Riaprono le visite alla dimora di Gabriele D’Annunzio di Gardone Riviera. Ma prezzi alti e calo delle visite preoccupano. Il nuovo Governo dovrà risolvere l’annosa questione della Fondazione Tra le novità l’«Olio del Vate» Da risolvere il caso della «Col

Vittoriale, risveglio a primavera

04/04/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Attilio Mazza

Pri­mav­era: il tur­is­mo sul Gar­da si risveg­lia e con esso anche le vis­ite al Vit­to­ri­ale. Soprat­tut­to da parte delle sco­laresche in gita. Lo scor­so anno i vis­i­ta­tori del­la casa di sono sta­ti 151 mila. Un buon numero. Tut­tavia cen­tomi­la in meno rispet­to alla fine degli anni Ottan­ta. Va ril­e­va­to che nell’ultimo decen­nio il calo è sta­to costante: nel 1997, ad esem­pio, i vis­i­ta­tori furono 173 mila. La ragione? Dif­fi­cile dire. Ha inciso sicu­ra­mente la crisi gen­erale. E con­seguente­mente il cos­to dei bigli­et­ti d’ingresso: 7 euro per ammi­rare sola­mente i parchi, 11 per la visi­ta del Vit­to­ri­ale e del­la casa (8 ridot­to per stu­den­ti e anziani), 16 euro per Vit­to­ri­ale, casa e del­la guer­ra (11 ridot­to). In sostan­za una famigli­o­la di tre per­sone che voglia entrare al Vit­to­ri­ale (ester­no) e nel­la casa deve spendere 33 euro. Se poi l’ipotetica famigli­o­la vuol vedere tut­to ciò che è pos­si­bile, deve dis­porre di 48 euro (al let­tore l’equivalenza con le vec­chie lire). Non per nul­la sono sem­pre più numerose le per­sone che rag­giun­gono il bot­tegh­i­no e poi deci­dono di non vis­itare il mon­u­men­to. Il cantiere del Vit­to­ri­ale ha in cor­so la sis­temazione del tet­to del­la Prio­r­ia (pre­ven­ti­vo 70.000 euro); e lavori di manuten­zione saran­no effet­tuati sul­la Nave Puglia. Nat­u­ral­mente, come ogni pri­mav­era, sono pre­visti anche inter­ven­ti nei gia­r­di­ni. Infine è sta­to pre­dis­pos­to l’inventario dei dan­ni provo­cati dal sis­ma del novem­bre 2004, per ottenere i nec­es­sari finanzi­a­men­ti e quin­di effet­tuare le opere di ripristi­no. Tra le recen­ti novità va seg­nala­to anche il pro­to­col­lo d’intesa (dura­ta cinque anni) con l’Aipol, la Comu­nità mon­tana e la Lat­te­ria turn­ar­ia di Tig­nale per la ges­tione dell’uliveto e la pro­duzione di olio d’oliva bio­logi­co etichet­ta­to «Vit­to­ri­ale». Fra pochi anni, quin­di, non appe­na tut­ti gli ulivi pro­dur­ran­no frut­ti bio­logi­ci, ver­rà mes­so in com­mer­cio l’«olio del Vate». Il calo dei vis­i­ta­tori non può non pre­oc­cu­pare con­sid­er­a­to, per con­tro, la grande for­tu­na che sta conoscen­do il tur­is­mo cul­tur­ale. Anche per­ché le poten­zial­ità del­la casa di Gabriele d’Annunzio sono anco­ra molte. E si pen­si alla Torre San Mar­co, non sfrut­ta­ta adeguata­mente, chiusa di giorno, e che potrebbe diventare la cerniera per incen­ti­vare i vis­i­ta­tori a scen­dere da Gar­done Sopra a Gar­done Sot­to, per­cor­ren­do la bel­lis­si­ma stra­da del­la Tor­ri­cel­la, e suc­ces­si­va­mente rag­giun­gere