Cos’ha significato allora, cosa rimane oggi di quel messaggio e come si intende celebrare dopo dieci anni la visita del Santo Padre nel 1991? Abbiamo rivolto queste tre domande a don Marino Barbieri, parroco di Castiglione da oltre vent’anni, testimone dello spirito di quei giorni e del loro ripercuotersi sul presente.
Legame tra la visita e il messaggio di Luigi Gonzaga
«La visita del Papa ha risvegliato l’attenzione su Luigi Gonzaga, patrono mondiale della gioventù, e sul mondo giovanile in senso lato — dice il sacerdote — Lui stesso, fra i vari momenti della permanenza, ha dato rilievo all’incontro con i ragazzi a piazzale Repubblica, affidando loro un messaggio di notevole portata e grande attualità».
«Inoltre — prosegue — con il contatto diretto con i fedeli ha conquistato la popolazione che l’ha incontrato».
Impatto e celebrazioni attuali
«Quei momenti con il Santo Padre — precisa don Marino — hanno dato impulso al culto di San Luigi, all’ammirazione per la sua scelta religiosa, la carità, l’intendere la vita come dono. Oggi la pastorale giovanile risente ancora delle parole forti di Giovanni Paolo II, della sua immediatezza, dell’intesa con i ragazzi. Non è stato difficile organizzare una delegazione per la Giornata mondiale della gioventù la scorsa estate».
A dieci anni da quel giorno, i festeggiamenti per l’anniversario della morte del Santo saranno intensi, con la sistemazione di una targa commemorativa tra la basilica e il municipio. Sempre il 21 giugno il vescovo celebrerà la messa in piazza San Luigi, e poi i ragazzi si incontreranno al Castello, dove il patrono è nato e vissuto fino a 17 anni, per riflettere sui messaggi che il Santo Padre rivolse ai fedeli in Duomo e ai giovani in piazzale Repubblica.
La diocesi ha inoltre organizzato un pellegrinaggio a Roma per il mese di settembre, al quale parteciperà anche la parrocchia dei Santi Nazario e Celso.


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