­no assun­to include­va anche l’arreda­men­to dei locali, la manuten­zione ordi­nar­ia (con l’il­lu­mi­nazione ester­na del­lo scalone e delle fontane), la stip­u­la di una poliz­za assi­cu­ra­ti­va per even­tu­ali dan­ni a terzi o a beni, met­ten­do a dis­po­sizione la strut­tura dieci giorni all’an­no per man­i­fes­tazioni tur­is­ti­co-ricre­ative. Suc­ces­si­va­mente i pri­vati han­no com­in­ci­a­to a non pagare più l’af­fit­to, con­te­s­tando la man­ca­ta ese­cuzione di una serie di lavori da parte del Munici­pio: la cen­trale ter­mi­ca, l’impianto elet­tri­co, cuci­na, bar, ecc., per la som­ma com­p­lessi­va di un mil­ione e 53 mila euro, cir­ca due mil­iar­di di vec­chie lire. «Il brac­cio di fer­ro pros­egue ‑ha det­to il sin­da­co Alessan­dro Baz­zani, rispon­den­do all’in­ter­rogazione del­la mino­ran­za -. Siamo in mez­zo al gua­do. Sacec­cav deve al Comune i canoni sino all’ot­to­bre 2005, per un impor­to di 62.800 euro. Poi la soci­età ha man­i­fes­ta­to la volon­tà di sospendere l’at­tiv­ità, ma a tut­t’og­gi non ha resti­tu­ito le chi­avi del­l’im­mo­bile e, di con­seguen­za, è respon­s­abile di even­tu­ali dan­ni. Sti­amo cer­can­do una transazione, per non impan­ta­n­ar­ci in un lun­go con­tenzioso. In questi mesi sono state orga­niz­zate alcune man­i­fes­tazioni, da noi autor­iz­zate. Vil­la Alba ha un impianto di allarme e, per non chi­ud­ere l’uten­za, paghi­amo il canone fis­so del­l’en­er­gia elet­tri­ca. C’è un’as­si­cu­razione. Per quan­to riguar­da i lavori da effet­tuare, abbi­amo da tem­po pre­so con­tat­to con la Soprint­en­den­za e, in luglio, pre­sen­ta­to il prog­et­to, fir­ma­to dal­la respon­s­abile del­l’Uf­fi­cio tec­ni­co, Pao­la Visi­ni, e dal con­sulente Mar­co Rota. Sti­amo anco­ra aspet­tan­do una rispos­ta».

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