anche il sem­pre meno fre­quen­ta­to lun­go­la­go, fer­man­dosi qualche ora in più, a van­tag­gio di bar e ris­toran­ti. Per non dire dei con­veg­ni inter­nazion­ali, in col­lega­men­to con le europee, che potreb­bero ani­mare le mezze sta­gioni, quan­do gli alberghi sono aper­ti e il flus­so tur­is­ti­co è al min­i­mo. E anco­ra «Suoni e luci», sug­ges­ti­va visi­ta not­tur­na ai parchi e ai mon­u­men­ti esterni del Vit­to­ri­ale. E per ulti­ma, ma non ulti­ma, la man­ca­ta carat­ter­iz­zazione degli spet­ta­coli estivi, spes­so assai banali, qua­si usci­ti dal cir­cuito delle gran­di man­i­fes­tazioni (si pen­si al con­cer­to «Rock nazi» che lo scor­so anno ha cre­ato prob­le­mi, stig­ma­tiz­za­to con un grande servizio anche dal «Cor­riere del­la Sera»). Res­ta poi sem­pre aper­ta la ques­tione del­la «Collezione Scilt­ian», chiusa da tem­po. Già sette anni fa venne pro­pos­to, come alter­na­ti­va al Vit­to­ri­ale, che la Collezione Scilt­ian fos­se even­tual­mente cedu­ta in comoda­to all’Am­min­is­trazione comu­nale per l’alles­ti­men­to del Scilt­ian a Vil­la Alba, sia pure in via sper­i­men­tale. Ben 186 cit­ta­di­ni gar­done­si fir­marono una petizione (alla quale non venne presta­ta atten­zione, e nat­u­ral­mente fu poi dimen­ti­ca­ta!), affinché tale Collezione non venisse dis­per­sa. Molti ora si chiedono per­ché la pre­gia­ta rac­col­ta (val­ore di mil­ioni di euro, cioè mil­iar­di di lire) dona­ta a Gar­done Riv­iera non ven­ga aper­ta al pub­bli­co, men­tre il Vit­to­ri­ale ospi­ta mostre di dub­bio gus­to e scar­so inter­esse, come quel­la del­lo scor­so anno di scul­ture mod­erne inti­to­la­ta «Mec­ca­niche delle mer­av­iglie»! LA NUOVA GESTIONE. Il futuro del­la casa di Gabriele d’Annunzio dipen­derà dall’assetto isti­tuzionale. Nell’autunno del 1999, qua­si sette anni fa, veni­va annun­ci­a­ta la svol­ta ges­tionale del mon­u­men­to, affida­to all’U­ni­ver­sità (di Bres­cia) per essere poten­zi­a­to come Cen­tro di ricer­ca. Ma ecco quan­to prevede la dis­po­sizione gov­er­na­ti­va all’ar­ti­co­lo 3 del­lo «Schema di decre­to leg­isla­ti­vo recante rior­di­na­men­to del sis­tema degli Enti pub­bli­ci nazion­ali non prev­i­den­ziali, in attuazione degli arti­coli 11, com­ma 1, lett. B, e 14 del­la Legge 15 mar­zo 1997, m. 59»: «Gli enti di cui alla tabel­la B alle­ga­ta alla legge (23 enti fra cui, appun­to, il Vit­to­ri­ale degli Ital­iani), sono trasfor­mati, a decor­rere dall’1 gen­naio 2001, in strut­ture sci­en­ti­fiche, dotate di autono­mia ammin­is­tra­ti­va e con­tabile delle Uni­ver­sità del luo­go ove gli enti stes­si han­no sede, ovvero, nel caso di più isti­tuzioni uni­ver­si­tarie, di quel­la di più anti­ca isti­tuzione, ovvero, anco­ra, di con­sorzi uni­ver­si­tari anche apposi­ta­mente isti­tu­iti. La trasfor­mazione opera a con­dizione che l’U­ni­ver­sità o il con­sorzio, pre­vi­a­mente inter­pel­lati dal pres­i­dente del Con­siglio dei min­istri, abbia espres­so il