Ne fanno già parte rappresentanti di Salò, Vobarno, Roè Volciano, Serle, Gavardo, Gardone R. e presto ne giungeranno altri Il Comitato prepara la battaglia

«Vogliamo fatti, non promesse. Siamo pronti anche ad azioni dimostrati

23/02/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Massimo Pasinetti

Dopo il ter­re­mo­to che ha col­pi­to tre mesi fa Gar­da e Vallesab­bia, viene ora alla luce il «Comi­ta­to pro-ter­re­mo­tati» inter­co­mu­nale. Obi­et­ti­vo per nul­la nascos­to: tenere sot­to pres­sione la classe polit­i­ca e ammin­is­tra­ti­va per ottenere presto e bene ogni genere di aiu­to che ver­rà sta­bil­i­to. Men­tre Clib­bio, Sab­bio Chiese e Gavar­do, con­tat­tati, dovreb­bero a breve entrarne a far parte, del Comi­ta­to pro-ter­re­mo­tati già fan­no parte rap­p­re­sen­tan­ti di Salò e Cam­pov­erde, di Vobarno e Pom­peg­ni­no, di Roè Vol­ciano, Ser­le e Gavar­do, di Gar­done Riv­iera e del­la frazione Morgna­ga: «Su 300 per­sone che abi­tano quest’an­ti­co cen­tro nato nel 1300 — spie­ga il morgnagh­ese Cipel­li — solo 10 sono anco­ra in casa. Tutte le altre sono fuori. Un cen­tro splen­di­do, che ora sta moren­do. L’ap­pel­lo è riv­olto ai sin­daci, a Provin­cia, Sta­to e Regione. Ma soprat­tut­to vor­rei invitare il Com­mis­sario Busce­mi a vis­itare qual­cuno del 70, 80 o 90enni che oggi sta viven­do la pre­caria situ­azione di ter­re­mo­ta­to, e sa che non tornerà ad avere un futuro. Mi auguro solo che, a Morgna­ga come a Pom­peg­ni­no, Clib­bio o Cam­pverde, non nasca la voglia di vendere casa, col ris­chio di essere pre­da degli spec­u­la­tori». «Non voglio niente di più — dice Cris­tiano Bri­ar­a­va, di Pom­peg­ni­no — ma neanche un euro di meno di quel­lo che mi spet­ta. Dicono che non ci sono risorse? Io pen­so invece che dietro ci sia la scelta polit­i­ca di non uti­liz­zarle per il ter­re­mo­to. Dopo 3 mesi, anco­ra non ci han­no det­to quali regole seguire per ricostru­ire. Che dob­bi­amo fare? Bhe, vis­to che non siamo dis­posti a far­ci pren­dere per i fondel­li, agire­mo. Non ci vuole poi molto, ad esem­pio, a span­dere letame a quin­tali sul­l’au­tostra­da». In realtà, non si vuole arrivare a questo: «Ma se non ci sarà altro modo per far­ci ascoltare…». «Per ora vor­rem­mo accon­tentar­ci di volan­ti­nag­gio e striscioni, ma poi — con­tin­ua Mau­r­izio Bruni, nel­la sco­mo­da posizione di doppio ter­re­mo­ta­to (ha i gen­i­tori tut­to­ra sfol­lati a Morgna­ga, ed ha i suo­ceri nel­la stes­sa situ­azione a Pom­peg­ni­no) ‑l’ultima spi­ag­gia saran­no le azioni ecla­tan­ti”». «Ad oggi — si inserisce Gio­van­ni Delai di Cam­pov­erde — nonos­tante le assi­cu­razioni, a Salò ci sono 900 per­sone anco­ra fuori casa, ben 530 famiglie, 46 nel­la mia frazione, Cam­pov­erde. E la mag­gior parte degli sfol­lati sono anziani, per i quali è tut­to più dif­fi­cile. Il Com­mis­sario Busce­mi deve venire qui a spie­gar­ci cosa fare. Io stes­so, da sfol­la­to, non sono dis­pos­to a iniziare a ricostruzione casa mia. Per far­lo mi ser­vono i sol­di, e se li chiedo alla ban­ca, la mia pau­ra è che domani pos­si­amo essere costret­ti a diventare io suo inquili­no, e lei padrona di casa mia. E così, nel­l’in­certez­za, finisce per ricostru­ire solo chi ha i sol­di». Due striscioni appari­ran­no presto, ben in vista, al biv­io dei Tormi­ni: «Ter­re­mo­tati di Gar­da e Valsab­bia, per non essere dimen­ti­cati»: «La popo­lazione — ha spie­ga­to il vobar­nese Ernesto Cadenel­li, di Cgil, Cisl e Uil Bres­cia, che sostiene il Comi­ta­to — vive nel­l’in­certez­za, in atte­sa che a fine mese arrivi l’or­di­nan­za promes­sa da Busce­mi, sul­la quale il Comi­ta­to darà un giudizio di mer­i­to». Il sin­da­ca­to pone delle richi­este al Com­mis­sario: «Un incon­tro con lui per capire il vero sig­ni­fi­ca­to delle scelte annun­ci­ate: il rim­bor­so al 60% delle spese, ad esem­pio, riguar­da solo le opere murarie? O inter­es­sa anche le opere di impian­tis­ti­ca e fini­tu­ra? Su cosa può con­tare chi ricostru­isce? Se tra i dan­ni sti­mati e la ristrut­turazione ci saran­no dif­feren­ze, anche ele­vate, chi si occu­perà del mag­gior onere da sostenere? E poi, va sta­bil­i­to quante risorse ci sono a dis­po­sizione: serve chiarez­za, per pot­er ricostru­ire. Ma il Com­mis­sario deve sapere che, da parte dei cit­ta­di­ni, c’è mol­ta atten­zione a quan­to lui sta facen­do». «Il con­trib­u­to del 60% — spie­ga Daniela Manen­ti di Pom­peg­ni­no — che qual­cuno definisce sostanzioso e non sim­bol­i­co, a noi sem­bra invece sim­bol­i­co: i 6 dec­i­mi del cos­to delle mura­ture infat­ti, si riduce al 60% di meno del­la metà del­la spe­sa che si dovrà sostenere. È scan­daloso, soprat­tut­to con­sideran­do che, quan­do paghi­amo le tasse, a noi toc­ca sem­pre ver­sare il 100% del dovu­to. E questo, con tan­ta rab­bia in cor­po, andremo a dir­lo alle isti­tuzioni». E se il buon­giorno si vede dal mat­ti­no non c’è dub­bio che questo comi­ta­to inter­co­mu­nale non si farà cer­to man­care la voce per riven­di­care attenzione.