lunedì, Marzo 2, 2026
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La dolce confessione di Antonella Elia «Ora mi piacerebbe avere due o tre figli

Cantalago dietro le quinte

Uno sguardo a momenti penetrante, a volte assente. Due occhi vispi a rinforzare concetti espressi a parole, ma anche pronti ad alzare, con un battito di ciglia, una cortina protettiva sulla sua vita, i suoi amori. Antonella Elia, splendida protagonista a Sirmione del festival del Garda, uno degli eventi itineranti dell’estate gardesana, si camuffa dietro l’espressione che passa rapidamente da quella di una ragazzina svampita ai panni di donna matura. Non ha e non mette fretta.

A notte quasi fonda, cullata dalle onde del Garda che sbattono sulla riva a due passi dalle famose grotte di Catullo, ha voglia e tempo di parlare di sé. Senza però mai abbassare la guardia. Ciarliera di fronte alle solite domande e curiosità, diventa d’incanto ermetica appena il discorso si sposta sulla sua vita privata, sul suo cuore che batte per …

«Lasciamo stare, per carità. Di certo io, che sono rimasta orfana, desidero tanto farmi una famiglia. Mi piacerebbe avere due-tre figli e per loro sarei disposta a mollare, per un po’, il lavoro».

Sicura? «Certo, o almeno per i primi mesi. Poi magari troverei una soluzione per continuare la carriera. Il lavoro oggi mi assorbe completamente; tutta la mia vita ruota attorno allo spettacolo. Ovvio, cerco sempre di migliorarmi e non per nulla studio ormai da una vita danza e canto».

Lei che ha iniziato la carriera artistica come modella, sta ora girando i teatri del Sud Italia con «Il Mercante e la schiava contesa». «Interpreto la schiava in una commedia tratta dal Mercator di Plauto, per la regia di Livio Galassi. Saremo in tournée per tutto il mese di agosto, con tappe a Oriolo Calabro, Agrigento nella Valle dei Templi, Calatafimi ed Eraclea».

No, le mie reminiscenze sull’autore latino erano ferme ai tempi della scuola. L’anno scorso, invece, mi sono cimentata sempre a teatro con un testo di Niccolò Machiavelli, «La Mandragola».

Niente televisione? «Purtroppo nessuno più mi chiama. Adesso che avrei voglia di tornare in video, non ho alcuna offerta di lavoro», rivela con candore la trentasettenne showgirl. «Sono rimasta fuori dal giro che conta, ed ora è difficile rientrare in ballo».

Cosa le piacerebbe fare? «Non so, un varietà o un programma come Gente e Viaggi, che va in onda su Retequattro la domenica sera».

A chi deve riconoscenza? «Per il lavoro, senza dubbio, a Corrado. Dal 1990 al ’93, sono stata al suo fianco nella Corrida».

Il suo personaggio televisivo preferito? «Ancora una volta devo dire Corrado, e poi Raimondo Vianello (memorabili i duetti a «Pressing», ndr), e Mike Bongiorno, con il quale ho lavorato alla «Ruota della Fortuna». Delle donne, trovo fantastica Raffaella Carrà. L’inverno scorso, mi ha invitato a Carramba, ed è stata molto carina e oltremodo generosa nei complimenti. Quando mi vede, m’incoraggia sempre a proseguire in questo mondo».

Superstiziosa? «No, assolutamente. Nessun rito o amuleto prima di andare in scena».

Un pregio di Antonella Elia? «Dico sempre quello che penso. Sono fatta così e non penso, per questo, di aver pregiudicato la mia carriera», ammette con un battito di ciglia.

Un difetto? «Sono aggressiva».

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