pro­prio assen­so». Per con­trastare l’assegnazione all’Università di Bres­cia, la pres­i­dente del Vit­to­ri­ale, Anna­maria Andreoli, e il Con­siglio di ammin­is­trazione mis­ero a pun­to, per tem­po, la prat­i­ca al fine di ottenere la cosid­det­ta ges­tione «pri­va­ta», o meglio l’autonomia ges­tionale e pot­er così con­tin­uare sen­za lim­i­ti di tem­po ad ammin­is­trare il «prin­ci­pa­to» dan­nun­ziano. Anche alcu­ni fun­zionari del Min­is­tero ai Beni cul­tur­ali si schier­arono a favore del­la cosid­det­ta «ges­tione pri­va­ta» e fecero ricor­so con­tro la deci­sione del Tar di Bres­cia, il quale ave­va delib­er­a­to che l’ente uni­ver­si­tario, pur non aven­do la cat­te­dra di Let­tere, possede­va tut­ti i titoli per con­cor­rere al con­fer­i­men­to del­la Fon­dazione del Vit­to­ri­ale degli Ital­iani, come pre­vis­to dal decre­to leg­isla­ti­vo. L’assurdo ricor­so, pro­mosso da alcu­ni fun­zionari — come si è det­to -, fu bloc­ca­to dall’Avvocatura di Sta­to su inizia­ti­va del­lo stes­so min­istro e del­la Pres­i­den­za del Con­siglio. L’Avvocatura, infat­ti, si rese con­to che l’U­ni­ver­sità possede­va e possiede tali titoli. Per­tan­to l’U­ni­ver­sità di Bres­cia venne riammes­sa a con­cor­rere, a piena ragione, alla ges­tione dell’istituzione gar­donese, oppor­tu­nità quin­di anco­ra oggi val­i­da. Una fer­ma oppo­sizione alla «pri­va­tiz­zazione», decisa dal Con­siglio di ammin­is­trazione del Vit­to­ri­ale, venne espres­sa dal pres­i­dente dell’Azienda di pro­mozione tur­is­ti­ca di Bres­cia, Mau­r­izio Ban­zo­la (all’epoca mem­bro del Con­siglio stes­so), il quale chiese che il prob­le­ma venisse esam­i­na­to alla luce dei ben­efi­ci che l’assegnazione all’Università avrebbe appor­ta­to sia al Vit­to­ri­ale sia all’intera comu­nità garde­sana. Sosten­nero, invece, la cosid­det­ta «pri­va­tiz­zazione», oltre al sin­da­co di Gar­done Riv­iera San­dro Baz­zani, i pres­i­den­ti dell’Amministrazione provin­ciale Cav­al­li e del­la Cam­era di com­mer­cio Bet­toni, men­tre il sin­da­co di Salò si ris­ervò di appro­fondire la ques­tione. PROROGHE ASSURDE. La vicen­da ha tut­ti i tipi­ci con­no­tati di una malas­to­ria ital­iana. Riconosciu­ti i titoli dell’Università di Bres­cia per ammin­is­trare e orga­niz­zare il Vit­to­ri­ale, al fine di bloc­care il ricam­bio e favorire la con­ti­nu­ità ges­tionale da parte del vec­chio Con­siglio, per ben sette anni è sta­ta decisa la pro­ro­ga, di anno in anno, del Con­siglio di ammin­is­trazione in car­i­ca (e quin­di del­la pres­i­dente Andreoli): sette anni di rin­vii! La soluzione defin­i­ti­va venne deman­da­ta nel 2003 all’asses­sore alla Cul­tura del­la Regione Lom­bar­dia, prof. Ettore Alber­toni, espo­nente del­la Lega Nord. Alber­toni, in visi­ta nel mese di feb­braio del 2004 sul Gar­da, dichiarò che avrebbe risolto il prob­le­ma giuridi­co del Vit­to­ri­ale in un paio di mesi, ricon­vo­can­do le par­ti. Ma Alber­toni non man­tenne