La protesta dell’associazione disabili motori di Malcesine

«Vogliamo gestire l’ospedale ma la Regione non ci ascolta»

30/09/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

«La Regione si sta dimostran­do total­mente sor­da alle nos­tre pro­poste rel­a­tive alla sal­va­guardia dell’ospedale di Mal­ce­sine che sarà chiu­so entro giug­no 2004». A lan­cia­re l’allarme ed un acco­ra­to appel­lo è Rober­to Bassi, il pres­i­dente dell’Aidm, l’associazione inter­re­gionale dei dis­abili motori, che ha sede pro­prio den­tro all’ospedale. L’occasione per la pub­bli­ca ester­nazione è sta­ta la benedi­zione del­la nuo­va ambu­lan­za del­la Croce Bian­ca di Tor­ri (arti­co­lo a fian­co). Bassi ha denun­ci­a­to come «i ver­ti­ci del­la Regione non ci han­no anco­ra dato alcu­na rispos­ta cir­ca il nos­tro prog­et­to di ges­tione». Con­tro le deci­sioni di Venezia, l’Aidm lot­ta da molti mesi coin­vol­gen­do ammin­is­trazioni comu­nali e politi­ci oltre che migli­a­ia di cit­ta­di­ni in tut­ta Italia. «Il 27 mag­gio scor­so», ha ricorda­to Biasi, «ave­va­mo pre­sen­ta­to in Regione un prog­et­to con il quale ci dichiar­ava­mo disponi­bili a gestire l’ospedale. Il 30 giug­no scade­vano infat­ti i ter­mi­ni per la pre­sen­tazione di pro­poste in osse­quio a pre­cise indi­cazioni dal­la stes­sa Regione e, a quan­to ci risul­ta, quel­la nos­tra è l’unica pre­sen­ta­ta. Ma da parte dell’assessore Fabio Gava», ha pros­e­gui­to Bassi, «che si era impeg­na­to ad esam­inare la nos­tra pro­pos­ta e a rispon­der­ci entro la metà di luglio scor­so, nes­suna rispos­ta è arriva­ta». Fino­ra insom­ma, a quan­to dichiara­to da Bassi, «non solo Venezia non sta tenen­do in alcu­na con­sid­er­azione le oltre ottan­ta­mi­la firme rac­colte in tut­ta Italia e por­tate a Galan (che non ci ha volu­to nem­meno rice­vere) diret­ta­mente in car­rozzel­la da Mal­ce­sine, ma non ci ven­gono date nem­meno le risposte che ci era­no state promesse». A com­pli­care tut­to, in questi giorni, la «pro­pos­ta da parte dell’Ulss 2 di chi­ud­ere il lab­o­ra­to­rio di anal­isi per eseguire tut­to all’ospedale di Bus­solen­go». Questo infat­ti, sem­pre sec­on­do Bassi, «non fa altro che met­tere in ulte­ri­ore dif­fi­coltà il per­son­ale che lavo­ra a Mal­ce­sine, cre­an­do ulte­ri­ore scon­tento e malu­more». Ma non è tut­to. Bassi ha infat­ti reso noto che, nei giorni prossi­mi, l’Aidm incon­tr­erà il sot­toseg­re­tario di Sta­to alle riforme isti­tuzion­ali, Aldo Branch­er, pro­mo­tore del­la pro­pos­ta di ven­di­ta dell’ospedale di Mal­ce­sine all’Inail per sal­var­lo in extrem­is. Inoltre, in questi giorni, anche il dep­u­ta­to trenti­no dei demo­c­ra­ti­ci di sin­is­tra, Lui­gi Olivieri, da sem­pre schier­a­to a fian­co dell’Aidm, pre­sen­terà un’interrogazione al min­istro del­la san­ità, Giro­lamo Sirchia, per conoscere gli intendi­men­ti uffi­ciali del gov­er­no ital­iano. «Una cosa comunque è cer­ta», promette Bassi, con­clu­den­do il pro­prio inter­ven­to sul­la pub­bli­ca piaz­za di Tor­ri, «né a Venezia e né altrove si illu­dano: noi non mol­liamo ed agire­mo fino in fon­do per cer­care di sal­va­guardare l’unico ospedale in Italia che si occu­pa anco­ra di pazi­en­ti post — poliomieliti­ci e che offre una chirur­gia orto­pe­di­ca di grande eccellenza».