Descrizione del motorino Cip
Si chiama Cip, ma non cinguetta perché è un motorino. In cambio esibisce una robusta cinghia di trasmissione che, nel regno delle due ruote, è una prerogativa quasi esclusiva della mitica Harley: ma rispetto al pacifico mostro bicilindrico, non possiede l’ansito roco.
Anzi: la sua caratteristica fondamentale è proprio quella del silenzio. Basta girare la manopola del gas ed il motorino scatta in avanti e raggiunge, bruciando in ripresa parenti di maggiore cilindrata a pretese, i cinquanta all’ora: dove si stabilizza.
Il motorino elettrico è stato consegnato in prova ieri mattina all’amministrazione comunale che ha intenzione di acquistarne due esemplari per dotarne i messi comunali. Più avanti nel tempo un paio di motorini potrebbe anche arrivare ai vigili urbani.
Caratteristiche tecniche e costi
Hanno due batterie ed, alzando la sella, salta fuori il cordone elettrico che va infilato in una comunissima presa. Due ore di tempo ed altri cinquanta-sessanta chilometri (dipende dalle salite) sono assicurati, nel silenzio assoluto ed impressionante. Zero bollo, 50% di sconto sull’assicurazione, con una lira e mezza si copre un chilometro.
Il costo, 5 milioni, è ancora relativamente alto: il fatto è che li costruiscono in piccole officine, quasi artigianali. La grande produzione, che abbasserebbe i costi, è ancora ferma alla benzina, sia pur verde.
Nella manutenzione la voce principale è quella delle batterie: utilizzate correttamente durano un migliaio di cariche, due anni, forse tre. Ma costano intorno al mezzo milione. I vantaggi ambientali sono evidenti: non c’è alcun’emissione, non consumo d’ossigeno. Cip è verdissimo.


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