l’impegno. La «Rasseg­na dan­nun­ziana», edi­ta a Pescara dal Cen­tro stu­di su Gabriele d’Annunzio, scrisse nell’autunno di quell’anno che aumen­ta­va «sem­pre più la pos­si­bil­ità che tut­to con­tin­u­asse sec­on­do i dis­eg­ni del­la pro­fes­sores­sa Andreoli, che forse rius­cirà a gestire a vita il Vit­to­ri­ale». I fat­ti sem­bra­no avval­o­rare l’ipotesi. Res­ta da chieder­si chi al Min­is­tero abbia tan­to potere da osta­co­lare — con­tro la volon­tà degli stes­si min­istri — la più ovvia delle soluzioni per il rilan­cio del Vit­to­ri­ale: quel­lo dell’assegnazione all’Università di Bres­cia. Nel gen­naio di quest’anno è sta­ta decisa l’ultima (forse solo in ordine di tem­po) pro­ro­ga di dod­i­ci mesi, così che tut­to­ra la con­duzione con­tin­ua ad essere affi­da­ta al vec­chio Con­siglio di ammin­is­trazione, sem­pre pre­siedu­to da Anna­maria Andreoli. E a fine anno che cosa accadrà? Una nuo­va pro­ro­ga? O la ges­tione sarà affi­da­ta defin­i­ti­va­mente all’attuale Con­siglio, estromet­ten­do l’Università? O ver­rà cre­ato un «car­roz­zone» sul quale, per non scon­tentare nes­suno, sali­ran­no gli attuali con­siglieri e i rap­p­re­sen­tan­ti dell’ente uni­ver­si­tario? Molto dipen­derà, ovvi­a­mente, dal­la volon­tà degli enti pub­bli­ci bres­ciani e dal peso che la stes­sa Uni­ver­sità saprà met­tere in cam­po. FALSE NOTIZIE. Per favorire la scelta, per così dire «pri­va­tis­ti­ca», è sta­ta attua­ta anche un’opera di dis­in­for­mazione da parte di quan­ti sono inter­es­sati a tale soluzione. Tra le incred­i­bili notizie fat­te cir­co­lare dai rap­p­re­sen­tan­ti gar­done­si vi è sta­ta anche quel­la che il pas­sag­gio del Vit­to­ri­ale all’Università favorirebbe il trasfer­i­men­to a Bres­cia «di tut­to». E non si capisce se per «tut­to» s’intendano addirit­tura le strut­ture mon­u­men­tali e le dotazioni muse­ali! Al con­trario, vi sono per­sone che sosten­gono, per conoscen­za diret­ta, che l’Università sarebbe in gra­do di pro­muo­vere con­veg­ni inter­nazion­ali i quali favorireb­bero pure il tur­is­mo alberghiero, oltre all’attuazione di una seria polit­i­ca cul­tur­ale attra­ver­so col­lane sci­en­ti­fiche per appro­fondire l’arte e la sto­ria del peri­o­do dan­nun­ziano, come non avviene ormai da molti anni, col­le­gan­do il Vit­to­ri­ale alle isti­tuzioni cul­tur­ali sto­ri­ogra­fiche e let­ter­arie europee. L’Università, anche a giudizio di molti dan­nun­zisti, è l’unica isti­tuzione che avrebbe le capac­ità di assi­cu­rare un futuro di liv­el­lo sci­en­tifi­co e pro­mozionale. Men­tre l’affidamento a un’associazione di dirit­to pri­va­to assumerebbe un sig­ni­fi­ca­to stret­ta­mente local­is­ti­co e risen­tirebbe fatal­mente degli inter­es­si che stan­no alla base dei sette anni di rin­vii e pro­roghe. Il nodo dovrà essere comunque sci­olto dal Gov­er­no che uscirà dal­la con­sul­tazione di aprile, e in par­ti­co­lare dal nuo­vo min­istro ai Beni culturali.

Commenti

commenti